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Galles: cresce la presenza online in lingua gallese

Questo è il primo post di una speciale serie che Global Voices dedica alla lingua gallese e ai digital media, in collaborazione con Hacio'r Iaith [en, come i link successivi eccetto ove diversamente indicato].

Negli anni novanta, William Owen Roberts, un autore e drammaturgo gallese, osservò che scrivere in quella lingua è simile a “scrivere sull'orlo della catastrofe” (Peripheral Visions, 1995). Se questo è il caso, un blogger gallese potrebbe essere già a metà strada dal limite.

Scrivere blog, così come la  lingua gallese, è da molti considerato essere in declino. Allo stesso modo del gallese, schiacciato dall'inglese e da altre lingue, i blog sono costantemente minacciati dai nuovi nati nel mondo dei social media – Facebook, Twitter, Flickr e qualsiasi altra nuova applicazione per smartphone o tablet che sia stata inventata proprio ora che state leggendo questo articolo.

Perché scrivere un blog in gallese?

La lingua gallese era solita farla da padrona, proprio come i blog. Il linguaggio precursore del gallese moderno era una volta parlato in tutte le isole Britanniche. Oggi è a stento parlata dal venti per cento della popolazione del Galles, o da circa seicentomila persone, e stiamo tutti aspettando col fiato sospeso i risultati della prossima indagine per appurare se questo numero sia aumentato o diminuito. Tutti gli adulti in Galles che parlano il gallese parlano anche correntemente l'inglese.

Ifan Morgan Jones

Ifan Morgan Jones, blogger gallese

Perchè quindi scrivere un blog in gallese, quando è possibile scrivere post su Twitter e Facebook in inglese, e raggiungere un pubblico maggiore? Una risposta è che i blogger in lingua gallese scrivono di argomenti che riguardano il Galles. Il mio stesso blog [cy] di solito tratta di lingua gallese, letteratura gallese, lingua gallese su internet, musica gallese o di politica gallese.

Tutto ciò potrebbe essere discusso sui media inglesi, ma ha una sua logica discutere di contenuti riguardanti il Galles nella propria lingua di origine. Scrivendo in gallese, inoltre, presumo che i miei lettori trovino familiare quello di cui sto discutendo, e che non sia necessario, per così dire, spiegare tutto dall'inizio, figuriamoci di tradurre.

Sono anche cosciente della mia rensponsabilità, essendo una delle seicentomila persone che ancora parlano gallese, di promuovere l'uso di questa lingua su internet. Questo è anche il linguaggio nel quale mi sento più a mio agio quando devo comunicare. Altri, sono sicuro, hanno le loro motivazioni. Per esempio, ci sono molti blog in lingua gallese di studenti, che così hanno l'opportunità di esercitarsi con l'uso della lingua.

A Welsh language blog

Un blog in lingua gallese

Piccole comunità

I blog in gallese, in una certa maniera, sono lo specchio delle comunità gallesi. Tutti i blog sono in verità delle piccole comunità, all'interno di una rete più ampia. All'autore del blog potrebbe far piacere pensare di avere il pieno controllo del blog, ma gli stessi follower influiscono in larga misura sulla forma ed il colore del blog.

Le persone visitano i blog e lasciano commenti, suggeriscono link, propogono i loro stessi link, li usano come base per i loro stessi blog, esprimono giudizi tra loro in competizione. Un autore in grado di attirare molti lettori può essere incentivato a pubblicare post in maniera più regolare – se nessuno legge, al contrario, potrebbe smettere di scrivere.

La stessa cosa vale per le comunità gallesi nella vita reale – usare questo linguaggio può motivare altri ad usarlo, organizzare uno spettacolo musicale o un Eisteddfod (Festival Gallese di letteratura, musica e spettacolo) indurrà altri ad organizzarsi, e così via. Come le comunità gallesi, i membri della blogosfera gallese alimentano l'attività degli altri. Più ce ne sono, più forte sarà la comunità, più persone utilizzeranno la lingua gallese.

Queste comunità online, comunque, non esistono solo in una bolla. Oltre ad essere parte della comunità stessa, i blog gallesi sono parte di innumerevoli altri gruppi. Fanno parte di una scena più ampia di blog all'interno del Galles.

Blogmenai, che è scritto da un membro del partito nazionalista Plaid Cymru, fa parte della più vasta blogosfera politica. Il blog di Dylan Llyr Anffyddiaeth (Ateismo) esiste in una comunità di blog religiosi (o irreligiosi). Il suo blog spesso interagisce con un blog in lingua inglese, scritto da un ateo gallese che a volte traduce le riflessioni di Dylan per i suoi stessi follower. Tecnologie come Google Translate complicano ancora di più le cose – molti blog gallesi ora dispongono del widget per tradurre il loro contenuto in inglese.

Tutto ciò si riflette nella decisione di quest'anno del Wales Blog Awards  di non considerare i blog in lingua gallese come una categoria a parte, come è accaduto negli anni precedenti. I blog politici in lingua gallese saranno inclusi nella sezione riservata alla politica, i blog gallesi che trattano di lifestyle parteciperanno nella sezione lifestyle e così via. Questo è il riconoscimento, credo, non solo che i blog gallesi sono abbastanza buoni da competere con i blog inglesi sulle stesse piattaforme, ma anche che l'influenza della blogosfera gallese si estende ben oltre i confini della lingua stessa.

L'età dell'oro dei blog gallesi è finita?

L'età dell'oro dei blog in lingua gallese, e dei blog in generale, potrebbe non essersi ancora conclusa. In parte perché ci troviamo al punto in cui nuovi autori stanno scoprendo la rete e le possibilità che offre per la prima volta, ed in parte grazie anche alla diffusione di Facebook, Twitter e di altri social media, dove l'uso del gallese si sta dimostrando molto popolare.

Comunque, il numero dei blog in gallese sta ancora crescendo, (ce ne sono circa quattrocento, secondo le ultime stime), e faranno ancora la loro parte. Il formato del blog permette una discussione più ampia degli argomenti di rilievo con persone che la pensano in maniera simile, rispetto al limite dei 140 caratteri imposto da Twitter e all'ipocrisia vista su Facebook. Sugli autori dei blog gallesi, inoltre, non c'è nessuna pressione a passare all'inglese come avviene per gli utilizzatori di Facebook e Twitter, che di solito hanno centinaia di amici e follower che non parlano il gallese da accontentare.

Un linguaggio in via di estinzione in un mezzo in via di estinzione? Non credo. Social network del calibro di Facebook e Twitter potrebbero anche andare e venire, ma la capacità di adattamento dei blog indica che resteranno in uso. La lingua gallese stessa ha dato prova di essere particolarmente elastica, sopravvivendo per migliaia di anni, nonostante la vicinanza di una delle lingue più potenti e diffuse sulla terra. La mia conclusione è che la blogosfera gallese non sparirà tanto in fretta.

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