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Kibera: creatività, convivialità e problemi dello slum di Nairobi

Questo post fa parte di una serie di report realizzati da Global Voices insieme a Map Kibera e Map Mathare [en], una collaborazione nata a Nairobi in occasione del Summit 2012 di Global Voices [en], nel mese di luglio 2012. 

Spesso abbiamo una visione stereotipata dell'idea di recarsi nelle zone più povere delle metropoli, come le “favelas” [it] brasiliane o le “villas miserias” [it] argentine.  Si tende a pensare che visitare questi luoghi equivalga a mettersi a rischio di rapina, stupro o addirittura omicidio. E’ il caso anche di quanti pensano di visitare Kibera a Nairobi, in Kenya, considerato un luogo nient'ffatto sicuro. Ma grazie all'impegno del Map Kibera Project, si giunge alla conclusione che c'è molto di più di semplici e consolidati pregiudizi su questi quartieri poveri.

Una veduta di Kibera

Una veduta di Kibera

Lo staff di Global Voices che si è recato a Kibera si è suddiviso in più gruppi allo scopo di fare ricerca, investigare e, infine, riflettere su quanto osservato.  Il “gruppo del nulla”, come l'abbiamo chiamato, ha provato a girovagare tra le baraccopoli e interagire con i residenti, per poter documentare quanto visto.

L'ingresso di Kibera

L'ingresso di Kibera

Eddie fa parte dello staff del Map Kibera Project ed è stato lui a guidarci nella baraccopoli, consigliandoci anche quando usare la macchina fotografica e quando evitare. Ci ha anche dato spiegazioni su vari luoghi, illustrandoci i progetti dedicati ai giovani in corso di realizzazione.

In giro per Kibera

In giro per Kibera

Dopo aver girovagato per un po’, ci siamo fermati dall'associazione non-profit ERIK Enhancing Revitalization In Kibera [en], che aiuta i giovani del luogo attraverso lo sport e fornisce anche servizi di orientamento. Un'altra attività importante consiste nell'insegnare ai giovani come riciclare i rifiuti, attività molto diffusa in tutta la baraccopoli.

Rifiuti nei pressi della ferrovia

Riciclaggio dei rifiuti a Kibera

La pagina The Taking It Global [en] descrive la missione di ERIK come segue:

[La missione di ERIK è] la promozione di uno stile di vita sano tra i giovani kenioti, formare i cittadini del mondo tra loto per renderli leader competenti di qualunque estrazione sociale, spinti dal desiderio di rendere il mondo migliore per i giovani in qualunque angolo del globo

Giovani per la rinascita di Kibera (ERIK)

Giovani per la rinascita di Kibera (ERIK)

Continuando la lettura:

Kibera è afflitta da un acuto degrado ambientale soprattutto a causa del sovraffollamento. Scarseggiano i servizi igienici di base, come gabinetti, rubinetti e discariche designate. I residenti utilizzano “gabinetti volanti” (cioè sacchetti di plastica che poi lasciano per strada), il che rappresenta un rischio enorme per la salute di tutti gli abitanti della baraccopoli. Queste condizioni provocano un inquinamento cronico e rendono la vita insopportabile sia ai giovani che all'intera comunità.
In quanto giovani, abbiamo bisogno di prendere iniziative che promuovano un ambiente pulito per noi e per la nostra comunità. Lo riteniamo necessario perché:
• Mantenendo l'ambiente pulito e salvaguardandolo, ci poniamo al servizio dell'intera comunità;
• Ci sono pochissime entità ‘community-based’ che operano per generare un cambiamento sul discorso della pulizia ambientale a Kibera, per cui è necessario coinvolgere i giovani.

Dopo aver girovagato, incrociando tanti bei sorrisi di bambini e progetti interessanti come quello di cui sopra, abbiamo di sicuro imparato qualcosa: “Non bisogna dare giudizi affrettati sulle baraccopoli”.  Possiamo imparare qualcosa e diffondere quanto appreso. Le baraccopoli come quella di Kibera sono vittime di governi che girano lo sguardo altrove, e che non rendono i bisogni fondamentali del popolo una priorità per l'intero paese.

Bambini a Kibera

Bambini a Kibera

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