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Brasile: proteste (e violenze) contro la privatizzazione dello spazio pubblico

Lo scorso 4 ottobre, centinaia di studenti e attivisti si sono ritrovati in piazza Montevideo e nel giardinetto pubblico Glênio Peres a Porto Alegre per manifestare contro quella che definiscono la privatizzazione dello spazio pubblico [pt, come tutti i link successivi].

Protestano contro il divieto imposto agli attori di strada e alla popolazione in generale di usare il giardinetto pubblico per delle attività artistiche o fiere, mentre Coca Cola ha ottenuto l'autorizzazione di usare questo spazio per installarci un “Tatu-bola” gigante (un armadillo in tenuta di giocatore di calcio ), il quale simbolizza la mascotte della Coppa del mondo del 2014. Porto Alegre è una delle città principali che accoglierà l'evento.

Marco Aurelio Weissheimer spiega :

A prefeitura de Porto Alegre repassou para a Coca-Cola a tarefa de “cuidar” do Largo Glênio Peres, uma das áreas mais tradicionais do centro da capital e espaço histórico de manifestações sociais, culturais e políticos.

[…]

A iniciativa não é isolada. Outros espaços públicos da cidade estão sendo repassados pela gestão Fortunati para a iniciativa privada, como é o caso do Auditório Araújo Viana, agora sob os cuidados da produtora Opus. O ufanismo empreendedorista embalado pelas “obras da Copa” justifica a invasão privada de espaços públicos na cidade.

L'amministrazione comunale ha affidato a Coca Cola il compito di “occuparsi”del giardinetto Glênio Peres, una delle zone più tradizionali del centro della capitale, e da un punto di vista storico, un luogo di contestazione sociale e di adunanze culturali e politiche.
[…]

Questa iniziativa non è un caso isolato. Fortunati (sindaco della città) ha affidato altre volte spazi pubblici al settore privato, come il caso dell’ Araújo Viana che è tutt'ora gestito dal produttore Opus. Sotto l'apparenza della « messa a punto della coppa del mondo», invocano un approccio nazionalista indirizzato verso il mondo dell'impresa, per giustificare l'invasione dello spazio pubblico della città da parte de settore privato.»

Gli studenti e gli attivisti hanno cercato di distruggere la mascotte, compito riuscito, ed è per questo che sono stati arrestati con una feroce violenza dalle brigate di intervento, dalla polizia militare locale al servizio del governatore di stato.

Questa foto è l'emblema delle scene di violenza svoltesi a Porto Alegre. Foto scattata da Ramiro Furquim/Sul21.com.br /Sul21.com.br usata con permesso

Questa foto è l'emblema delle scene di violenza svoltesi a Porto Alegre. Foto scattata da Ramiro Furquim/Sul21.com.br usata con permesso

Ramiro Furquim, Igor Natusch, Samir Oliveira e Felipe Prestes hanno raccontato attraverso la scrittura gli eventi nel giornale alternativo Sul 21. Secondo loro, i “manifestanti stavano ballando, cantando e scandendo gli slogan contro il sindaco della città, José Fortunati (PDT)”, mentre “più di venti poliziotti municipali che sorvegliavano l'entrata al municipio, e 19 militari raggruppati in quattro veicoli e su tre moto proteggevano la mascotte”.

L'armadillo in tenuta da calcio devastata dai manifestanti. Foto scattata da Ramiro Furquim/Sul21.com.br usata con permesso

L'armadillo in tenuta da calcio devastata dai manifestanti. Foto scattata da Ramiro Furquim/Sul21.com.br usata con permesso

Secondo alcuni testimoni, qualche manifestante sarebbe riuscito a rompere le barriere che circondavano l'armadillo gonfiabile, e una volta vicini alla mascotte, sarebbero stati attaccati dalle squadre di intervento.

Para defender o boneco (…) foram deslocados cerca de 60 policiais militares do Pelotão de Operações Especiais (POE) do 9º Batalhão de Polícia Militar, além de tropas da Guarda Municipal. Os policiais jogaram bombas de gás lacrimogêneo, dispararam tiros com munição não-letal e partiram para cima dos manifestantes com seus cassetetes. Os relatos informam que sequer os jornalistas presentes foram poupados. Pelo menos três, que estavam devidamente identificados com seus crachás, foram agredidos: um fotógrafo do jornal Zero Hora, um repórter do Correio do Povo e um repórter da Rádio Guaíba.

Oltre alla squadra della polizia municipale, per difendere l'armadillo sono stati impiegati 60 poliziotti provenienti dalle forze di operazioni speciali del 9° battaglione della polizia militare. La polizia è ricorsa all'uso di bombe lacrimogene, munizioni non letali, e non ha esitato a usare il manganello contro i manifestanti. Alcuni articoli sosterrebbero che neanche i giornalisti presenti sono stati risparmiati. Almeno tre di loro, identificati grazie al loro badge, hanno subito attacchi : un fotografo di Zero Hora, un reporter di Correio do Povo mentre un altro lavorava per Radio Guaíba.

Sono stati arrestati almeno 6 manifestanti e tra i 14 e i 20 sono stati feriti e ricoverati.Il Blog do Prestes ha raccontato l'aggressione dei giornalisti facendo riferimento a un giornalista vittima di razzismo.

Su Youtube, ciclodocs carica il video delle immagini delle aggressioni commesse dalla polizia :

 

Il Blog F2 Véia de Guerra pubblica altri video che mostrano la violenza delle squadre della polizia e le analizza nel modo seguente :

Em que nível a sociedade chegou. Pagamos impostos (que não são poucos) para pagar salário de policial que defende boneco de plástico. Boneco esse que não foi pedido pelo povo, boneco esse que não representa as necessidades desse povo.
[…]
Policiais batem em outros seres humanos para defender uma porcaria de uma multinacional, e justificam isso dizendo que essas pessoas estão depredando propriedade privada, policiais que logo depois machucam , quebram celulares e máquinas fotográficas dessas pessoas.

Quem são os vândalos? Quem são os estúpidos?

La società è caduta in basso. Paghiamo le tasse (e somme ingenti) che servono a remunerare la polizia che difende una bambola gonfiabile di plastica. Una bambola che il popolo non ha chiesto, una bambola che non rappresenta le aspirazioni del popolo.

[…]

La polizia ferisce degli esseri umani per difendere una sudicia impresa multinazionale, e giustifica i suoi atti pretendendo che le persone  se la prendino con una proprietà privata ; e non contenta di colpire le persone, arriva fino a romper loro i cellulari e le loro macchine fotografiche.

Chi sono i vandali ? Chi sono gli idioti?

Disegno di  Carlos Latuff, con licence Creative Commons

Disegno di Carlos Latuff, ripreso con licenza Creative Commons

Simone Schuck, scrive sul blog Tensa Intensa che è stanca dell'ambiente di violenza e di umiliazione attuale:
Estou cansada de ver a polícia militar protegendo um tatu de plástico que simboliza tudo o que não é interessante para uma cidade como Porto Alegre. É extremamente humilhante até para a própria instituição. Estou cansada de ver, nessa instituição, o reflexo da violência extremada da sociedade, a falta de democracia, do respeito que [encaro] todos os dias ao sair de casa. Estou cansada de ver jornalistas serem espancados enquanto trabalham. Isso remonta ao quê, mesmo? Estou cansada de ver a humilhação ser respondida com humilhação.
Ne ho abbastanza di vedere la polizia difendere un armadillo di plastica che simboleggia tutto il contrario di ciò che interessa una città come Porto Alegre. E’ particolarmente umiliante, anche per i servizi pubblici. Sono stanca di constatare ogni giorno, quando esco di casa, che questa istituzione è fondata sulla violenza, mancanza di democrazia e di rispetto. Sono stanca di vedere i giornalisti farsi pestare mentre fanno il loro lavoro. Qual è la causa di tutto ciò? Sono stanca di vedere che si risponde all'umiliazione con l'umiliazione.
Non risparmia, tuttavia i manifestanti:
Mas também estou cansada de ver protestos um tanto quanto inúteis, senão pela inocência de achar que um cartaz muda tudo, então pela mediocridade de utilizá-los como escopos individuais. Estou cansada de ver gente se aproveitando de questões importantes, que devem sim ser discutidas, para fazer politicagem. Pessoal, estou cansada de ver sangue sendo derramado por causa de um tatu de plástico

Sono stanca anche di vedere queste manifestazioni inutili, alcuni hanno l'ingenuità di pensare che uno slogan possa cambiare le cose, e perché altri scendono alla bassezza di usarli nel proprio interesse. Sono stanca di vedere persone approfittarsene di questioni importanti, le quali devono essere discusse,  dalle vili ragioni politiche. A tutti ; Sono stanca di vedere sangue cosparso per un armadillo di plastica.

Ancora su Youtube, Samantha Torres, pubblica altre immagini di scene della violenza della polizia che coinvolgono i giornalisti :

Alcuni manifestanti, essendo stati accusati di aver provocato loro stessi il ricorso alla violenza, Marco Eurélio Weissheimer spiega, sul blog RS Urgente, che :
Mesmo diante de eventuais excessos por parte de alguns manifestantes, não há nenhuma justificação para as cenas que se vê, incluindo agressões contra quem estava filmando o episódio (o que, aliás, não é a primeira vez que acontece).

Anche se i manifestanti si sono spinti oltre, niente giustifica queste immagini di violenza, comprese le aggressioni subite da coloro che li hanno filmati (d'altrone non è la prima volta che si verifica una cosa simile).

Montaggio su una foto di una scena di violenza della polizia. foto scattata da Ramiro Furquim/Sul21.com.br usata con permesso

Montaggio su una foto di una scena di violenza della polizia. foto scattata da Ramiro Furquim/Sul21.com.br (usata con permesso)

E sul blog Periscópio, Eduardo Nunes è nello stesso stato d'animo:

Pessoalmente, sou contra o confronto físico com policiais. Isso gera repercussão negativa (mesmo que a causa seja justa) e coloca o grosso da população, essa massa amorfa e apática, contra os manifestantes.

Mas acredito que, neste caso do Largo Glênio Peres, esconder ou omitir as violências originárias do poder público e de uma empresa multinacional também é vandalismo, também é violência. Achar que revitalizar o Centro é sinônimo de tirar o povo do Largo e beneficiar empresas é um gravíssimo ato de violência, que deve ser denunciado.

Se esta é uma briga de sujos contra mal lavados, adoto o seguinte critério: entre bonecos infláveis e pessoas, fico do lado das pessoas. Não é da cabeça do boneco que sai sangue.

Personalmente mi sono opposto a ogni tipo di violenza nei confronti della polizia. Ciò ha avuto delle ripercussioni negative (anche se la causa è giusta) e la maggior parte della popolazione amorfa e apatica, prende parte contro i manifestanti.

Ma, nel caso degli eventi che hanno avuto luogo nel giardinetto  Glênio Peres, penso che nascondere o tacere sulle violenze commesse dalle autorità pubbliche e da una multinazionale sia anche un atto di vandalismo, un atto di violenza. Pensare che dinamizzare nuovamente un centro è sinonimo di svuotare il giardinetto dai suoi visitatori, affinché una società privata ne approfitti è un atto di grave violenza e deve essere denunciato come tale.

Forzato a fare una scelta, partirei dal seguente principio : tra mascotte gonfiabili e il popolo, mi schiero con il popolo. Non vedremo mai scolare del sangue da una mascotte gonfiabile.

Il 7 ottobre, il governatore di Rio Grande do Sul, Tarso Genro, responsabile della squadra di intervento di stato, ha redatto un comunicato nel quale condanna queste violenze della polizia.Il giorno seguente, la brigata di intervento ha riconosciuto di aver commesso degli “eccessi”.

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