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Russia: zuffe online tra letterati moscoviti

I litigi online fra blogger, giornalisti e attivisti politici russi sono all'ordine del giorno. Dal momento che tutto quello che la gente dice è documentato meticolosamente, da questo o quel social network, è facile trovare una scusa per ritenersi offesi. I conflitti virtuali di solito rimangono fittizi, sebbene gli insulti siano molto feroci. Di solito, ci sono minacce di violenza fisica, sul genere “se solo potessi metterti le mani addosso.” Ma ci si passa sopra, perché suona come un volersi atteggiare, ed è giusto così.

Ad esempio, un battibecco su Twitter tra il blogger Maksim Kononenko e l'avvocato delle Pussy Riot Mark Feygin, è scaduto in uno scambio di reciproche accuse di omosessualità, e Feygin ha troncato la conversazione dicendo [ru, come tutti i link successivi, eccetto dove espressamente indicato]:

Ну,что же. В сети я с тобой прекращаю общаться. А вот вне ее надеюсь встретиться. Попробуй повторить это мне в лицо.

Ne ho abbastanza. La nostra conversazione in internet finisce qui. Ma spero di incontrarti fuori. Vediamo se hai il coraggio di dirmelo in faccia.

Come tutti sanno, alle parole non sono seguiti i fatti, nulla di violento è accaduto e niente succederà, probabilmente. Ma Feygin non è stato il primo a minacciare Kononenko, un “troll” [it] già noto a molti. Nel 2006 il giornalista Alexander Ryklin l'aveva già minacciato:

Я просто набью вам морду. Как только где-нибудь встречу, так сразу и набью.

Ti spacco la faccia. Appena ti vedo da qualche parte, ti cambio i connotati.

Ancora una volta, non è seguito nessuno scontro fisico.

Mikhail Idov nel fermo immagine ripreso al GQ “Man of the Year 2012″. 27 Ottobre 2012

Tuttavia, ci sono delle eccezioni. Proprio di recente, un alterco online tra Mikhail Idov, il direttore di GQ Russia, e Eduard Dorozhkin, un redattore di Tatler Russia, è sfociato in violenza fisica. Secondo la versione di Dorozhkin, lui si trovava con amici vicino all'entrata del teatro Bolshoi, quando gli è comparso davanti Idov, che gli ha chiesto di “farsi da parte,” e visto il rifiuto di Dorozhkin, l'altro l'ha schiaffeggiato e se n'è andato. Dorozhkin, che in passato ha avuto molte commozioni cerebrali, non ha sorriso per niente.

Idov, da parte sua, ha dato una spiegato il suo comportamento con un post su Facebook riservato solo ai suoi amici (riportato qui):

Пощечина – идиотский способ решения проблем. Но безнаказанный антисемит у тебя под боком – в разы более идиотская проблема.

Un ceffone è un modo stupido per risolvere i problemi. Ma un antisemita impunito che ti sta di fronte è in proporzione un problema più idiota.

Una schermata della pagina Facebook di Eduard Dorozhkin. 27 Ottobre 2012

Idov afferma che Dorozhkin ha insultato regolarmente lui e GQ, e lo apostrofa “antisemita”. Sembra che il manrovescio sia stato una risposta al post su Facebook del 9 Ottobre di Dorozhkin. Sul post Dorozhkin si lamentava di New York, dicendo che il tempo è brutto e di conseguenza:

Неудивительно, что некоторые еврейские литераторы так и стремятся в Россию “на ловлю счастья и чинов”, как писал один русский поэт, – и все метят в главные редакторы русскоязычных изданий, так им неймется в социальном жилье а Брайтон Бич.

Non c'è da stupirsi che certi letterati ebrei vogliano trasferirsi in Russia a “trovar fortuna e considerazione,” come scrisse un poeta russo; ambiscono a diventare direttori di riviste russe, mentre vivono di stenti nelle case popolari di Brighton Beach.

Senza che fossero presenti riferimenti a persone, probabilmente era una frecciatina indirizzata a Idov, il quale fino all'anno scorso era un immigrato russo che viveva a New York, ed è di origini ebraiche.

Difficile dire con certezza se la dichiarazione esagerata di Dorozhkin avesse intenti antisemiti, o se sia stato guidato da un'antipatia personale nei confronti di Idov. Una giornalista che si occupa di gossip, Bozhena Rynska, propende per la seconda ragione, Dorozhkin se la sarebbe presa con lui e in generale, sarebbe questo il suo atteggiamento nelle conversazioni:

Я не думаю, что Дорожкин антисемит. Просто грязный рот. Типичное пидовское злословие, которое, кстати, в светской беседе очень мило.

Non penso che Dorozhkin sia un antisemita. Ma non si pulisce la bocca prima di parlare. Si è trattato solo di una maldicenza tipicamente gay, che può anche essere simpatica in conversazioni frivole.

Ma l'opinione di Rynska è sospetta, dal momento che lei stessa si riferisce a Dorozhkin, il quale è omosessuale, con uno stereotipo: “la regina (gay) insolente”.

Anche se la dichiarazione di Dorozhkinn fosse stata antisemita, fa sorgere la questione sulle risposte appropriate. Se Idov si è sentito offeso o calunniato avrebbe dovuto far causa per diffamazione a Dorozhkin, oppure scrivere un editoriale e lasciar giudicare all'opinione pubblica. Un utente di Friendfeed ha detto della reazione apparentemente spropositata, se non alla fine pure inefficace:

дать пощёчину педерасту из журнала про знаменитостей в рамках борьбы с антисемитизмом в россии, my ass! в следующий раз когда спартак коням проиграет, отвешу леща консьержке, пожалуй

schiaffeggiare un pederasta di una famosa rivista come fosse un metodo per portare avanti la giusta causa contro l'antisemitismo in Russia, il mio culo! La prossima volta, quando sarà che lo Spartak perde contro il CSK [Le squadre di calcio moscovite.-A.T.], forse potrei dare un pugno al concierge.

Come si vede dai commenti sopra, in Russia l'omofobia tiene il passo con l'antisemitismo.

Nel frattempo, il giornalista Oleg Kashin ha reagito contro Idov con una faccina stizzita:

@tsuvorova Заразился нравами, блин((

@tsuvorova [Lui] è stato contagiato dalle nostre abitudini, accidenti((

Kashin sa bene di cosa parla. Nel 2008 lui stesso è stato vittima di una violenza, l'episodio è accaduto quando il famoso scrittore Eduard Bagirov lo ha aggredito in un ristorante dove Kashin stava cenando con un amico, quale risposta ad un insulto online. In una situazione simile a quella di Dorozhkin, Bagirov ha dapprima chiesto a Kashin di “farsi da parte”, e poi, visto che Kashin ha rifiutato, gli ha sferrato un destro in faccia. Proprio di recente, lo stesso Bagirov e un altro scrittore, Sergey Minaev, hanno picchiato un collaboratore di GQ, Andrey Ryvkin, dopo che aveva fatto dei commenti su Twitter (Bagirov in seguito ha ridimensionato l'episodio dicendo che si è trattato “solo di un schiaffo”).

Ci sono altri esempi; purtroppo, tanti nell'insieme. Anche Wikireality, un progetto wiki che cataloga la RuNet [en], ha un articolo dal titolo “ Risse fra Blogger.” Tra gli altri risulta in elenco il “terrorista lanciatore di pomodori” Andrey Morozov, che notoriamente ha usato il vegetale per trasformare il disaccordo virtuale in qualcosa di prettamente fisico (il maggio scorso Global Voices ha scritto un post sul profilo [en] di Morozov). Anche Ilya Yashin, attualmente membro del Consiglio di coordinamento dell'opposizione, ha riportato il suo personale episodio di violenza accaduto con il giornalista nazionalista Egor Holmogorov.

Indipendentemente dalle sue ragioni, il comportamento recente di Idov ha contribuito a dar vita ad una tendenza infelice. Ma la sua suscettibilità forse è comprensibile — ha una grande missione da compiere. L'ex direttore di GQ Russia, Nikolai Uskov, ha mantenuto la poltrona per nove anni e si può definire una leggenda nel RuNet; una figura controversa, spesso deriso per i suoi gusti raffinati. Tanto che il direttore di “the Snob project”, ha stilato un elenco di “cose semplici” di cui gode. La lista diventata famosa include:

Джем из кумквата на бруске ржаного вестфальского хлеба за завтраком

a colazione: marmellata di Kumquat su di una fettina di pane di segale della Westfalia

e

Мощная струя любимого Comme des Garcons 71 на чистое тело

Dopo il bagno uno spruzzo generoso del mio prediletto “Odeur 71″ di Comme des Garçons.

Nell'elenco di Uskov non è inclusa la sorveglianza. Idov farebbe meglio a emulare il suo predecessore nel mantenere online i conflitti virtuali.

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