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Singapore: servirà a qualcosa la “conversazione nazionale”?

In un tentativo di includere i normali cittadini di Singapore nella pianificazione del futuro del paese, il governo ha lanciato una “Conversazione Nazionale”, che durerà circa un anno, per raccogliere le opinioni della gente.

Guidata dal Comitato “Our Singapore” (la nostra Singapore), questa conversazione nazionale avverrà online e in vari altri dialoghi e incontri. La ‘Conversazione sulla Nostra Singapore’ ha sia un sito web [en, come i link successivi] che una pagina su Facebook, e incoraggia le persone a condividere le loro idee su Twitter usando l'hashtag #oursgconv.

L'operazione è stata accolta positivamente da alcuni cittadini di Singapore. Petunia Lee racconta della sua esperienza, dopo aver partecipato a una sessione di dialoghi:

Dalla pagina Facebook della “Conversazione Nazionale”

 

 

Devo dire che la mia esperienza nella Conversazione SG mi ha aperto gli occhi verso gli altri cittadini. Come prima cosa, non mi ero resa conto che gli anziani a Singapore sentissero un tale senso di espropriazione e rigetto, finché non ha parlato un anziano signore del mio gruppo. Come seconda cosa, avevo l'erronea certezza che le relazioni armoniose tra le razze fossero così tanto parte di noi, che non ci fosse bisogno di lavorarci su. E’ stata una dottoressa Malese che, col suo appassionato discorso, mi ha convinto che le relazioni fra le varie razze possono causare ancora oggi tanta crudeltà come negli anni '60. Perciò sì … penso che se, come spiegato dal signor Tan, lo scopo della SG Conversation è insegnare ad ognuno di noi alcune verità sul nostro paese, allora secondo me ha raggiunto lo scopo.

 

Tuttavia molti altri sono diffidenti su quest'operazione, considerandola nulla di più di un lavoro di pubbliche relazioni. Molly Meek crede che questo ‘discorso nazionale’ sia semplicemente uno stratagemma per modificare l'immagine del partito al governo.

La strategia del PAP [il partito al governo] è intelligente – uno si chiede persino se non abbiano consultato dei professionisti della materia, prima di procedere con la loro iniziativa – e non si può che restare impressionati dal considerevole successo che hanno avuto. La strategia utilizzata è forse incredibilmente semplice – mirare a pochi cittadini, compresi alcuni più noti e altri meno noti, che siano moderatamente contrari al PAP, dare loro una diversa impressione, e fare in modo che diffondano la notizia che il PAP in realtà non è ciò che i suoi detrattori hanno voluto farlo apparire. Infatti, e non occorre nemmeno dirlo – un semplice colloquio con il PAP, che li lasci con nulla da criticare, sarebbe abbastanza efficace anche per gli altri che possono ancora essere convinti a supportare il PAP.

 

Un editoriale su publichouse.sg indica che la Conversazione potrebbe non portare un vero cambiamento:

Persino se diamo per scontato che i ministri che dirigono questa iniziativa siano di tendenze vivamente liberali, la vecchia guardia nel Gabinetto probabilmente continuerà a mettere il veto sul prodotto finale. E’ istruttivo che la maggioranza dei suggerimenti più liberali, fatti dal Comitato per Rifare Singapore – come per esempio far si che il governo definisca gli argomenti proibiti del dibatto politico, creare uno Schema Economico per la Ripresa per la disoccupazione strutturale, e attenuare i premi di MediShield dei gruppi di cittadini a basso reddito, siano stati inascoltati.

Sito web ‘Partecipa alla Conversazione per Singapore’

Howard Lee scrivendo su The Online Citizen, parla del percepito pregiudizio di parte sulla conversazione:

Semplicemente noi non vogliamo vedere una Conversazione dominata da persone che potrebbero essere d'accordo con la posizione del partito al governo sui temi nazionali, e che perciò è più probabile siano parte dell'antica cassa di risonanza. Cosa potremmo aspettarci altrimenti?

In altre parole Wong e altri come lui devono rendersi conto che la palla è nel campo del PAP, per provare che possono essere non di parte, piuttosto che censurare quelli che stanno alzando la bandiera rossa sulla partigianeria come ‘politicizzata’. Sono le azioni che contano, non le parole.

Vogliamo diverse voci, persino quelle di opposizione che stanno dalla parte opposta della logica e della possibilità, che vadano al fondo della materia e stimolino una discussione calda, se non sentita, piuttosto che una dimostrazione puramente per creare consenso. E i cittadini di Singapore hanno il diritto di aspettarsi che la Conversazione Nazionale sia così.

 

Mentre la Conversazione continua in varie sessioni di dialogo e su Facebook, l'hashtag su Twitter #oursgconv sembra essere stato occupato dallo spam contrario all'opposizione:

@SGSilentMaj : La libertà di espressione è un male per #Singapore #sgpolitics #sgelections  http://bit.ly/REUBsd http://bit.ly/TJjDZX

@SGLaoBaiXing : WP si sta prendendo il merito per il lavoro del PAP #sgpolitics #sgelections http://bit.ly/TcBoTM  http://bit.ly/R4RV9G

@theonlinesg : WP non ha alcuna visione #sgpolitics #sgelections #oursgconv http://bit.ly/T1qhqo http://bit.ly/RWyvlo

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