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Brasile: violento sgombero di indigeni a Rio in vista dei Mondiali

Il 22 marzo l'accampamento indigeno della Aldeia Maracanã, nell'ex Museu do Índio a Rio de Janeiro, è stato sgomberato violentemente dalle truppe d'assalto della Polizia militare. L'edificio si trova di fianco al famoso stadio di calcio Maracanã, proprio lungo il percorso su cui dovranno essere eretti alcuni edifici in vista dei Mondiali 2014 e delle Olimpiadi 2016.

L'assedio dei poliziotti contro gli indigeni e i loro simpatizzanti nella zona dell'Aldeia Maracanã è iniziato la notte tra il 21 ed il 22 marzo. Gli indigeni hanno messo su delle barricate all'alba [pt, come gli altri link eccetto ove diversamente indicato] per resistere all'assedio, conclusosi poi verso mezzogiorno.

L'attivista Paula Kossatz propone un video su Facebook in cui si vedono gli aggressori la mattina prima dell'inizio dell'invasione, mentre il gruppo di Diário Liberdade racconta che circa 100 poliziotti hanno fatto irruzione equipaggiati con “proiettili di gomma, gas urticante e manganelli”:

Ao que parece, segundo as primeiras informações, houve moradores da Aldeia Maracanã feridos na sequência da invasão. Entre eles, um menino de quatro anos que sofreu as consequências do gás pimenta policial. Ainda, uma mulher grávida foi reprimida violentamente e presa.

Secondo i primi resiconti, ci sono stati alcuni ferti tra i residenti dell'Aldeia Maracanã. Fra questi un bambino di 4 anni è stato vittima del gas irritante. Una donna incinta è stata fermata e portata in prigione
Foto di Norbert Suchanek, ripresa con autorizzazione

Foto di Norbert Suchanek, ripresa con autorizzazione.

Global Voices ha raccontato il primo tentativo di sgombero del 12 gennaio, che ha coinvolto circa ventitre famiglie che da sei anni occupavano l’ ex Museu do Índio, un luogo di grande importanza storica in Brasile. Per quanto si sa al momento l'assedio al “museo vivo” indigeno, il nome che oggi molti danno all’ Aldeia Maracanã, è avvenuto senza nessun preavviso nè ordine giudiziario da parte della polizia militare che è ricorsa alle truppe d'assalto e ha procato kla reazione di indigeni e manifestanti che hanno ottenuto l'arresto del piano di demolizione.

Poco più di un mese dopo, il Governatore di Rio, Sérgio Cabral, annunciava che l'edificio diventerà il futuro museo del Comitato olimpico brasiliano. Eliomar Coelho, consigliere comunale a Rio per il PSOL (Partido Socialismo e Liberdade), ha proposto la salvaguardia della zona ma la sua proposta è stata rifiutata dal Consiglio comunale di Rio nella votazione del 14 di marzo.

Indignati per lo sgombero, gli indigeni hanno deciso di opporre resistenza, e non certo da soli ha dichiarato la professoressa della UFF (Universidade Federal Fluminense) Fernanda Sánchez:

As lideranças indígenas são apoiadas por diversos movimentos sociais, estudantes, pesquisadores, universidades, comitês populares, organizações nacionais e internacionais de defesa dos Direitos Humanos, redes internacionais e outras organizações da sociedade civil. A luta dos índios e o conflito estabelecido entre o governo e o movimento resultaram num importante recuo do governo, que diante da pressão social desistiu da demolição do prédio e passou a defender a sua “preservação”. A desocupação do prédio foi decretada, com hora marcada.

Gli indigeni hanno l'appoggio di molti movimenti sociali, di studenti, ricercatori, università, collettivi popolari ed altre organizzazioni della società civile. La lotta degli indigeni ed il conflitto esploso tra il governo ed il movimento costituiscono un'importante sconfitta per il governo che in seguito alla pressione dell'opinione pubblica ha deciso di interrompere la demolizione, optando per la sua “conservazione”. È stato fissato lo sgombero con data da decidersi.
Manifestantes fecham avenida Radial Oeste em protesto após entrada da PM na Aldeia Maracanã. Foto de Artur Romeu, usada com permissão.

Alcuni manifestanti hanno bloccato avenida Radial Oeste in segno di protesta contro l'ingresso della polizia militare nella Aldeia Maracanã. Foto di Artur Romeu, uso consentito.

E aggiunge:

Os manifestantes, em absoluta condição de desigualdade frente à força policial e seu aparato de violência, lançaram mão de instrumentos bem diferentes daqueles utilizados pelo Batalhão de Choque: ocuparam o prédio para apoiar os índios, resistiram à sua desocupação e manifestaram, no espaço público, nas ruas e avenidas do entorno do complexo do Maracanã, sua reprovação e indignação frente à marcha violenta desta política.

I manifestanti, in posizione di assoluto svantaggio numerico rispetto ai poliziotti e al loro equipaggiamento, sono ricorsi a strumenti molto diversi da quelli usati dalle truppe d'assalto: hanno occupato l'edificio per appoggiare la causa degli indigeni, hanno opposto resistenza allo sgombero ed hanno manifestato nello spazio pubblico, per le strade ed i corsi nelle vicinanze dell'edificio del Maracanã per rendere pubblica la loro indignazione ed il loro rifiuto rispetto alla violenza delle decisioni prese dal governatore.

Durante lo sgombero, i giornalisti sono stati aggrediti con lo spray irritante mentre cercavano di fare il loro lavoro, mentre gli attivisti venivano indegnamente colpiti e feriti. il disegnatore di cartoni animati Caros Latuff ha registrato alcune immagini della violenza della polizia e le ripropone su YouTube:

Mentre criticava il ricorso alla violenza da parte della polizia in un'intervista, il deputato federale Marcelo Freixo, presidente della Commissione per i diritti umani dell'Assemblea legislativa di Rio de Janeiro, è stato vittima dell'ennesima carica. Su Facebook, il collettivo Juntos ne rilancia la testimonianza:

A PM agiu arbitrariamente. Não era preciso o uso da força. Era um grupo pequeno que estava lá quando o Batalhão de Choque entrou. Mesmo que alguns resistissem, era possível a retirada das pessoas sem violência. Chegaram a lançar spray de pimenta nos parlamentares, no promotor e no defensor público.

La polizia militare ha agito in modo arbitrario. Non era necessario ricorrere alla forza. Quando la truppa d'assalto è entrata il gruppo presente era molto piccolo. Nonostante alcuni abbiano opposto resistenza, si sarebbe potuta far uscire la gente senza ricorrere alla violenza. Sono invece ricorsi all'uso di gas irritante sia contro i parlamentari che contro il promotore ed il difensore pubblico.
Foto di Artur Romeu, uso consentito

Foto di Artur Romeu, uso autorizzato.

L'attivista Bruno Guimarães ha racconta su Facebook i dettagli dello sgombero a cui ha assistito:

Todos os que estávamos por lá, mais de 500 pessoas, receberam gás lacrimogênio, pois fomos cercados e ora a polícia de um lado, ora a de outro, nos atacava, não havendo ponto de fuga. Os membros da imprensa protestavam, os manifestantes também, alvos de uma violência despropositada. A hora seguinte foi de batalha campal. E de sadismo, policiais que gritavam “voltem para a floresta, seus índios”, ou que riam de nós por não termos as máscaras para nos proteger do gás. Cheguei em um deles, pedi para poder sair dali, disse que não era do Rio, era turista, questionei tanta violência, e ele me disse “pois estamos fazendo isso daqui é para vocês, turistas, mesmo. Só estamos cumprindo ordens”.

io e le più di 500 persone che si trovavano sul posto abbiamo ricevuto innanzitutto il lancio di gas lacrimogeni, poi siamo stati accerchiati dalla polizia che ci attaccava bloccando le vie di fuga. La gente della stampa protestava, i manifestanti anche, vittime di una violenza sproporzionata. L'ora successiva c'è stata battaglia. Ed i poliziotti sadici che gridavano “Tornatevene nella foresta indigeni” oppure rievano di noi perchè non avevamo le maschere per proteggerci dal gas. Mi sono avvicinato ad uno di loro e gli ho chiesto di poter uscire da li, dicendogli che non ero di Rio, che ero un turista e criticando tanta violenza e lui mi ha risposto “quello che stiamo facendo qui è per voi turisti. Stiamo solo eseguendo gli ordini.

L'agenzia di notizia delle Favelas propone sempre su YouTube, un video in cui si vede il lancio di gas contro i manifestanti:

Guilherme Pimentel, del collettivo della rivista Vírus Planetário riassume gli errori dello sgombero:

1 – O governo (Secretaria de Assistência Social e Direitos Humanos do Estado) se negou a negociar no local e disse que só negociaria depois de retirados todos os indígenas. Essa postura gerou um grande impasse.
2 – Os oficiais de justiça preferiram a velocidade do que a qualidade do cumprimento da “ordem” de despejo, vetando propostas que tomariam muito tempo e ignorando inclusive a condição expressamente colocada pelo juiz de não utilizar nenhuma forma de violência.
3 – A PM descumpriu sua palavra de não agir com violência na desocupação do local, mesmo com os manifestantes já cedendo e saindo por vontade própria, já com os portões abertos e sem cadeado…

1- Il governo (la segreteria di assistenza sociale e di diritti umani dello stato) ha rifiutato di negoziare sul posto ed ha dichiarato che avrebbe negoziato solo dopo il ritiro di tutti gli indigeni. Questa posizione ha impedito il dialogo.
2- Gli ufficiali hanno preferito un intervento veloce ad uno che facesse rispettare l'ordine di sgombero in modo qualitativamente migliore, rifiutando proposte che avrebbero richiesto più tempo ed ignorando persino la condizione espressamente indicata dal giudice di non ricorrere all'uso della violenza.
3- La polizia militare non ha rispettato la parola data, di non ricorrere alla violenza durante lo sgombero anche quando i manifestanti già stavano desistendo ed uscendo da soli, con i portoni aperti e senza catene…

L'attivista Pedro Rios Leão ha registrato diversi episodi di violenza contro i manifestanti, caricandoli su YouTube:

c'è inoltre la denuncia che sia stata usata un'arma a ultrasuoni, potenzialmente, letale per la prima volta nel Paese contro dei manifestanti.

Il Deputato Federale Chico Alencar (PSOL),su Facebook, ha dichiarato che la lotta continuerà:

Marx escreveu que ‘a história só se repete como tragédia ou como farsa’. Taí: Cabral invadiu a Aldeia Maracanã, com suas naus cruzadistas, e expulsa seus nativos. Mas a luta vai prosseguir, e os ‘conquistadores’ contemporâneos, mercadores dos espaços urbanos, encontrarão resistência!

Marx ha scritto che “La storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa”. È così è successo: Cabral ha invaso la Aldeia Maracanã con le sue navi crociate ed ha cacciato i nativi. Ma la lotta non è finita ed i conquistatori di oggi, mercenari di spazi urbani, troveranno pane per i loro denti!

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