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Giappone: cercare la felicità nonostante la crisi economica

Anche in Giappone la crescita economica sta via via rallentando [en, come tutti i link successivi, eccetto ove indicato]. La gente vive sempre più separata dalla famiglia e dagli amici a causa degli estenuanti orari di lavoro, con internet che erode i rapporti sociali. Tutto ciò rende difficile trovare qualcuno che abbia un'espressione felice.

Molti sono pessimisti circa il futuro del Giappone. Con la disoccupazione che cresce e l'ampliarsi della forbice dei redditi, la classe media ha visto ridurre il suo potere d'acquisto; il Giappone sta economicamente perdendo terreno nei confronti della vicina Cina, attestandosi al terzo posto nelle classifica mondiale delle economie più sviluppate.

Le elezioni generali di dicembre 2012 hanno sancito il ritorno al potere del partito conservatore, il quale non è però finora riuscito a diminuire l'incertezza economica del paese.

Sempre più individui sono soliti rivolgersi alle famiglie e agli amici alla ricerca di sostegno per gestire lo stress. Eppure i giapponesi sentono che le le relazioni personali, familiari, lavorative o comunitarie che siano, vanno indebolendosi. Secondo un'inchiesta condotta del governo sullo stile di vita dei giapponesi, è emerso che oggi i giapponesi hanno meno tempo per la famiglia e gli amici, in parte anche a causa dell'aumento delle ore di lavoro. La gente ha persino coniato due nuove espressioni per descrivere questa triste condizione: “Muen Shakai” [ja], che significa “isolarsi dalla società”, e  “Komyu-Shō” [ja], “disordine comunicativo”, che descrive la scarse capacità di un individuo nel comunicare o nello stabilire relazioni sociali.

"Buona fortuna"

“Buona fortuna” di FireWaterSun (da Flickr con licenza CC BY-NC-SA 2.0)

Come può la gente farsi forza quando lo stato delle cose è così deprimente? Il Dr. Kei, in un suo post [ja], dispensa alcuni consigli per mantenere vive le speranze e per ritrovare un senso di felicità, nonostante il difficile periodo:

La vita è bella fintanto che noi ci sentiamo viviQuando il Giappone vola a bassa quota”

Dove sta andando il Paese? A che cosa ambiscono i giapponesi?

Mi sembra di aver già sentito queste domande un'anno fa. Le elezioni generali sembravano riflettere la difficile situazione dei giapponesi. Durante la campagna elettorale, uno degli slogan più ripresi è stato “Ricostituiamo un Giappone forte”…ma cosa vuol dire un Giappone forte [ja]?

C'è stato un tempo in cui il Giappone era una potenza, giorni in cui era conosciuto  come il paese numero uno [ja] nel mondo, e poi però è stato raggiunto in un attimo. C'è stato un tempo in cui il Giappone era una nazione tecnologicamente all'avanguardia e tutto il mondo era entusiasta dei prodotti “made in Japan”. I “Walkman” dominavano il mondo. Numerosi impianti nucleari furono costruiti per sfruttare una nuova risorsa, “l'energia nucleare”. Il Giappone un tempo era forte.

Ma i giapponesi capiscono anche il fatto che “è impossibile vincere sempre” e che “nessuno resta sulla cresta dell'onda per sempre”. Sebbene ognuno sia libero di concepire il potere come preferisce, tutto cambia e nessuno può prosperare per sempre. Questi pensieri, comuni tra la gente, sono l'altro lato della cultura Giapponese.

[La seguente citazione è tratta da Heike Monogatari [it], letteralmente “I racconti della famiglia Taira”, opera narrativa riguardante due dei maggiori clan della fine del XII secolo.]

祇園精舎の鐘の声 諸行無常の響きあり 沙羅双樹の花の色
盛者必衰の理をあらわす おごれる人も久しからず ただ春の世の夢のごとし
たけき者も遂には滅びぬ 偏に風の前の塵に同じ
Rintocco di campane al tempio di Gion
Echi della provvisorietà delle cose.
Fiori colorati giacciono su un albero dai due tronchi
E rivelano la verità che fiorire significa anche appassire.
L'orgoglioso non resta tale a lungo,
Come un sogno apparso  in una notte di primavera.
Il coraggioso alla fine verrà distrutto,
E non resterà di lui che polvere prima che soffi il vento.

[traduzione italiana dalla versione inglese di P.G.O'Neill]

Dobbiamo continuare a essere una nazione forte nel mondo?
Dobbiamo puntare più in alto?
Dobbiamo vivere come una nazione avanzata sfruttando l'energia nucleare?
Dobbiamo crescere?
Dobbiamo portare avanti i progetti pubblici e costruire più strade?
Dobbiamo cercare di vivere in modo più sano?

Di sicuro l'energia per “elevarsi” è importante. Anche io vivo con l'obiettivo di progredire ogni giorno, e penso che ciò non dovrebbe essere negato a nessuno. Inoltre, nessuno può essere privato della libertà di diventare più forte o più ricco. Tutti possiamo diventarlo, ed è naturale che gli esseri umani coltivino e cerchino di realizzare tali desideri.

Tuttavia, quando osservo il Giappone nel suo insieme, vedo sempre più persone che non riescono ad essere esplicite in merito al loro “progredire”, gente che vi ha rinunciato o che nemmeno ci pensa più. Preferiscono “mantenere lo status quo”, “volare basso” o, addirittura, “affondare”. Persone che non hanno sufficiente energia fisica ed emotiva per raggiungere i propri obiettivi. Invece che dire “nonostante sia povero, sarò prima o poi ricompensato, perciò devo fare del mio meglio” molti dicono “sono povero e non sarò mai ricompensato, quindi sono senza speranza”.

È una libera scelta quella di ambire ad un Giappone forte, tuttavia quando guardo i giapponesi che vivono in Giappone, questi sembrano essere diventati deboli molto tempo fa. Naturalmente alcune persone sono forti, ma in generale a me appaiono come un popolo debole, che si lagna e si piange addosso, incapace di reagire.

[…]

Penso che il Giappone stia regredendo…la pensano tutti così. Sebbene noi vogliamo un Giappone più forte, questo farà solo aumentare il debito nazionale [jp] e verosimilmente ci renderà impossibile sfuggire alla stagnazione economica. Questo perché ci stiamo trasformando in una società iper-senile, senza precedenti nella storia.

[…]

In queste circostanze, noi dobbiamo prestare attenzione ai fondamenti dell'esistenza. Non è il momento per i lussi eccessivi. In questo periodo è persino difficile godere delle piccole comodità. Dobbiamo puntare a valori altri rispetto alla ricchezza materiale. Essenzialmente, capire che siamo vivi. Esistiamo, e questo è positivo. Siamo vivi e abbiamo qualcosa da mangiare. Quanto detto finora, non è abbastanza per essere soddisfatti?

Joy

“Joy” di ooberayhay. Fonte: Flickr. Licenza CC BY-NC-ND 2.0

Hai una famiglia. Hai una qualcuno che ti sta vicino. Puoi ascoltare la tua musica preferita. Hai da mangiare. Hai un tetto sulla testa. Hai dei vestiti da indossare. Hai la sensazione di sentirti soddisfatto per queste cose. In altre parole, ti senti soddisfatto della tua vita quotidiana così com'è e ti senti felice per il fatto che puoi vivere giorno per giorno. Forse, le persone che sono felici, ricche o povere che siano, possono capire questa cosa. Le persone scontente non riescono a sentirsi felici per essere vivi. Quello che provano è insufficienza, carenza, talvolta persino un complesso di inferiorità. Questo non lo impariamo a scuola. Queste sono cose che vengono trasmesse dall'ambiente familiare o dal luogo da cui provieni. Noi possiamo vivere. Siamo ancora vivi. Perché non fondare su queste cose la nostra speranza?

Il testo originale in giapponese è stato tradotto con l'aiuto di Isamu Yoneda, Keiko Tanaka e rivisto da L.Finch

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