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Portogallo: ancora proteste tra musica, social media e azioni di disturbo

Migliaia di portoghesi, in disaccordo con le misure di austerità imposte dal governo, sono scesi nuovamente in piazza il 2 marzo scorso.

La manifestazione è stata convocata tramite i social media, come già accaduto per quelle del 15 settembre 2012 [pt, come per tutti gli altri link eccetto dove diversamente indicato] e del   marzo 2011 [it] che hanno contribuito a far cadere il governo precedente. Sulla relativa pagina Facebook tanti hanno confermato la propria adesione e rilanciato opinioni contro il governo.

Sul blog ufficiale dell'evento Que Se Lixe a Troika, sono riunite le opinioni e gli appelli alla partecipazione alla manifestazione tra cui questo di José João Louro:

Não é tempo para recriminações. Muitos deixaram-se enganar. Agora é um tempo de mobilização contra a apatia e contra a aceitação do sofrimento colectivo. É um tempo de abandonar as televisões e as telenovelas e ir para a rua protestar. É um tempo de participar em todas as manifestações de protesto, sejam convocadas pelos sindicatos ou por pessoas anónimas. Não é tempo de ver quem está ou quem não está, é tempo de estarmos todos.

Non è il momento per le recriminazioni. Sono molti quelli che si sono lasciati ingannare. Ora dobbiamo mobilizzarci contro l'apatia e contro l'accettazione della sofferenza diffusa. È ora di spegnere la televisione, lasciar perdere le telenovele e scendere in strada a protestare. È il momento di partecipare alle marce, sia a quelle convocate dai sindacati che dalle persone comuni. Non è il momento di stare a distinguere tra chi c'è e chi non c'è, è il momento di esserci tutti.
Cartellone sul sito dell'evento

Immagine dal sito dell'evento “Que se Lixe a Troika: “È il popolo ad avere l'ultima parola”.

Contrariamente a quanto accaduto nelle manifestazioni precedenti, la CGTP (maggior sindacato portoghese) ha fatto sapere, tramite il presidente Arménio Carlos, che i suoi membri scenderanno in piazza “a fianco della gente per esigere una politica diversa e un nuovo governo”, come si può vedere in questo video diffuso dal blog Aventar. Si tratta di un evento storico, visto che la CGTP non ha mai partecipato ufficialmente a nessuna manifestazione che non fosse organizzata dalla stessa CGTP o da un altro sindacato.

Politici perseguitati dai cori

Nonostante la poca attenzione ricevuta dai media mainstream, la protesta ha ottenuto attenzione grazie ad azioni di disturbo, soprattutto con interventi tesi a zittire i Ministri durante le loro apparizioni pubbliche.

I manifestanti sono ricorsi così ad una storica canzone composta e cantata da Zeca Afonso, utilizzata come seconda parola d'ordine dal movimento rivoluzionario che fece cadere la dittatura nella notte del 25 aprile del 1974 e poi divenuta simbolo della rivoluzione e della vittoria democratica in Portogallo: Grândola Vila Morena.

La prima azione è avvenuta alla Camera, quando un gruppo di cittadini ha interrotto il discorso del Primo ministro durante il dibattito a cadenza quindicinale tenutosi il 15 febbraio scorso, ignorando gli appelli del Presidente ad abbandonare l'aula o fare silenzio, come evidenzia questo video:

La protesta è stata elogiata su Twitter dal giornalista Jesus Maraña, fino a qualche tempo fa direttore del giornale spagnolo Público e attualmente direttore del quotidiano digitale infoLibre.

Dopodichè, il Ministro degli Affari Parlamentari, Miguel Relvas – uno dei più contestati – è stato interrotto due volte. La prima, a Vila Nova de Gaia, durante un discorso al Clube dos Pensadores, dove ha cercato addirittura di scherzare con i manifestanti, e la seconda volta a Lisbona, durante una conferenza organizzata dal canale televisivo TVI, in cui si discuteva del futuro del giornalismo. In quest'occasione, i presenti non hanno intonato Grândola Vila Morena, per urlare invece serie di parole d'ordine che hanno costretto il Ministro all'abbandono, senza poter tnere il previsto intervento, come si vede in questo video:

Questi interventi hanno infastidito vari politici, ex-politici e commentatori che li hanno liquidati come anti democratici. Il primo a parlare è stato il leader del gruppo parlamentare del PSD, uno dei partiti della coalizione di Governo, Luís Montenegro, che ha dichiarato al quotidiano Público:

Não há democracia se os representantes legítimos do povo, por estes eleitos directa ou indirectamente, forem impedidos de expressar o seu pensamento.

Non c'è democrazia se ai legittimi rappresentanti del popolo, da questo eletti in forma diretta o indiretta, viene tolta la possibilità di esprimere la propria opinione.

È stata poi la volta dell'ex Ministro socialista, Augusto Santos Silva: in un’ intervista al canale TVI24 ha definito questi comportamenti “anti-democratici” e “inaccettabili”. Lo stesso direttore dell'informazione di TVI, José Alberto Carvalho, ha dichiarato che:

Liberdade de expressão é a liberdade para as pessoas se manifestarem, para protestarem, contestarem, criticarem. A liberdade de expressão termina no momento em que, por excesso dessa liberdade de expressão, impedimos os outros de se manifestarem eles próprios.

La libertà d'espressione è quella che permette alle persone di manifestare, protestare, contestare e criticare. La libertà d'espressione finisce nel momento in cui se ne abusa impedendo agli altri di esercitare la propria. Non potendo accedere allo spazio privilegiato che questi personaggi occupano nei grandi mezzi di comunicazione, i cittadini comuni, non smetteranno di manifestare a modo loro, ricorrendo anche a mosse strategiche per riuscire a zittire i ministri.
Cartaz divulgado no Facebook e no Twitter, anunciando a presença do Ministro da Administração Interna, na Guarda.

Immagine diffusa su Facebook e Twitter, annunciando la presenza del Ministro dell'Amministrazione Interna a Guarda.

Intanto si continuano a usare i social network per diffondere queste azioni di protesta e informare sui luoghi dove i diversi membri del governo si presenteranno in pubblico. Durante il fine settimana precedente, il Ministro di amministrazione interna, a Guarda, e il Ministro dell'Economia, a São João da Madeira, sono stati ricevuti con le note di quella canzone, nonostante la presenza della polizia fosse sempre più massiccia.

“Grândola Vila Morena” ha già oltrepassato le frontiere ed è stata ripresa anche in Spagna, diventando un simbolo della protesta iberica. Coincidenza vuole che il compositore Zeca Afonso sia morto 26 anni fa, il 23 febbraio 1989. Per sottolineare la data, “Grândola Vila Morena” è stata cantata in Largo do Carmo, a Lisbona.

Infine, Lara Sardinha, designer di interni, disoccupata di 34 anni, ha reso il suo omaggio alla canzone ed ad un “Portogallo migliore”, con questo video su YouTube:

Aggiornamento:
La manifestazione del 2 marzo ha poi ottenuto grande successo, con un milione e mezzo di persone che hanno riempito le strade di tutto il Paese, di cui ottocento mila solo a Lisbona.

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