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Brasile: la protesta delle baiane per il diritto a vendere acarajé durante i Mondiali

La Federazione Internazionale del Calcio (FIFA) ha suscitato l'indignazione dei brasiliani per aver vietato la vendita di acarajé da parte delle baiane fuori dallo stadio Fonte Nova [it], a Salvador, capitale dello Stato di Bahia, durante la prossima Coppa del Mondo 2014. La provocazione, rivolta al simbolo della cultura brasiliana, è stata duramente criticata da giornalisti e blogger e ha causato la reazione delle venditrici di acarajé che sono scese in piazza a protestare.

Di origini africane, l’acarajé [it] è una pietanza emblematica della cultura brasiliana; consumarlo durante le partite di calcio a Salvador è una tradizione storica.

Il gruppo di baiane facenti parte dell'A.B.A.M., ovvero Associazione Baiane di Acarajé e Venditrici di Mingau [pt, come i link successivi, eccetto ove diversamente indicato] [il Mingau è una sorta di pappa cremosa composta da acqua o latte e farina o cereali] ha organizzato una manifestazione davanti allo stadio Fonte Nova durante la re-inagurazione dello stesso, sabato 5 aprile, presentando una petizione a José Vermohler, assessore della presidente Dilma Rousseff.

L'associazione chiede l'autorizzazione per le donne alla vendita di acarajé durante le partite fuori dallo stadio poiché prima della riforma era loro tradizione farlo. Il conflitto tra le baiane e la FIFA ha avuto inizio lo scorso anno ed ha portato le donne a lanciare una campagna, tuttora in corso, richiedendo firme sul sito Change.org. L'Associazione spiega che:

Uma resolução da FIFA proíbe qualquer comércio ambulante num raio de 2 km de todos os estádios da Copa do Mundo. Isso exclui vendedores de comidas tradicionais do Brasil. Eles ‘permitem’ os acarajés dentro dos estádios, mas não as baianas.

Un direttiva della FIFA vieta qualsiasi tipo di vendita ambulante nel raggio di 2 km da tutti gli stadi della prossima Coppa del Mondo. Questo esclude la vendita di piatti tipici brasiliani. Permettono la vendita di acarajé all'interno degli stadi, ma non alle baiane che si trovano all'esterno.

(CC BY-SA 2.0) Fora do Eixo/ André Costa

Fora do Eixo/ André Costa (CC BY-SA 2.0)

La pagina Facebook Frasi da Baiano, che ha raggiunto oltre 260.000 “mi piace”, ha pubblicato la foto qui sopra che è stata condivisa anche su Flickr con il titolo #NãoQueroMcDonalds #QueroAcarajé (Non voglio McDonalds, voglio acarajé) sostenuta da quasi 2.000 persone. Gli hashtag si trovano anche su Twitter.

All'interno del blog di letteratura popolare di cordel [it] brasiliana del professore e poeta baiano, nonché scrittore di cordel, Antonio Barreto, è stato pubblicato un piccolo componimento intitolato “Cordel della Coppa: la FIFA ha intenzione di mettere da parte l'acarajé baiano?”:

(CC BY-SA 2.0) Elói Corrêa/SECOM

(CC BY-SA 2.0) Elói Corrêa/SECOM

— O presidente da FIFA
Deve estar desinformado
Pois o nosso acarajé
Há muito foi registrado
Como Patrimônio Histórico
Pelo IPHAN aqui no Estado
Eu soube que a MacDonald
Essa empresa invasora
É quem vai mandar na Copa
Como patrocinadora…
— Eu não quero fast food
De quinta categoria.
Sanduíche importado
Não tem a menor valia…

— Il presidente della FIFA
Non deve essere informato
Riguardo il nostro acarajé
Da tempo è stato registrato
Come Patrimonio Storico
Presso l'IPHAN* nel nostro Stato
Ho saputo che McDonald
Questa società conquistatrice
Presiederà i mondiali
Come finanziatrice…
– Io non voglio fast food
Di basso costo
Panini importati
Che non hanno nessun gusto…

*[l'IPHAN è l'Istituto del Patrimonio Storico e Artistico Nazionale]

 

“Terrorismo culturale”

Inoltre, ha provocato indignazione la cancellazione del nome [it] del famoso calciatore degli anni 1950-60 Mané Garrincha dallo Stadio Nazionale omonimo, a Brasilia. La FIFA ha risposto affermando che i mondiali sono un evento di “interesse internazionale” e che è necessario sostenere una facile identificazione dei nomi degli stadi. I tifosi brasiliani non la pensano allo stesso modo e l'hanno presa diversamente.

Su Twitter, @CesarOliveira10 ha scritto:

Não pode botar nome de Mané Garrincha, nem vender acarajé! Pra que porcaria uma Copa do Mundo da Fifa se não podemos nem ser o que somos?

Non è permesso lasciare il nome di Mané Garrincha né vendere acarajé! A che accidenti serve la Coppa del Mondo della FIFA se non ci permettono nemmeno di essere ciò che siamo?

Nel blog Mondo Botafogo dedicato alla squadra di cui faceva parte Garrincha, Rui Moura aggiunge:

Garrincha foi um craque de prestígio mundial, o melhor jogador de sempre, segundo muitas opiniões. Desde quando a FIFA manda num país? Desde quando interfere na designação de estádios de um país? Se o estádio se chamasse Pelé já estaria tudo bem? E os deputados vão aceitar essa redução de soberania do seu país dando o dito pelo não dito?
É absurdo e revoltante!

Secondo molti Garrincha è stato un asso a livello mondiale, il miglior giocatore di sempre. Da quando la FIFA comanda su di un Paese? Da quando si intromette nell'assegnazione degli stadi? Se lo stadio fosse dedicato a Pelé, già potrebbe andar meglio? E i politici hanno intenzione di accettare questa riduzione di potere nella propria nazione?
È assurdo e inaccettabile!

Il giornalista Zé Reinaldo, che scrive della resistenza nei movimenti sociali e culturali, ha così dichiarato nel suo blog:

Os burocratas da Fifa, em sua sacrossanta ignorância, acham que nomes como Mané Garrincha, Maracanã, Mineirão, Itaquerão e outros inventados pelo povão são de difícil compreensão para quem não fala o vernáculo e muito menos conhece os jargões da patuleia….Desde o começo do século 20, quando o futebol começou a ser jogado aqui com exóticas palavras britânicas, o brasileiro foi capaz de naturalizar vocábulos e sem cerimônia compreendeu que Foot-ball é “Futebol”, goleiro é “golquíper”, defensor recuado é “beque”, meio-campista é “centerralfe”, escanteio é “córner”, penalidade máxima é “pênalti”, e assim por diante.

I burocrati della FIFA, nella loro beata ignoranza, credono che nomi come Mané Garrincha, Maracanã, Mineirão, Itaquerão, ed altri appellativi per gli stadi di calcio inventati dalla gente, sono di difficile comprensione per quelli che non parlano il vernacolo e ancora meno per coloro che non conoscono il gergo popolare. Dall'inizio del ventesimo secolo, quando il calcio ha iniziato ad essere giocato qui con esotiche parole britanniche, la lingua brasiliana è stata in grado di naturalizzare vari termini senza tante difficoltà così da capire che “football” è “futebol”, “goliero” (portiere) è “golquíper” (“goalkeeper”), defensor recuado” (difensore centrale) è “beque” (“back”), “meio-campista” (centrocampista) è “centerralfe”, (“centrefield”), “escanteio” (calcio d'angolo) è “córner” (“corner”), “penalidade máxima” è “pênalti” (“penalty”) e così via.

Il giornalista Xico Sá, editorialista del giornale Folha de São Paulo, ricorda che Garrincha è stato l'eroe dei due primi mondiali della squadra nazionale brasiliana, un'icona che ha fatto vincere al Paese il complesso del cane randagio [it] in campo. Il giornalista ha definito “terrorismo culturale” l'atteggiamento della FIFA nei confronti delle baiane e della memoria di Garrincha.

Per coloro che non avessero mai sentito parlare di Garrincha, rare immagini del calciatore possono essere visualizzate al seguente link:

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