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Il Kirghizistan era davvero pronto per ‘I monologhi della vagina'?

Annunciata dalle proteste [ru, come nei link successivi salvo ove diversamente indicato] del Ministero della Cultura kirghizo, è andata in scena nei mesi di marzo e aprile a Biškek [it], capitale del Paese, la pièce teatrale ‘I monologhi della vagina’ [it] allestita dal locale collettivo femminista SQ. L'opera della scrittrice femminista statunitense Eve Ensler [it] sulla sessualità e l'esperienza della femminilità ha scatenato reazioni contrastanti nella capitale kirghiza.

Da un punto di vista politico il Kirghizistan è spesso descritto come più liberale rispetto ai Paesi vicini. Si tratta ad esempio dell'unico paese della regione ad aver avuto un presidente donna, Roza Otunbayeva [it]. Ed è anche il primo Paese centroasiatico in cui ‘I monologhi della vagina’ sia stato messo in scena; era accaduto per la prima volta nel 2009. D'altro canto il Kirghizistan è anche l'unico Paese della regione in cui il rapimento delle donne [it] e il conseguente matrimonio forzato è ancora praticato da larghi strati della popolazione. La società kirghiza è fortemente conservatrice e non va dimenticato che il Paese è stato a lungo nell'Unione Sovietica, dove vigeva il detto “non c'è sesso in URSS” (qui [en] la spiegazione di una blogger sul detto). Per tutti questi motivi, nonostante ‘I monologhi della vagina’ fossero già andati in scena due volte a Biškek, non stupisce che la pièce abbia scatenato reazioni alquanto controverse.

Allestimento de 'I monologhi della vagina a Biskek, 2013.

Allestimento de ‘I monologhi della vagina a Biskek, 2013. Foto dal profilo Facebook del collettivo femminista SQ, usata con il loro permesso.

 

Corrosione morale?

Agli inizi di aprile il Ministero della Cultura ha diffidato la compagnia dal continuare a portare in scena lo “spettacolo controverso”, poiché questo “presenta episodi che possono corrodere le abitudini morali e le tradizioni nazionali dei kirghizi”.

La presa di posizione del Ministero ha dato il via a reazioni tanto negative quanto positive.

Bektour Iskender, giornalista, ha commentato:

Я, честно говоря, не хочу больше на свои налоги содержать это глупое министерство культуры.

Sinceramente non voglio che le mie tasse finanzino un Ministero della Cultura così stupido.

Di un altro avviso è Nazgul Nuranova:

Прошу госорганы полностью запретить эту пьесу!

Chiedo che le autorità proibiscano lo spettacolo!

Cosa c'è dietro al titolo?

VDAY_2013

Lo spettacolo è stato allestito come parte della campagna V-Day, manifestazione globale contro la violenza sulle donne.

Aikanysh Jeenbaeva, una delle fondatrici del collettivo e organizzatrice dello spettacolo, si dice convinta che il Ministero si sia fatto sviare dal titolo. “Non credo che qualcuno al Ministero abbia realmente visto la pièce. Penso che giudichino solo a partire dal nome”, ha dichiarato [en] recentemente.

Lo stesso sospetto rivela [en] Stuart Kahn, direttore dell'associazione Freedom House:

Già il titolo dello spettacolo ‘I monologhi della vagina’ ha provocato la risposta negativa e minacciosa del Ministero della Cultura krighizo…

[I monologhi] parlano di amore, violenza, anatomia, ma soprattutto di emancipazione femminile e individualità.

Kahn sottolinea [en] inoltre i dati sulla violenza domestica nel Paese:

Più dell'85% delle famiglie ha storie di violenza domestica o matrimoni forzati alle spalle. Fino a poco tempo fa era punito più duramente il furto di una mucca rispetto a quello di una donna e tutt'ora è più probabile che si venga perseguiti per il furto della mucca. Ma è solo attraverso il confronto e la discussione libera che si potrà cambiare la situazione.

Altre critiche alla pièce riguardano la sua scarsa considerazione dei problemi che riguardano la donna kirghiza. In una recensione molto dettagliata, il blogger Georgii Mamedov scrive:

Фактически, зритель, посетивший спектакль, осведомляется о фетишистских представлениях о своем влагалище белых американок среднего класса. Одна из них мечтает, что ее вагина будет носить бриллианты от Тиффани, другой на консультации у семейного психотерапевта рекомендуют брить вагину, чтобы удержать мужа, другая, бывшая успешная адвокатша, становится элитной проституткой, обслуживающей женщин. В своего рода кульминационном монологе – «Вагина в гневе» — героиня возмущается бумажными халатами и холодными инструментами гинекологических кабинетов. Интересно, какой процент кыргызстанских женщин вообще не охвачен гинекологическим медицинским обеспечением?

Chi ha assistito allo spettacolo, si è fatto un'idea del feticismo delle donne americane della buona borghesia. Una di loro sogna che la sua vagina indossi diamanti di Tiffany; ad un'altra lo psicoterapeuta consiglia di radersi il pube per riconquistare il marito; una terza, ex avvocato di successo, diventa una prostituta d'alto bordo per donne. Nel monologo più importante ‘La mia vagina arrabbiata’ la narratrice si lamenta dei freddi strumenti nello studio del ginecologo. Mi chiedo quale percentuale di donne kirghize usufruisca di un supporto medico ginecologico.

“La strada dell'inferno…”

La pièce ha ricevuto aspre critiche anche dal noto parlamentare conservatore Tursunbai Bakir Uulu. Il deputato ha messo in dubbio la legittimità dello spettacolo e il 9 aprile ha commentato su Twitter:

@bakiruulu: […]Благими намерениями дорога в Ад вымощена!

@bakiruulu: […]La strada dell'inferno è lastricata di buone intenzioni.

(NB: le iniziative radicalmente conservatrici di Bakir Uulu sono state documentate da Global Voices anche in passato. Vedi qui [en], qui [en], qui [en], e qui [en].)

La risposta alla provocazione non si è fatta attendere ed è giunta, nello stesso giorno, da parte di Altynai Amati:

@Altynai_Amati: @bakiruulu Вы бы пришли, послушали, а потом говорили про дорогу в ад;)

@Altynai_Amati: @bakiruulu Dovrebbe venire allo spettacolo e ascoltare ciò di cui si parla, poi, eventualmente deciderà se sia il caso di parlare di “strada dell'inferno” ;)

L'invito non è stato tuttavia accolto dal parlamentare:

@bakiruulu: @Altynai_Amati Да хранит Аллах всех нас от святотатства и грешных дел! Аамин!

@bakiruulu: @Altynai_Amati: Che Allah ci protegga tutti dal sacrilegio e dal peccato! Amen!

Il blog satirico del quotidiano locale Akipress si prende gioco dei censori:

В [Кыргызстане] хотят запретить показывать еще один раз спектакль «Болтливая вагина». Взамен предлагают крутить дома сколько хочешь ХХХ -видео «Упрямый пенис», которое можно купить в любом ларьке за углом. Хулители спектакля объяснили, что вагина не для того создана, чтобы ею говорить о насилии, а для того, чтобы это насилие в ней осуществлять.

In Kirghizistan vogliono proibire lo spettacolo ‘Vagina chiacchierona’. Al suo posto promuovono la visione di ‘Pene ostinato’, un video porno che si può comprare ad ogni bancarella e guardare comodamente a casa. I critici ci informano che la vagina non è stata creata per parlare di violenza, ma per subirla.

Gli incassi della compagnia per la messa in scena dei ‘Monologhi’ vengono inoltre devoluti a un centro di accoglienza e riabilitazione per donne vittima di violenze sessuali o domestiche.

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