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India: Stuprata? Prendi i soldi e taci, dice la polizia

La polizia di Delhi ha offerto al padre di una bambina di 5 anni, vittima di sequestro di persona e stupro, una mazzetta di 38$ per mettere a tacere l'aggressione, scatenando la rabbia di un Paese già alle prese con un tasso sempre più alto di violenze sessuali.

Secondo la testimonianza di un vicino di casa, la bambina, che vive nella zona di Gandhi Nagar a Delhi, è stata brutalmente stuprata per quattro giorni [it, come i link a seguire salvo dove diversamente specificato]. La piccola era scomparsa il 14 aprile e l'episodio è venuto a galla il 19.

Stando ai notiziari [in] locali, familiari e vicini di casa il 14 aprile l'hanno cercata per tutto il giorno. Nella squadra, anche il vicino accusato dello stupro, che ha finto di partecipare alle ricerche. Alla luce dei loro tentativi andati a vuoto, il 15 aprile la stazione locale di polizia ha aperto un dossier sulla scomparsa della piccola.

Quasi quattro giorni dopo l'avvio delle ricerche e mentre le stesse erano ancora in corso, il padre della ragazzina ha sentito una voce provenire dalla stanza al piano di sotto. È stata chiamata immediatamente la polizia che ha forzato la serratura della stanza. La bambina è stata trovata in condizioni vergognose, mentre il colpevole era scappato.

Avvocati di Delhi in protesta per chiedere giustzia in nome della studentessa ventitreenne vittima di uno stupro di gruppo a Nuova Delhi. Immagine di Louis Dowse. Copyright Demotix (01/03/2013)

Attivisti di Delhi in protesta per chiedere giustzia in nome della studentessa ventitreenne vittima di uno stupro di gruppo a Nuova Delhi. Immagine di Louis Dowse. Copyright Demotix (01/03/2013)

Così come per l'episodio di stupro di gruppo avvenuto sempre a Delhi lo scorso dicembre (qui l'articolo pubblicato su Global Voices), anche in questo caso i dettagli sono raccapriccianti. Le perizie mediche hanno confermato che la piccola è stata aggredita sessualmente – nel suo stomaco i medici hanno trovato una bottiglia di plastica con dell'olio e una candela.

Per la famiglia della piccola, però, i problemi non finiscono qui – ad essi si è aggiunta anche l'indifferenza della polizia e del governo sul caso.

I resoconti sembrano suggerire che il padre della ragazza sia stato dissuaso dallo sporgere denuncia e che gli sia stata offerta una somma di 2000 rupie (pari a 38 dollari americani) per mettere a tacere la vicenda.

La gravità dell'episodio e la reazione della polizia e del governo hanno scatenato l'ira di molti.

Shuddhabrata Sengupta [en, come i link a seguire salvo dove diversamente specificato] di Kafila manifesta così la sua rabbia:

Il commissario di polizia non dovrebbe forse sentirsi costretto a dimettersi, visto il suo completo fallimento nel trattare la discriminazione sessuale e per non aver saputo gestire il disprezzo nei confronti dei cittadini meno abbienti ormai endemico nella cultura lavorativa della polizia di Delhi? È giusto che accettiamo passivamente questa routine quotidiana di insulti? Quanto può continuare ancora?

Vishal Dadlani (@V1SH4L), un musicista indiano, il 19 aprile ha scritto su Twitter:

@V1SH4L: Si può sapere fino a che punto sta arrivando l'India? Adesso la polizia offre mazzette ai genitori delle figlie violentate? Quei poliziotti meritebbero di essere impiccati!

Pritish Nandy (‏@PritishNandy), giornalista indiano, ha ricordato la nota corruzione delle forze di polizia indiane affermando:

@PritishNandy: Ricordiamo le parole famose pronunciate da Justice Mulla: in India non c'è organizzazione criminale che possa competere con i crimini commessi dalla polizia.

In un altro suo tweet, Pritish ricorda l'atteggiamento indolente tipico dell'amministrazione indiana:

@PritishNandy: Mamata Sharma, presidentessa della Commissione Nazionale per le Donne, ha detto che andrà a trovare la ragazzina soltanto domani perché oggi è festa [en].

Un utente Twitter di Delhi (@cyclingsultan), che si definisce un “hippie musulmano, sapiosessuale, ciclista e sibarita” ha messo in luce un aspetto piuttosto scioccante relativo a questa storia:

@cyclingsultan: La polizia di Delhi ha detto ai parenti della sopravvissuta allo stupro: ‘Ci hanno detto che dovremmo essere contenti che la piccola è stata ritrovata e che dovremmo piuttosto pregare per la sua guarigione’.

Rituparna Chatterjee (@MasalaBai), organizzatrice di eventi, ha espresso il suo sgomento di fronte ad un simile atteggiamento:

@MasalaBai: Da chi vai quando la polizia ti dice di dover ‘essere grati del fatto che (la bambina stuprata) sia stata ritrovata vivà? A cosa puoi fare appello, tu, cittadino impotente?

Per aggiungere al danno la beffa, la piccola è stata curata in un ospedale municipale male attrezzato e solo dopo le numerose pressioni e proteste della gente è stata trasferita in una struttura migliore. Dalle notizie [it] sembra che la bambina sia in condizioni critiche.

Il mondo femminile ha reagito con ferocia all'efferatezza della violenza fisica perpetrata sulla bambina.

R Sheikh Bawazir (@Lucifer_sam666), architetto, educatrice e fotografa, scrive:

@Lucifer_sam666: Ammazzate quel bastardo, che razza di uomo malato inserirebbe mai una bottiglia da 200ml nel corpo di una bambina di 5 anni, perfino le lacrime non basterebbero!

Nel frattempo Arunoday Mukharji (@ArunodayM) [hi], giornalista indiano, ha diffuso dati agghiaccianti sull'aumento del numero degli stupri in India:

@ArunodayM: Delhi, 2011: 572 casi di stupro. 2012: i casi salgono a 706, le molestie a 727. Ho paura di scoprire cosa succederà per la fine del 2013 #Delhirape

In seguito all'episodio dello stupro di gruppo di Delhi [it], il governo indiano ha modificato le leggi sullo stupro in vigore rendendole più severe.

Un utente Twitter indiano, Kapil (@kapsology), riferendosi alle nuove restrizioni scrive:

@kapsology:
Anti-rape law ka achaar daal lo jab police hi aisi hai toh

@kapsology: Che ce ne facciamo di una legge anti-stupro quando la polizia è la prima di cui dover diffidare?

Da quando la vicenda è venuta a galla, sui social network si sta diffondendo un'ondata di forte sgomento nei confronti della polizia indiana e dell'indifferenza del governo.

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