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Russia: acque tossiche per l'eco-attivismo

La protezione ambientale è diventata un argomento pericoloso in Russia per l'attivismo pubblico—almeno per quanto riguarda l'inquinamento industriale. Questo accade perché spesso gli eco-attivisti si oppongono direttamente agli interessi dei business regionali, che a volte reagiscono con la forza. Un caso su tutti: il 9 maggio 2013 alcuni assalitori sconosciuti hanno attaccato e picchiato gravemente un eco-blogger della non molto grande città industriale di Pervouralsk (situata a 40 km da Yekaterinburg, sugli Urali). Il blogger, Stepan Chernogubov, afferma che l'assalto è stato una rappresaglia per l'attenzione pubblica che attratta nei riguardi delle scorie tossiche rilasciate nel pittoresco fiume Chusovaya (vedi foto) da una locale azienda produttrice di cromo.

A cliff on the Chusovaya River. One of the color photographs made in 1912 by Prokudin-Gorsky. Public domain. Wikimedia Commons.

Una rupe sul fiume Chusovaya. Una delle foto a colori fatte nel 1912 da Prokudin-Gorsky. Pubblico dominio. Wikimedia Commons.

Il 4 maggio 2013 Chernogubov ha ricevuto una soffiata a proposito di uno scarico illegale che avrebbe fatto diventare il lago “rosso sangue”, ed è andato a controllare e a scattare delle fotografie, trovando un tubo che rilasciava una poltiglia chimica color arancio nello stagno accanto, il quale a sua volta si riversava nel fiume.
Chernogubov ha descritto [ru, come tutti i link successivi salvo dove diversamente indicato] l'esperienza sul suo blog su LiveJournal:

Ощущается стойкий химический запах, в носоглотке возникли болезненные ощущения. […] А источник заполнения этого хим озера, как выяснилось, – сгнившая труба. Возможно её прорвало в праздники, но скорее всего она всегда была такой.

Sentivo un forte odore chimico, che mi dava dolore nel naso e in gola. […] La fonte da cui derivava questo lago chimico, come si è poi dimostrato, era un tubo marcio. Forse è saltato fuori durante le vacanze, ma probabilmente è sempre stato così.

Sostanze chimiche arancioni si riversano in uno stagno da un tubo rotto vicino al fiume Chusovaya. Fotografia dal blog di Chernogubov.

Il post di Chernogubov è stato ri-bloggato su Echo Moskvy dall'economista locale Alexander Anikin. La fabbrica in questione, “Russian Chrome 1915,” non ha reagito tranquillamente all'attenzione pubblica. Quando Chernogubov è ritornato alla discarica il giorno successivo (accompagnato da un gruppo di ambientalisti di Yekaterinburg) per prelevare alcuni campioni chimici, sono stati accolti da alcuni agenti di sicurezza privati che hanno cercato di impedire che toccassero l'acqua:

Distacco tra ambientalisti mentre prelevano dei campioni e le guardie di sicurezza. Screenshot di YouTube, 23 maggio 2013.

Distacco tra ambientalisti mentre prelevano dei campioni e le guardie di sicurezza. Screenshot di YouTube, 23 maggio 2013.

Как и предполагали, они стали препятствовать сбору проб воды. […] Впоследствии при попытке оказать на нас физическое воздействие, чтобы отобрать взятые пробы, люди, позиционирующие себя сотрудниками охраны завода “Русский Хром 1915″ были остановлены моим предупреждением о возможном разливе собранных проб на их руки, лицо и тело.

Come sospettavamo, stavano cercando di ostacolarci per non farci prelevare campioni d'acqua. […] Più tardi, dopo aver provato fisicamente a farci smettere, queste persone (che avevano detto di essere parte dello staff di sicurezza della fabbrica “Russian Chrome 1915″) si sono allontanate quando li ho minacciati di versare i campioni sulle loro mani, facce e corpi.

La polizia locale ha poi trattenuto Chernogubov ed il suo entourage dopo che il capo delle guardie di sicurezza li ha denunciati per aver “rubato” i campioni d'acqua, ma le autorità hanno presto rilasciato tutti. Nello stesso post [ru], Chernogubov ha affermato che uno dei suoi compagni ambientalisti era stato contattato dal direttore di un quotidiano locale, il quale gli aveva chiesto di non rendere pubblico il caso dell'inquinamento di “Russian Chrome”, dal momento che avrebbe potuto danneggiare il sindaco Pervouralsk, che apparentemente ha agganci con la fabbrica.
In seguito è scritto ciò che la fabbrica stessa ha scritto in proposito agli eventi avvenuti il 5 maggio:

[…] неустановленные лица в количестве 5 человек пытались проникнуть на территорию станции нейтрализации промышленных стоков ЗАО «Русский хром 1915». При себе имели бутыли, наполненные неизвестной жидкостью.

[…] alcuni individui sconosciuti, 5 persone, hanno provato ad entrare nel territorio della stazione di neutralizzazione delle acque di scarico industriale di “Russian Chrome 1915.” Avevano con loro delle bottiglie piene di un liquido sconosciuto.

In ogni caso, i problemi di Chernogubov non sono finiti in questo modo. Il 9 maggio, alcuni giorni dopo aver sollevato la questione e aver denunciato alla polizia locale il caso di inquinamento, Chernogubov si è accorto durante una passeggiata con sua moglie che almeno quattro uomini lo tenevano sotto osservazione. (Stranamente, ne identifica uno come un impiegato presso il ramo locale di “Città Senza Droga”, il gruppo di sostegno anti-droga di Evgeniy Roizman con base a Yekaterinburg.) Chernogubov si è avvicinato a uno di questi uomini e gli ha chiesto perché lo stessero seguendo. Ciò che è accaduto dopo è agghiacciante:

В ответ он нанёс мне удар в лицо, затем появились ещё двое, которые подбежав заломали мне руки. В это время первый, […] начал наносить целенаправленные удары мне в голову. Когда я вырвался и нанёс ему удар, меня повалили и стали бить ногами те двое, которые держали мне руки. […] На очередную попытку встать один из нападавших достал пистолет и ударил мне рукоятью в голову. Я временно потерял сознание. […] По итогу я имею разбитую голову, зашитую двумя швами и выбитые верхние передние зубы.

In tutta risposta, l'uomo mi ha colpito in faccia, e altri due si sono avvicinati e mi hanno torto le braccia dietro la schiena. Nello stesso momento, il primo […] ha cominciato a darmi dei colpi in testa. Quando sono riuscito a liberarmi dalla loro stretta e colpirlo, i due che mi stavano trattenendo mi hanno spinto a terra e hanno cominciato a darmi dei calci. […] Quando ho cercato di alzarmi di nuovo, uno degli assalitori ha tirato fuori una pistola e mi ha colpito alla testa con il manico. Ho perso brevemente coscienza. […] Alla fine mi sono ritrovato con la testa rotta, due suture, e senza denti davanti.

Chernogubov in the hospital, post assault. YouTube screenshot. May 23, 2013.

Chernogubov all'ospedale dopo l'assalto. Screenshot di YouTube. 23 Maggio 2013.

Quando la polizia locale è arrivata a causa della rissa, uno degli assalitori ha mostrato loro un distintivo della polizia, dice Chernogubov, e i tre uomini non sono stati arrestati. Chernogubov è certo che l'attacco sia stato una rappresaglia per la sua denuncia nei confronti di “Russian Chrome”. Se così fosse, comunque, il segreto è già trapelato. Il 10 maggio, gli attivisti di Greenpeace Russia hanno collezionato i loro campioni dal fiume, e hanno scoperto [ru] che il cromo contenuto nell'acqua era di almeno 100 volte superiore alla “massimo concentrazione consentita”. È certo che questo fatto in sé non garantisca alcun risultato. Non si tratta infatti della prima volta che gli ufficiali hanno citato “Russian Chrome” per inquinamento [ru], ma la fabbrica continua ad operare relativamente impunita. Forse l'assalto a Chernogubov farà differenza per quanto riguarda l'incitamento a pubblico oltraggio, e forse qualcuno verrà punito di conseguenza. Anche nel migliore dei casi, comunque, è difficile immaginare la storia di Chernogubov come qualcosa di più rispetto a una vana vittoria dei blogger e degli attivisti russi.

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