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Brasile: un morto durante l'ondata di proteste che ha travolto il Paese

Un giovane è rimasto ucciso dopo essere stato travolto da un’auto a Ribeirao Preto [en, come i link successivi salvo dove diversamente indicato] e decine di persone sono rimaste ferite negli scontri con la polizia avvenuti a BrasiliaRio de Janeiro e Salvador, dopo che più di un milione di persone è sceso nelle strade delle metropoli e delle piccole città brasiliane, nella più grande protesta vissuta dal paese negli ultimi vent’anni.

Le forze di polizia sono state dispiegate il 20 giugno 2013 a Belo Horizonte e Fortaleza, altre città che ospiteranno la Confederation Cup della FIFA, per aiutare a contenere le manifestazioni.

Nonostante l’attenzione dedicata alle violenze, la maggior parte delle manifestazioni è stata pacifica. In questa seconda settimana di manifestazioni nazionali, iniziate a causa dell’aumento dei biglietti degli autobus, le proteste sono continuate in più di 100 località sebbene i prezzi delle corse degli autobus siano stati ridotti in molte città, incluse le città più importanti come Rio de Janeiro e San Paolo, mostrando che “non era solo per i 20 centesimi” [pt].

VemPraRua Rio de Janeiro

Manifestazione a Rio de Janeiro. Foto di Tomás Pinheiro (CC BY-SA 2.0)

Marcos Delafrante, un giovane di 18 anni, è stato ucciso da un pirata della strada [pt] che stava tentando di passare tra la folla di 25000 manifestanti pacifici a Ribeirao Preto, nello stato di San Paolo. Di fronte alla resistenza della folla e alla richiesta di tornare indietro, il propietario della Black Land Rover ha accelerato e travolto almeno 12 persone. Il video, pubblicato dall’utente ViTvHd2 mostra il momento dell'impatto (al minuto 1'40”) e fornisce il numero di targa dell’auto: KVB 6963:

Un paese in Guerra?

Gli scontri tra manifestanti e polizia hanno causato centinaia di feriti in diverse città. Nella capitale Brasilia, al tentativo da parte di un gruppo disarmato di manifestanti [pt] di occupare dei palazzi governativi, la polizia ha risposto lanciando lacrimogeni e sparando proiettili di gomma per porre fine alla manifestazione. Come mostra questo video, una minoranza di manfestanti ha risposto all’uso delle armi appiccando fuoco davanti a Palazzo Itamaraty, quartier generale del ministero degli esteri. Il video seguente mostra l’altro lato di Itamaraty:

 

Il suo autore, Ocupa Brasilia [pt], ha spiegato:

Ao contrario do que a mídia anda veiculado; Uma parte dos manifestantes tentavam mobilizar outros para irem ao Congresso; Sendo que existe duas pontes/entradas e em uma delas tinha uma concentração maior de vândalos. Acabou que todos nós fomos surpreendidos com bombas de lacrimogênio e balas de borrachas; Sendo que um dos manifestantes levou um tiro bem próximo e direto em sua coxa, ficando a bala alojada até que foi levado pelo corpo de bombeiros.

Al contrario di quello che i media hanno mostrato, una parte dei manifestanti stava cercando di mobilitare altri ad andare al Congrasso, ci sono due ponti/ingressi e in uno di questi c’era una maggior concentrazione di manifestanti violenti. È finita che siamo stati tutti colti di sorpresa dai lacrimogeni e dai proiettili di gomma. Un manifestante vicino a me è stato colpito direttamente nella coscia e il proiettile è stato estratto solo all’arrivo dei vigili del fuoco.

A Salvador, i manifestanti si sono trovati di fronte a molta più violenza, in una manifestazione che era iniziata pacificamente. La situazione è precipitata quando la folla è avanzata verso lo stadio locale, dove l’Uruguay stava giocando contro la Nigeria per la Confederation Cup. Un video mostra una macchina della polizia locale targata OKU 8877 da cui partono proiettili che, secondo l’autore delle riprese Felipe Amorim [pt], non erano di gomma. Il video è stato condiviso migliaia di volte e commentato altrettante. Tra i commentatori, il testimone Berlindo Ribeiro Ris che ha confermato:

eu tava la e vir tudo a Policia desceu a porrada e granada e Bala em todo mundo nao quis nem saber se tinha criança , mulher gravida

Io ero lì e ho visto tutto. La polizia è scesa picchiando e gettando granate a tutti, nonostante ci fossero bambini e donne incinte.

A Rio de Janeiro i conflitti tra polizia e manifestanti sono stati documentati anche dai cittadini, improvvisatisi reporter. Alcuni assicurano che si sia fatto uso di armi contro le persone in tutta la città. Chico Freitas [pt] ha denunciato su Fscebook:

Houve guerra no Rio hoje. Um milhão de manifestantes. A polícia atacou sem pena, antes de fazermos qualquer outra coisa além de protestar, sem vandalismo. Nos cercaram em todo o centro da cidade. Usaram armas letais e não-letais, fecharam as estações de metrô e oprimiram quem tentava pegar a barca. Jogaram bombas da prefeitura até o sambódromo, nos encurralaram na Avenida Presidente Vargas, conseguimos ir até a Praça Tiradentes e vimos na TV de um bar que o Choque estava indo pra lá. Corremos em direção à Lapa e soubemos que estavam jogando bombas de gás até em crianças que brincavam por lá, então fomos pela Avenida Chile até a Cinelândia. Lá o pessoal se aglomerava de novo, em frente ao Theatro Municipal. Até que se aproximaram os carros do Choque e jogaram bombas. Me perdi do meu pessoal. Corremos todos pro aterro do Flamengo. Lá eu vi o ônibus pra Niterói e peguei. Do ônibus vi que estavam lançando bombas no aterro também. A polícia não vai deixar ninguém ir a lugar algum, aonde quer que o povo vá, eles irão atrás com opressão. Hoje a polícia foi mais violenta do que nunca. Foram truculentos, atrozes, trouxeram medo e terror. A polícia que é paga pra proteger o povo. #protestorj #ogiganteacordou #revoltadovinagre #thegiantwokeup #vemprarua #changebrazil #rio #brasil #brazil

Oggi Rio era in guerra. Un milione di persone è sceso in piazza. La polizia ha attaccato senza pietà prima ancora che potessimo fare qualsiasi cosa oltre a manifestare pacificamente. Ci hanno circondati nel centro della città, hanno usato armi letali e non, hanno chiuso le stazioni della metropolitana e attaccato chiunque cercasse di prendere il traghetto. Ci hanno lanciato bombe, dal municipio al Sambodromo, ci hanno intrappolati in Avenida Presidente Vargas. Siamo riusciti ad arrivare in Praça Tiradentes [pt] e li- abbiamo visto in un televisore in un bar, che le forze dell’ordina stavano arrivando, in tenuta antisommossa. Abbiamo corso verso il quartiere Lapa e ci siamo resi conto che stavano lanciando lacrimogeni anche ai bambini che stavano giocando, allora siamo andati a Cinelandia passando per Avenida Chile [pt]. Lì si stava la gente si stava radunando di fronte al Teatro Comunale, fino a quando i veicoli delle forze dell’ordine non si sono avvicinati e hanno iniziato a lanciare bombe. Ho perso i miei amici, siamo tutti corsi verso l’area Flamengo, dove ho visto un autobus diretto a Niteroi e sono salito. Dall’autobus ho visto che stavano lanciando anche lacrimogeni. La polizia non permetterà mai a nessuno di andare da nessuna parte, dovunque la gente vada, loro seguono con l’oppressione. Oggi la polizia è più violenta che mai. Sono stati truculenti, atroci, hanno portato paura e terrore. La polizia, che è pagata per proteggere la gente.  #protestorj #ogiganteacordou #revoltadovinagre #thegiantwokeup #vemprarua #changebrazil #rio #brasil#brazil

 

Un paese in pace

Le immagini sottostanti mostrano le manifestazioni pacifiche in molte altre parti del paese:

Demonstration in Jaraguá do Sul, state of Santa Catarina, photo published by Chan360 (CC BY-NC-ND 2.0)

Manifestazione a Jaraguá do Sul, Santa Catarina, foto pubblicata da Chan360 (CC BY-NC-ND 2.0)

Demonstration under rain in Cascavel, state of Parana. Photo by Alexander Hugo Tártari, published with a Creative Commons license.

Manifestazione sotto la pioggia a Cascavel, stato di Parana. Foto di Alexander Hugo Tártari (CC BY-NC-SA 2.0)

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Grande manifestazione a Belo Horizonte, Minas Gerais. Foto di Maria Objetiva (CC BY-SA 2.0)

VemPraRua Recife

Recife, stato di Pernambuco . Foto di Rostand Costa (CC BY 2.0)

VemPraRua Sao Luis

São Luis, Maranhão. Foto di Kika Campos. (CC BY 2.0)

VemPraRua Natal

Natal, stato di Rio Grande do Norte. Foto di Isaac Ribeiro (CC BY-SA 2.0)

Più manifestazioni

La presidente Dilma Roussef ha convocato un consiglio d'emergenza con i ministri, venerdì 21 Giugno, per valutare gli effetti delle manifestazioni e come il governo debba agire d’ora in poi. La Confederation Cup continua e molte manifestazioni sono già state organizzate in diverse città nei prossimi giorni.

Scritto in collaborazione con Paula Góes

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