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Giappone: una campagna contro la legge sul ballo

In Giappone, ballare nel posto sbagliato al momento sbagliato può metterti nei guai.

La legge giapponese prevede che i locali pubblici abbiano una licenza che conceda il diritto di ballare. Spesso i club e le discoteche senza la licenza subiscono irruzioni da parte della polizia. La legge sull'industria del divertimento [ja, come tutti i link a seguire, salvo dove diversamente indicato] (chiamato “Fueiho” in giapponese) impone inoltre ai locali la chiusura entro l'una di notte. Le discoteche nelle quali si balla tutta la notte senza permesso sono pertanto considerate fuori legge [en].

Ma proprio nell'arcipelago giapponese, teatro di club e discoteche nonché culla di produttori di fama mondiale, di consolle per DJ e amplificatori (come VestaxAKAI e Pioneer), gli amanti della vita mondana si stanno facendo sentire e hanno dato vita a una campagna chiamata “Let's DANCE” (Balliamo!). Si tratta di un'iniziativa basata sulla premessa che il semplice atto del ballo non dovrebbe essere soggetto a restrizioni legali. Più di 150 mila firme sono state raccolte per la petizione che chiede ai membri del governo giapponese di attuare modifiche sulla legge. La petizione è stata presentata ai legislatori il 20 maggio 2013.

Photo from Let's Dance Campaign. Artists, citizens, attorneys and the Diet members advocate revision of the dance regulation

Fonte: Pagina Facebook della campagna Let's DANCE . Artisti, cittadini, sostenitori e membri del governo sollecitano una revisione della legge sul ballo.

Perquisizioni e arresti

La legge “Fueiho” è entrata in vigore nel 1948 per porre fine al problema della prostituzione nelle discoteche.

Con la fine della Guerra Mondiale nel 1945, il Giappone aveva avviato un sistema di prostituzione [it] regolamentato dallo Stato e rivolto alle truppe alleate americane che occupavano il paese. Annunci, indirizzati all'assunzione di donne per cabaret, bar e pub venivano pubblicati sui giornali dell'epoca. Meno di un anno dopo, le Forze Armate americane avevano però proibito ai militari in servizio di frequentare questi locali: ordine che causò l'improvvisa disoccupazione di migliaia di donne, molte delle quali dovettero trovare luoghi alternativi per prostituirsi.

Tokyo Party Time by flickr user dat' (CC BY-ND 2.0) Photo taken on March 2011, Tokyo

Tokyo Party Time, Marzo 2011, foto dell'utente Flickr dat’ (CC BY-ND 2.0)

I legislatori avevano cominciato a vedere nelle piste da ballo dei locali l'epicentro di un giro di prostituzione clandestina, e decisero di emanare leggi severe per sradicare il problema. Da quel momento la legge ha subito un certo numero di revisioni.

Per anni i locali notturni hanno in qualche modo eluso le norme sulla licenza, rassegnandosi ad accettare sospensioni stagionali del business, arresti e chiusure. Tuttavia, nel Kensai, seconda regione più popolata del Giappone, nella zona centro-meridionale dell'isola di Honshu, la polizia ha recentemente iniziato a prendere seri provvedimenti.

La rivista dedicata alla musica elettronica, Resident Advisor, descrive la scena della chiusura di locali nel Kansai [en], avvenuta a gennaio 2012: 

Il 2011 ha portato con sé ulteriori chiusure, causate dalla pressione che obbligava i proprietari dei locali a scegliere se conformarsi alle restrizioni della licenza in alternativa all'arresto. A marzo, discoteche famose come il Triangle e il Joule sono state multate e hanno dovuto interrompere il business che durava per tutta la notte.

 

Secondo quanto riportato dalla cronaca nazionale, soltanto qualche mese dopo, alle 10 di una mattina di aprile 2012,  la polizia ha perquisito il Club Noon, che si trova nella stessa regione, accusando il club di: “aver permesso alla gente di ballare in un luogo privo di licenza“. Il locale è stato chiuso, scatenando l'indignazione di clienti e artisti che, da subito, si sono resi conto dell'eccessivo potere delle autorità sulla decisione di chiudere i locali fuori norma, senza mandato e senza preavviso.

L'indignazione popolare ha dato vita ad una manifestazione, chiamata Save The Club Noon (Salviamo il Club Noon) della durata di 4 giorni, organizzato da artisti degli anni '90 e DJ impegnati nella lotta per il diritto di “fare festa”.

http://youtu.be/jphsxjsKjZc

Il movimento è stato seguito da una troupe cinematografica che ha deciso di realizzare un documentario che affronterà il tema delle norme che vigono sulle discoteche. Il film sta cercando supporto finanziario attraverso un sito internet di crowd-funding [it] che ha lo scopo di retribuire artisti e titolari di diritti d'autore. La scadenza per sostenere il progetto è prevista per il 14 luglio.

Frequentare i locali è da malviventi?

Il 26 maggio la polizia ha fatto irruzione in uno dei più grandi locali di Tokyo, il Vanity Restaurant, arrestando tre persone.

Secondo il musicista rock e icona giapponese del punk, Akihiro Namba (@AKIHIRONAMBA), le norme che riguardano le discoteche rappresentano un'assurda oppressione dei giovani; così commenta su Twitter:

@AKIHIRONAMBA:
ダンス規制法。いつの時代も悪者にされんのは若者でさ。やっぱいつの時代も、体制は若者のパワーを恐れてるんだよ。って事は若者が本気になったら凄いって事なんだよ。

Guardate le leggi sulle discoteche. Opprimono i giovani e li considerano tutti malfattori. Le autorità hanno sempre paura del potere dei giovani. Sempre con questo potere dei giovani.. I giovani possono diventare pericolosi, quando ci mettono il cuore.

Per il giovane sociologo laureando Noritoshi Furuichi (@poe1985), si tratta di un problema legato alle politiche culturali del governo:

@poe1985
児童ポルノ禁止法改定案によるアニメや漫画の表現の自由規制問題、風営法によるダンス規制問題、消防法によるライブ規制問題。文化を潰そうとしている人たちのいう文化立国、クールジャパンって何なんだろうね。

Vedo una tendenza ad emanare leggi che reprimono la libertà di espressione culturale, come ad esempio il disegno di legge per modificare l'attuale norma sulla pornografia infantile, che restringerà la libertà di espressione attraverso i cartoni animati; le norme che limitano le discoteche, in seguito alla promulgazione della legge sull'industria del divertimento; la legge sulla sicurezza contro gli incendi, che impedisce ai locali di svolgere performance dal vivo. E poi gli imprenditori del paese pensano di poter esportare la cultura giapponese oltreoceano! Non ne capisco il senso!

Così come i sostenitori che chiedono un maggior riconoscimento della cultura dei locali notturni, anche il gruppo urbano hardcore Down for Realize (@down4realize) ha espresso le proprie preoccupazioni. I membri del gruppo sostengono infatti che lo sforzo per aumentare il riconoscimento dei locali come ambienti sani e di attività culturali potrebbe trasformarli in luoghi scialbi che escludono una certa categoria di persone:

@down4realize:
クラブをなくさないために、モラルを守ること。間違いなくそれも大事、一般市民に理解してもらうためにもそういう努力が必要。だけど何の危険性もないクラブが果たして魅力的?ルールからはみ出てしまう奴らがいていい場所でもあるはず。健全なクラブ。それはもはやクラブの意味あるのか?

Capisco che sia importante che ci comportiamo bene agendo in maniera etica, inoltre, chiedo al pubblico in generale di adottare un atteggiamento di riconoscimento della cultura dei locali, per evitare che vengano chiusi. Tuttavia mi chiedo: vogliamo veramente che le discoteche siano posti sani? Non credo proprio!

Ha per caso fascino una discoteca se privata del suo lato trasgressivo? Ci sarebbe posto per i fuorilegge o coloro che vivono ai margini della società? Le discoteche trasformate in luoghi sani e salubri rimarrebbero degne del loro nome?

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