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Spagna: Amnesty International accusa il governo di favorire l'impunità

“Il tempo passa, l'impunità resta” è il titolo dell'ultima relazione di Amnesty International (AI) [es, come i link successivi, salvo ove diversamente indicato], pubblicata in giugno, a proposito delle indagini sui crimini commessi durante la guerra civile [it] e, successivamente, durante la dittatura di Francisco Franco [it].

AI accusa il governo spagnolo di favorire l'impunità per quei crimini. Nell'introduzione al rapporto di AI si legge:

En este informe, Amnistía Internacional constata que el comportamiento del estado español parece estar orientado a buscar que se garantice la impunidad de los crímenes de la Guerra Civil y el franquismo. Así se deduce del rechazo de los jueces españoles, amparados por el Tribunal Supremo, de investigar, y la falta de colaboración del Gobierno y de la Fiscalía con la justicia argentina (como se explicará), para que otros países puedan investigar estos crímenes.

Amnesty International deve constatare che l'atteggiamento dello Stato spagnolo sembra orientato a garantire l'impunità per i crimini commessi nel periodo della Guerra Civile e del franchismo. È quanto si deve dedurre dal rifiuto dei giudici spagnoli, protetti dal Tribunale Supremo, di portare avanti le indagini nonché dalla mancanza di collaborazione del Governo e della Procura con la giustizia argentina (come si chiarirà in seguito), di modo che nemmeno altri paesi possano avviare indagini sui suddetti crimini.

AI accusa il governo di intervenire per bloccare qualunque iniziativa mirata a far luce sui delitti commessi durante il franchismo. Il quotidiano Público elenca cinque diversi modi in cui l'ostruzionismo del Governo si manifesta:

Portada del informe de AI. Captura de pantalla de su web.

Immagine di copertina del rapporto di Amnesty International.

1. El gobierno de España se entromete y no colabora

2. La justicia no investiga

3. La fiscalía facilita afirmaciones falsas

4. España no ha firmado aún su adhesión a la Convención sobre imprescriptibilidad

5. Se mantiene vigente la Ley de Amnistía de 1977

1. Il governo spagnolo si intromette e non collabora

2. La giustizia non investiga

3. La Procura facilita le false dichiarazioni

4. La Spagna non ha ancora firmato la Convenzione di Imprescrivibilità per i crimini di guerra e contro i diritti umani

5. È ancora valida l'amnistia del 1977

L'autore del documento, Ignacio Jotvis, ha dichiarato, durante la presentazione, che il potere giudiziario spagnolo ostacola sistematicamente le indagini avviate di recente in Argentina. Egli accusa, fra gli altri, il Ministero degli Esteri spagnolo di aver impedito al giudice argentino María Servini di raccogliere le dichiarazioni di alcune vittime in videoconferenza.

Esteban Beltrán, presidente di AI Spagna ha dichiarato: “La Spagna sta cercando invano di voltare pagina, senza prima averla letta”. Il quotidiano El Boletín cita alcuni dati, condivisi da AI durante la presentazione dell'informativa:

(…) la organización detalla que, de los 47 casos de víctimas del franquismo derivados de la Audiencia Nacional a los juzgados territoriales, se habían archivado al menos 38.

(…) l'organizzazione afferma che, dei 47 casi di vittime del franchismo passati dalla Audiencia Nacional [tribunale che ha giurisdizione nazionale N.d.T.] alle corti di giustizia territoriale, ben 38 sono già stati archiviati.

Nonostante il tempo trascorso, i crimini commessi durante la guerra civile – combattutasi tra il 1936 e il '39 – costituiscono ancora un tema molto delicato per gli spagnoli. Anche se non restano molti testimoni oculari, non sono pochi i cittadini spagnoli che hanno perso un familiare per mano di una delle due fazioni. Si tratta quindi di un argomento che ancora divide e genera dibattiti ogni volta che appare sulla stampa.

Uno dei punti di critica è che le indagini si limitino alle vittime repubblicane. Il lettore di Huffington Post Elpaisdelamagia commenta così un articolo in proposito:

Crímenes hicieron los dos bandos, ahora solo se habla del franquismo. Lo peor de un país una guerra civil, la lucha de hermanos contra hermanos…

Los dos cometieron crímenes e injusticias, cuando se llegó a la democracia, lo que se intentó es llegar a la reconciliación, no se puede vivir con odio y resentimientos (…).

I crimini sono stati commessi da entrambe le parti ma ora si parla solo del franchismo. La cosa peggiore per un Paese è la guerra civile, la lotta tra fratelli…

Entrambi hanno commesso crimini e ingiustizie e, con l'avvento della democrazia, si è tentata una riconciliazione, non si può vivere in mezzo all'odio e al risentimento (…).

C'è anche chi ritiene che, in un momento di crisi, il Paese non possa permettersi di investire le risorse necessarie per cercare le fosse comuni ed identificare le vittime. Un'altra argomentazione contraria è che sarebbe ormai inutile fare chiarezza su delitti commessi più di 70 anni fa, i cui colpevoli sono, nella maggior parte dei casi, già deceduti. Il lettore Mike Hammer commenta così su Público:

Mas que impunidad, los presuntos responsables ya han entrado en la eternidad. Los argentinos que parecen estar dispuestos a meter las narices en el tema deberían recordar lo inútil que resulta “gastar pólvora en chimangos…”

Più che nell'impunità i presunti colpevoli sono entrati nell'eternità. Gli argentini che sembrano così impazienti di ficcare il naso in questo argomento dovrebbero ricordarsi che “non caverebbero un ragno dal buco…”

Excavación de una fosa común en Lerma (Burgos). Foto de la web «La amapola libertaria».

Scavi in una fossa comune a Lerma (Burgos). Immagine dal sito «La amapola libertaria».

Sono tuttavia molti coloro che sostengono il diritto dei familiari delle vittime a recuperare i resti e concedere loro degna sepoltura. Il blog Cosas de Antonio riporta ad esempio:

No se ha de pretender más que dejar las cosas en su sitio, que la historia diga la verdad de los hechos y que los muertos de las cunetas y de las fosas comunes sean enterrados y honrados como se merecen, (…)  por darles el mismo trato que se les ha dado a los otros contendientes y por merecerlo desde el punto de vista humano (…).

Non si può più pretendere di lasciare le cose come sono: è arrivato il momento che la storia dica la verità e che i morti delle fosse comuni siano seppelliti come meritano, (…) perché si conceda anche a loro lo stesso trattamento riservato finora agli altri contendenti e perché lo meritano in quanto esseri umani (…).

Sullo stesso blog Mercedes Pinto scrive:

Yo creo que posicionarse en uno u otro bando para rescatar la memoria histórica también es un error. La guerra siempre la gana un bando, pero la perpetran dos. Hubo muertos en los dos lados (una de mis tías abuelas fue quemada en un convento, su padre murió en Paracuellos y el hermano de su madre a manos del ejército de Franco. ¿No es una locura?) (…)

Credo che sia un errore schierarsi da una parte o dall'altra per riscattare la memoria storica. La guerra è sempre vinta da una parte ma è combattuta da entrambe. Ci sono stati morti da entrambi i lati (una delle mie prozie è stata bruciata nel suo convento, suo padre è morto a Paracuellos e il fratello di sua madre per mano dell'esercito di Franco. Non è una pazzia?) (…)

La giornalista Olga Rodríguez (@olgarodriguezfr) commenta su Twitter:

@olgarodriguezfr: A quienes se niegan a condenar el franquismo: Las heridas solo cicatrizan cuando se las trata. Por eso la impunidad marca tanto este país…

@olgarodriguezfr: A tutti coloro che si rifiutano di condannare il franchismo: le ferite si cicatrizzano solo quando le si cura. Per questo l'impunità segna così tanto questo Paese…

Viñeta de El Roto publicada en la web de la Federación Estatal de Foros por la Memoria.

«La memoria storica la compensiamo con l'Alzheimer giuridico». Vignetta di El Roto pubblicata sul sito della Federazione Statale dei Forum per la Memoria.

Lo scorso 26 maggio è stata presentata da più di 40 associazioni per la memoria storica e alcune note personalità una piattaforma per la creazione di una commissione che stabilisca la verità e “costruisca la memoria delle vittime, a complemento della memoria ufficiale e chiuda così, una volta per tutte, le ferite ancora aperte”. Secondo il sito periodismohumano:

La Plataforma [por la Comisión de la Verdad] piensa llevar el asunto ante las instituciones internacionales como el Tribunal de Derechos Humanos y Estrasburgo. También al Parlamento Europeo pero con la finalidad de que lo que se apruebe en Europa, tenga legalidad en España

La piattaforma vuole portare avanti le sue richieste presso le istituzioni internazionali come la Corte europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo. Un altro organo internazionale a cui sottoporre la questione potrebbe essere il Parlamento Europeo, a condizione, però, che le decisioni prese in Europa abbiano valore anche in Spagna.

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