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Uruguay: a un passo dalla legalizzazione della marijuana

In Uruguay, la Camera dei Deputati ha approvato un disegno di legge per la legalizzazione e produzione della marijuana, così come la sua distribuzione e vendita. Se la legge venisse approvata dal Senato e dal Presidente José Muijica [it], l'Uruguay diverrebbe il primo Paese al mondo a legalizzarla.

Secondo la Camera, “al governo sarà permesso vendere marijuana”, come riportato sul sito BBC News [en, come i link successivi eccetto ove diversamente indicato] del 1° agosto scorso:

Lo Stato assumerebbe “Il controllo e la regolarizzazione di tutti i processi coinvolti: importazione, esportazione, piantagione, coltivazione, raccolta, produzione, acquisizione, stoccaggio, commercializzazione e distribuzione del cannabis e dei suoi derivati”.

I consumatori dovrebbero essere maggiorenni e verrebbero registrati in un database. Potrebbero acquistare al massimo 40gr. di marijuana al mese presso farmacie in possesso di una particolare licenza o coltivarla in casa fino ad un limite di sei piante.

Tuttavia la legge ha suscitato una “forte opposizione” come riportato in un articolo del The Economist intitolato “The Experiment“:

Un'indagine del mese scorso ha rilevato che il 63% della popolazione è contro la nuova legge e gli oppositori sostengono che il numero è destinato a salire. I sostenitori, invece, dichiarano che la proibizione della droga ha causato molti più problemi, tra cui il crimine organizzato e il suo utilizzo clandestino, della droga stessa.

Sempre The Economist ha pubblicato un articolo che spiega la legge.

Il dibattito è iniziato lo scorso anno, quando il governo uruguayano ha rivelato di voler controllare le vendite della droga, ed è continuato online, con cittadini e opinionisti nazionali e non che hanno considerato le possibili implicazioni della legalizzazione.

Photo shared by @CannabisMagazin on Twitter.

Photo condivisa da @CannabisMagazin via Twitter.

Su Twitter, Seba Sánchez (@SebaSanchezuy) [es] ha menzionato le recenti misure prese dai legislatori uruguayani riguardo il tema dell’aborto e dei matrimoni tra omosessuali:

Ti ricordo che sei parte di un momento unico. Leggi sull'aborto, matrimoni gay e marijuana. Succede qui.

— Seba Sánchez (@SebaSanchezuy) 5 agosto 2013

Dall'altra parte, Alejandro Figueredo (@afigue2010) [es], contrario alla proposta di legge, risponde:

Si dovrebbe evidenziare il comportamento di quelli che hanno fatto pressioni e votato la legge sulla droga. Si curano veramente poco dell'opinione della gente.

Carlos Aloisio nel blog Razones y personas: repensando Uruguay [es], ha scritto che la regolamentazione della marijuana è “una soluzione e non una panacea [it]”. Carlos ha analizzato il dibattito nazionale riguardo la legge spiegando  [es] che molti connazionali non sono a favore perché “ci metterebbe nella scomoda situazione di scegliere tra due mali”.

Por un lado, esto implica aceptar que tenemos un problema, y que estamos en la peor situación. Por otra parte, también implica reconocer que la regulación es una solución, pero está muy lejos de ser una panacea. La literatura internacional sobre el tema reconoce la ausencia de soluciones o recetas universales al problema, y admite de hecho que no hay diseños óptimos. La solución para Uruguay será algo que iremos descubriendo juntos a medida que ganemos conocimiento y experiencia en el problema. Pero, para hacer esta búsqueda posible, el primer paso es regular.

Da una parte, questo significa che dobbiamo accettare di avere un problema e che ci troviamo nella peggiore situazione, ma d'altra parte, significa anche riconoscere che la regolamentazione è una soluzione ma lungi da essere una panacea. La letteratura internazionale riconosce la mancanza di rimedi riguardo il problema, e ammette che non esistono prospettive ottimali. La soluzione per l'Uruguay sarà qualcosa che scopriremo insieme man mano che acquisiamo conoscenze ed esperienze sul problema, ma per rendere possibile questa ricerca, il primo passo è la regolamentazione.

In Asuntos del Sur [“Affari del Sud, es], l'analista cileno Eduardo Vargas esprime la sua opinione riguardo il progetto di legge e ciò che significa la legalizzazione nella regione, concludendo che [es]:

El desafío para Uruguay es grande. Ser pionero no es fácil. Sin embargo, el éxito de esta política también depende del resto de América Latina. Urge que el resto de países inicien revisiones profundas a sus leyes de drogas y tomando la experiencia uruguaya, junto con la de los estados de Colorado y Washington, finalmente piensen, diseñen y ejecuten políticas de drogas más humanas, serias y responsables. Es el momento para que nuestra región se sume a la visión y pragmatismo que llevará al país de Pepe Mujica a liderar con responsabilidad, con una regulación responsable.

Per l'Uruguay la sfida è notevole. Essere pionieri non è facile. Tuttavia, il successo di questa politica dipende anche dal resto dell'America Latina. C'è necessità che gli altri Paesi inizino ad aggiornare profondamente le proprie leggi sulla droga e prendendo in considerazione l'esempio uruguayano, come anche gli Stati del Colorado e di Washington, pensino, progettino e eseguano politiche più umane, serie e responsabili riguardo le droghe. È il momento che la nostra regione partecipi alla visione e al pragmatismo che porterà il Paese di Pepe Mujica ad essere guidato responsabilmente, con responsabili regolamentazioni.

1 commento

  • Gennady Lapardin

    povera germania, perchè ti sei unita 150 anni fa e riunita venti anni fa? come conseguenza hai scatenato due guerre mondiali, e dopo due sconfitte hai portato gli studenti partigiani all’Europa, i drogati all’America Latina e i gay a tutto il mondo.
    e lo chiami sviluppo umano!
    è la retorica da l’aushwitz.

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