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Costa d'Avorio: come l'Africa francofona influenza la lingua francese

Il sito d'informazione Afrik.com [fr, come gli altri link salvo diversa indicazione] ha pubblicato un articolo riguardo l'influenza dell'argot africano sulla lingua francese, e secondo cui il cosiddetto verlan [it] non è più soltanto la lingua preferita dei rapper:

 Certes depuis longtemps certains mots comme « salam alaykum, hamdu’llah… » étaient compris par tout le monde, bien qu’ils ne fassent pas partie de la langue française, de nos jours on assiste à une nouvelle vague de mots d’origines africaines (noir et Maghreb) entre autres, qui passent crème (qui s’adaptent) à la langue parlée par beaucoup de jeunes, qu’ils soient originaires d’Afrique ou d’Europe … Aussi étonnant que cela puisse paraître, cet « enrichissement » trouve sa source dans le « bzèze » (sein) des mères. Car la plupart intègrent des mots parlés dans la langue maternelle des parents.

Certamente da molto tempo certe parole come “salam alaykum, hamdu'llah” sono comprensibili per tutti, sebbene non facciano parte della lingua francese. Attualmente assistiamo a una nuova ondata di parole di origine africana (Nera e del Maghreb) tra le altre che diventano crema (che si adattano), alla lingua parlata da molti giovani, originari dell'Africa o dell'Europa…Per quanto possa sembrare sorprendente, questo “arricchimento” affonda le sue radici nelle “bzèzè”, i seni delle madri. Perché la maggior parte delle persone comincia a integrare parole provenienti dalla lingua madre dei propri genitori.

Gli Ivoriani hanno forgiato un argot (dialetto) chiamato Nouchi. Nel suo blog, Behem scrive nel post Top 10 des expressions Nouchi les plus usuelles (Le 10 espressioni Nouchi più comuni):

 Né dans les années 80, c’est un langage familier particulier qui se base sur la langue française en intégrant la multiplicité de langues vernaculaires disponibles dans notre pays. Les jeunes abidjanais mal scolarisés ne maitrisant pas bien le français ont dû coder une langue qui intégrait leurs différents patois. Cette langue était collée à l’image des délinquants. Son étymologie pourrait bien l’expliquer. «Nou», en Malinké, ethnie du Nord de la Côte d’Ivoire signifie «le nez», tandis que «chi» veut dire poil. Cela donne en un mot, «poil de nez» donc «moustache» pour désigner le voyou de qui tout le monde a peur. Aujourd’hui encore un Nouchi signifie à Abidjan, un voyou.

Longtemps restée l’apanage des enfants de la rue, la langue Nouchi a réussi à étendre son influence, à telle enseigne qu’aujourd’hui elle est parlée par toutes les franges de la population. Le Président de la République lui-même ne faisant pas exception. Elle a également su s’exporter grâce au Zouglou, musique ivoirienne par excellence, et ainsi gagner le monde entier.

Nato negli anni 80, è un particolare linguaggio familiare, che si basa sulla lingua francese, integrando la molteplicità delle lingue vernacolari disponibili nel nostro paese. I giovani abidjiani scarsamente scolarizzati, non padroneggiando bene il francese hanno dovuto codificare una lingua che incorporasse i loro differenti patois. Questa lingua è stata associata all'immaginario della delinquenza. La sua etimologia lo spiega facilmente: “nou” in Malinké, etnia del Nord della Costa d'Avorio, significa “naso”, mentre “chi” vuol dire “pelo”. Il risultato in una parola è “pelo di naso”, quindi “baffo”, che designa il “bullo” di cui hanno tutti paura. Ancora oggi a Abidjan Nouchi significa delinquentello.

Rimasta a lungo confinata tra i ragazzi di strada, la lingua Nouchi è riuscita a espandere la sua influenza a tal punto che oggi è parlata da tutti gli strati della popolazione.
Il Presidente della Repubblica stesso non fa eccezione. Inoltre, il Nouchi ha conosciuto una grande diffusione grazie allo Zouglou, la musica tipica della Costa d'Avorio, conquistando così il mondo intero.

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