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Ecuador: donne in marcia per difendere l'Amazzonia

La decisione [es, come tutti i link successivi salvo diversa indicazione] del presidente dell'Ecuador di sospendere il piano ambientale Yasuní ITT [en] continua a generare mobilitazioni [en] e iniziative di protesta da parte della società civile e degli attivisti per la difesa della foresta amazzonica. Questa volta, sono state le donne a capo delle varie comunità di Pastaza [en] a organizzare e lanciare la “Mobilitazione per la Vita”.

Il comunicato stampa degli organizzatori della manifestazione, pubblicato sul blog Organizzazione della Comunità Giovanile Amazzonica (Organización Juvenil Comuna Amazónica), afferma – tra le altre cose:

Hoy somos las mujeres quienes tomamos la posta en esta lucha como dadoras de vida. Somos las abuelas, madres, hijas y hermanas quienes hemos decidido salir en defensa de la vida por la femineidad que nos conecta con la fuente primordial de la existencia humana. Nosotras, desde las bases, buscamos revivir el vínculo fundamental que nos une a este vasto organismo vivo y cuyo ultraje solo ha creado situaciones de miseria para quienes vivimos en la selva.

Oggi siamo noi donne, in quanto creatrici di vita, che guidiamo questa battaglia. Siamo noi, le nonne, le madri, le figlie e le sorelle che abbiamo deciso di ergerci a difesa della vita per la femminilità che ci connette con la fonte primordiale dell'esistenza umana. Siamo noi donne che dalla base cerchiamo di far rivivere il legame fondamentale che ci unisce a questo grande organismo vivente, che viene sistematicamente attaccato tanto da provocare situazioni di miseria per coloro che vivono nella foresta pluviale.

Prima della mobilitazione, l'11 e il 12 di ottobre, si era tenuto, nel quartiere di Fátima a Puyo, il raduno “Veglia delle Donne per la Vita”, con lo scopo di discutere, tra le altre cose, la proposta di marcia verso la città di Quito.

Questa la dichiarazione rilasciata al termine dell'assemblea:

1. Nosotras las mujeres de las nacionalidades amazónicas nos declaramos en movilización hacia la ciudad de Quito en oposición a la explotación petrolera y demás formas extractivistas, por ser atentatorio contra toda forma de vida en nuestra región y en defensa de la vida, de nuestros territorios y de nuestros derechos.

2. Exigimos al Gobierno Nacional la no ampliación de la frontera petrolera, en el marco de la XI ronda petrolera (Ronda petrolera Centro Sur), la expansión del bloque 10, la concesión inconstitucional de los bloques 28, 78 y 86, a la empresa estatal Petroamazonas ni la explotación del parque nacional Yasuni (bloques 43 y 31).

1. Noi, donne delle comunità amazzoniche, dichiariamo una marcia verso la città di Quito, contro lo sfruttamento petrolifero e altre forme estrattive che rappresentano un attentato ad ogni forma di vita nella nostra regione, e in difesa della vita, dei nostri territori e dei nostri diritti.

2. Domandiamo che il governo nazionale non approvi l'allargamento della frontiera petrolifera, nel contesto dell'undicesimo Oil Round (Oil Round Centro Sur), nonché l'espansione del blocco 10 e la concessione inconstituzionale dei blocchi 28, 78 e 86 alla compagnia petrolifera statale Petroamazonas, né tantomeno lo sfruttamento del parco nazionale Yasuní (blocchi 43 e 31).

Il Collettivo Huangana, “un canale di automobilitazione delle donne amazzoniche in Ecuador in difesa dei loro territori ancestrali e contro ogni sfruttamento” ha creato il seguente video:

La manifestazione è iniziata domenica 12 ottobre, partendo dalla città di Luyo fino ad arrivare nella notte dello stesso giorno a Tungurahua. Lunedì, le circa cento donne in marcia, sono arrivate nella città di Ambato e successivamente a Latacunga.

Da ultimo, la mattina di mercoledì 16 ottobre, la marcia ha raggiunto la capitale, Quito, cominciando il proprio percorso dalla località di Guajaló, nel sud della città, e terminando a Arbolito Park, nella parte nord.

Su Twitter, l'account @Yasunidos , è stato tra i più attivi a fornire aggiornamenti sulla marcia:

[Foto: “Marcia con noi il 16 ottobre Guajaló Bridge: ore 8:00 Arbolito Park: ore 12:00”]
#MujeresPorLaAmazonia (Donne per l'Amazzonia), per le vostre case, per le vostre vite, per lo Yasuní: ricevetele a braccia aperte!!!

Per parte sua, Felipe Bucaram ha fatto un paragone con la recente qualificazione dell'Ecuador per i prossimi mondiali di calcio:

Il movimento Donne Per l'Amazzonia arriverà questa mattina a Quito per difendere la propria terra! Questo mi rende molto più orgoglioso di una qualificazione [ai mondiali di calcio].

Svariati utenti hanno inviato su Twitter le foto della marcia di mercoledì:

Tra pochi minuti inizierà la conferenza stampa sulla mobilitazione delle donne dell'Amazzonia in difesa della vita

[Foto: “Solo noi, le DONNE della FORESTA AMAZZONICA, conosciamo davvero la vita nella foresta – BASTA ALLO SFRUTTAMENTO PETROLIFERO!”]

L'atmosfera sul ponte Guajaló

Guardate questi volti, di donne coraggiose, Sarayacu, che mi rappresentano

Condividiamo con voi questa immagine: le donne dell'Amazzonia iniziano la loro marcia.

“Abbiamo chicha, abbiamo il mais, fuori le compagnie petrolifere dal nostro paesePAESE”, gridano le Donne Per l'Amazzonia

Le Donne Per l'Amazzonia avanzano verso il Parco Arbolito

“Non possiamo non sostenere le nostre donne… Sono le protagoniste di questa marcia.”

Anche donne delle città vicine si sono unite alla marcia:

Così andiamo avanti combattendo, nascendo, crescendo nella lotta!

Nonostante uno degli obiettivi principali della marcia fosse quello di ottenere un colloquio con il presidente ecuadoriano Rafael Correa e i rappresentanti della assemblea nazionale per lasciare loro il manifesto della protesta, al momento non si hanno notizie in merito ad un eventuale colloquio.

Alcuni media hanno riportato che la marcia ha ostacolato il traffico automobilistico in varie parti della città.

Altre foto della marcia sono presenti in questo set su Facebook, mentre gli aggiornamenti in tempo reale si possono trovare su Twitter contrassegnati dall'hashtag #MujeresPorLaAmazonia.

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