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Gambia: il paese si ritira dal Commonwealth britannico considerato “estensione del colonialismo”

Il presidente del Gambia Yahya Jammeh si rivolge alla Assemblea generale delle Nazioni Unite il 24 settembre 2013. UN photo by Erin Siegal. Used under Creative Commons license BY-NC-ND 2.0.

Il presidente del Gambia Yahya Jammeh si rivolge alla Assemblea generale delle Nazioni Unite il 24 settembre 2013. Durante il suo discorso ha condannato l'omosessualità, definendola una delle “più grandi minacce all'esistenza umana”. Foto ONU di Erin Siegal. Utilizzata su licenza di Creative Commons BY-NC-ND 2.0.

Il Gambia, un piccolo stato dell'Africa Occidentale, ha annunciato alla televisione di stato che uscirà dal Commonwealth delle Nazioni, un'organizzazione formata da 54 Paesi, per lo più colonie dell'Impero Britannico.

In un comunicato rilasciato mercoledì 2 ottobre 2013 si afferma che “il governo ha ritirato la sua adesione al Commonwealth britannico e ha deciso che il Gambia non sarà più membro di nessun'altra istituzione neocoloniale o prenderà parte a qualsiasi altro organo che rappresenti un estensione del colonialismo”.

Il governo non ha menzionato altre ragioni, ma le relazioni tra Gambia e Regno Unito nel 2013 sono state burrascose. Ad aprile, il Rapporto annuale sui Diritti umani e Democrazia [en, come gli altri link] del Foreign Office britannico ha denunciato il mancato rispetto dei diritti umani sotto la presidenza di Yahya Jammeh, evidenziando violazioni come custodie cautelari illegali e chiusura di testate giornalistiche, oltre alla discriminazione nei confronti delle minoranze. La risposta del Paese al rapporto è stata dura: “La Gran Bretagna non ha l'autorità morale per fissare standard di rettitudine e democrazia nei confronti di qualsiasi ex colonia africana”.

Dopo che il Gambia ha annunciato la decisione di ritirare la sua adesione all'organizzazione internazionale guidata dalla regina Elisabetta II, i netizen di tutto il mondo hanno espresso pareri contrastanti.

Mathew Jallow, un giornalista gambiano in esilio, considera questa una buona mossa per pubblicizzare la “stupidità” del presidente Jammeh. Jammeh, salito al potere nel 1994 con un colpo di stato, per anni ha attirato su di sé l'ira di tutto il mondo a causa del suo governo repressivo, caratterizzato da esecuzioni, limitazione della libertà di stampa e di espressione, persecuzione degli omosessuali e repressione tirannica dei dissidenti politici:

Ogni cosa ha il suo lato positivo. L'uscita del Gambia dal Commonwealth da parte di Yahya Jammeh è pubblicità negativa che vale un anno di cronaca giornalistica. Ora il mondo intero parlerà di questa uscita e tutti gli stati membri del Commonwealth, inclusi gli Stati Uniti, vedranno confermati i loro dubbi riguardo alle nostre rivendicazioni. Questo è quello che fanno sempre i dittatori. Diventano artefici della propria caduta mentre tentano di rafforzare il proprio potere, barricandosi nel loro mondo di carta. Grazie Yahya Jammeh. Tutti i nostri sforzi non avrebbero potuto pubblicizzare meglio la tua stupidità.

In un commento su Facebook, il giornalista gambiano Sainey MK Marena ha analizzato la situazione (post pubblicato previa autorizzazione):

L'uscita del Gambia dal Commonwealth ha attirato l'interesse delle testate internazionali. La domanda da un miliardo di dollari è: perché noi stiamo ritirando la nostra adesione quando Paesi come il Mozambico o altri sono impazienti di entrare a far parte di questa organizzazione mondiale? Il Gambia, come è successo in passato, continua a trarre beneficio dal Commonwealth in diversi settori, come l'educazione o lo sport, e recentemente lo stesso Commonwealth ha proposto la formazione di una Commissione Nazionale per i Diritti Umani. Quello che voglio dire è che il Gambia, come ogni altra nazione, ha il diritto di uscire da qualsiasi associazione o organizzazione, ma ciò dovrebbe essere dettato da ragioni credibili e genuine. Nel 2003 lo Zimbabwe, sotto Mugabe, è uscito dal Commonwealth per ragioni note solo a loro, tuttavia le nazioni più piccole dell'Africa continentale dovrebbero avere un approccio differente.

Invece Sefa-Nyarko Clement sembra non essere d'accordo, e su facebook scrive:

Bella mossa, Gambia. Anche se non condivido le esecuzioni sommarie e la linea politica dispotica di Baba Jammeh, sostengo l'uscita del Paese dal Commonwealth. Infatti, il Commonwealth delle Nazioni non è più di nessuna utilità.

Su Twitter, l'utente Abdou ‏(@abs2ray) ha criticato il comportamento del presidente:

In linea di principio non sono contro l'uscita del Gambia dal Commonwealth ma, come sempre, Yaya si sta comportando ancora un volta irregolarmente.

Mentre la discussione sull'ultimo caos diplomatico scatenato da Jammeh continua, non è chiaro che vantaggio trarrà la nazione, sempre più povera, dall'uscita dal Commonwealth.

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