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Giappone: 92 Paesi firmano Convenzione contro l'avvelenamento da mercurio

Dopo più di 50 anni da quando gli abitanti di Minamata in Giappone subirono una pandemia di avvelenamento da mercurio per aver mangiato il pescato locale contaminato da acque reflue altamente tossiche, 92 paesi hanno firmato un trattato delle Nazioni Unite [en, come gli altri link eccetto ove diversamente indicato] atto ad impedire che una simile tragedia possa ripetersi.

La Convenzione di Minamata sul Mercurio, uno strumento sul mercurio vincolante a livello mondiale, è stata adottata a Minamata in Giappone durante il convegno tenutosi dal 7 all'11 ottobre scorsi.

Il trattato prende il nome dalla città di Minamata i cui residenti hanno subito l'avvelenamento da mercurio a partire dagli anni '50 del secolo scorso. Nella versione online del giornale Environmental Health Perspectives, la giornalista scientifica e ambientale Rebecca Kessler spiega la storia delle vittime della “malattia di Minamata” [it]:

Nel luglio del 1956, in un villaggio di pescatori situato nei pressi della città di Minamata sul mare giapponese di Shiranui nacque una bimba di nome Shinobu Sakamoto. I genitori ben presto capirono che qualcosa non andava. A 3 mesi Sakamoto non riusciva ad alzare la testolina, quando i neonati in forma già lo fanno. Crebbe lentamente e iniziò a gattonare insolitamente tardi. All'età di 3 anni sbavava eccessivamente e non camminava ancora. I genitori la portarono all'ospedale locale dove passò quattro anni in terapia per imparare a camminare, usare le mani e svolgere altre attività basilari. Agli inizi diversi medici si dissero d'accordo nel diagnosticare una paralisi cerebrale.

Tuttavia non c'erano indizi che la condizione di Sakamoto potesse far parte di qualcosa di molto più grande. Alcuni anni prima della sua nascita avevano iniziato a venire a galla nella Baia di Minamata pesci e altre creature marine morte. Gli uccelli marini perdevano l'abilità di volare. Ed i gatti morivano uno dopo l'altro, molti a causa di convulsioni che i locali chiamavano “male ballerino.” Poi, due mesi prima della nascita di Sakamoto, per la prima volta si parlò della pandemia di una malattia neurologica sconosciuta fra le famiglie di pescatori della zona. Alla sorella più grande di Sakamoto, Mayumi, e a diversi vicini della famiglia fu diagnosticata una sindrome misteriosa la cui causa venne attribuita al pescato contaminato. Nel 1957 gli scienziati diedero un nome alla sindrome: malattia di Minamata.

Quella neonata, Shinobu Sakamoto, ora è il leader del Gruppo delle Vittime della Malattia di Minamata. Oltre alla conferenza diplomatica in occasione dell'accordo di Minamata, anche ONG internazionali e gruppi di cittadini si sono incontrati e scambiato informazioni. La Rete Internazionale per l'Eliminazione degli Inquinanti Organici Persistenti (IPEN), l'8 ottobre 2013 ha copresentato un simposio con Citizens Against Chemicals Pollution [jp] (CACP – Cittadini contro l'Inquinamento Chimico) illustrando la loro Dichiarazione di Minamata sui Metalli Tossici con l'intervento di Shinobu. 

Simposio Internazionale di Minamata

Il leader del Gruppo delle Vittime della Malattia di Minamata Shinobu Sakamoto tiene la dichiarazione presentata dalla Rete Internazionale per l'Eliminazione degli Inquinanti Organici Persistenti (IPEN)
Fotografia scattata da Minori OKUDA

Il consulente scientifico e tecnico più esperto di IPEN, Joe DiGangi, ha così affermato:

Il Trattato sul Mercurio è collegato in modo particolare a Minamata perché specificatamente fa appello ai governi di tutto il mondo perché imparino e mettano in pratica la lezione che la tragedia di Minamata ci ha lasciato per impedire l'inquinamento da mercurio in futuro. Purtroppo la tragedia originaria non ha ancora trovato una soluzione.

Il nome Minamata porta con sé una responsabilità speciale – ed un'opportunità a farsi parte attiva affinché il nome Minamata non sia associato soltanto alla tragedia, ma diventi un modello positivo da seguire per risolvere il peggiore caso a livello mondiale di inquinamento da mercurio di massa.

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