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Italia: naufragio a Lampedusa riapre il problema dell'immigrazione

“Nufragio dei migranti a Lampedusa” – vignetta del fumettista e attivista Carlos Latuff sul sito Opera Mundi

La sera del 9 ottobre 2013, cinque giorni dopo il naufragio al largo di Lampedusa dove hanno perso la vita più di 300 persone, una commissione del Senato ha votato a favore della depenalizzazione del reato di clandestinità, previsto dalla legge Bossi-Fini. Sul suo blog, Fabio Sabatini aveva attaccato il provvedimento, definendolo:

“[..] una legge che ammette i respingimenti al paese di origine in base ad accordi con stati in cui la detenzione e la tortura per motivi politici sono all’ordine del giorno. Che attribuisce pregiudizialmente al migrante irregolare la responsabilità di un reato, e che prevede quindi il reato di favoreggiamento per chiunque porti in Italia dei migranti senza visto. Col risultato poco lusinghiero di costringere gli immigrati a buttarsi in mare nel tentativo disperato di raggiungere la riva a nuoto, o di creare le condizioni per l’incriminazione di quei pescherecci che salvano i naufraghi da morte certa.”

La modifica della legge arriva al termine della giornata che ha visto la presenza del presidente della Commissione europea, Manuel Barroso, e del primo ministro del governo italiano, Enrico Letta, entrambi in visita a Lampedusa, dove sono stati duramente contestati dai residenti, che li hanno accolti al grido di “vergogna” e “assassini”. L'utente Twitter @Iddio risponde:

In molti pensano che la completa abolizione della legge Bossi-Fini, che dal 2009 ha criminalizzato l’immigrazione irregolare, sia un primo passo per lavorare a norme più rispettose dei diritti civili: la campagna di Repubblica per la sua abolizione ha raccolto in poco tempo più di 100 mila firme.

Il 2013 dovrebbe essere l’anno europeo della cittadinanza. È legittimo chiedersi quali possano essere i percorsi di inclusione anche per coloro che stanno ai margini e provare a mettere in discussione uno status quo che rischia di escludere molti.

Su Twitter l’hashtag #bossifini dà voce ai diversi punti di vista sull’abolizione della legge:

Ai morti in mare sono stati concessi gli onori dei funerali di stato, ma solo l’abolizione del reato di clandestinità ha evitato che i sopravvisuti fossero incriminati. Alcuni dei superstiti hanno dichiarato di non avere ricevuto soccorso da tre pescherecci, ma il vicepremier Angelino Alfano ha replicato che non erano stati visti. Secondo il blogdieles, la verità è un’altra:

[..] Angelino Alfano non può non sapere che la Bossi-Fini PROIBISCE DI PRESTARE SOCCORSO AI BARCONI. La pena è fino a 15 anni di galera (reato di favoreggiamento dei clandestini o dello sbarco di clandestini) !! Si, avete letto bene. Quella legge proibisce di prestare soccorso ai migranti che sono in difficoltà in mare. Le vite umane? NON VALGONO UN CAZZO. Quello che valeva, per il legislatore, era tenere in piedi il governo facendo un regalone agli alleati leghisti!

La terribile tragedia di barconi rovesciati non accenna ad arrestarsi: la sera dell’11 ottobre un altro naufragio ha provocato la morte di 50 persone: la scorsa estate, i morti a pochi metri dal mare erano stati allineati sulla spiaggia in mezzo agli ombrelloni dei villeggianti.

Sono 250 mila i morti inghiottiti dal mare Mediteranneo negli ultimi 20 anni, e si è trattato soprattutto di migranti diretti verso Lampedusa secondo Jose’ Angel Oropeza, Direttore dell'Ufficio di Coordinamento per il Mediterraneo dell‘OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni), che sottolinea come sia necessario intervenire nei paesi di transito come la Libia, per evitare che l’unica possibilità per raggiungere l’Europa sia rischiare la vita in mare.

Il Consiglio europeo, su proposta della Commissaria Cecilia Malmstrom, a seguito della tragedia, ha deciso di rafforzare il programma Frontex [en], per sostenere la lotta alla “criminalità e all’immigrazione clandestina”. Un articolo sul sito “Sbilanciamoci” critica però le attività dell’agenzia:

In sintesi: le attività di sorveglianza e controllo delle frontiere esterne svolte da Frontex hanno come priorità quella di impedire l’arrivo dei migranti irregolari in Europa e sembrano lasciare in secondo piano le attività di pronto soccorso in mare. […] Frontex è una vera e propria macchina da guerra contro i migranti ed è scandaloso che il suo rafforzamento venga riproposto oggi a seguito della strage di Lampedusa del 4 ottobre.

Andrea Segre, regista di vari documentari sulla condizione dei migranti in Italia, tra cui Sangue Verde e Mare chiuso, sottolinea come le politiche di contrasto all’immigrazione clandestina basate su operazioni militari non possono funzionare e propone:

Si ma allora? Come si fa?

Si spostano i finanziamenti dal contrasto all'immigrazione illegale alla creazione di canali di emigrazione legale.

Si creano servizi e agenzie che danno informazioni su come e dove emigrare o su come e dove fuggire.

Ma così vengono tutti qui?

Non è vero.

La maggior parte di chi deve scappare da regimi e guerre, cerca rifugio vicino casa per sperare di tornarci quando le guerre finiscono o i regimi cadono.

Lampedusa  – estremo avamposto dell’Italia nel Mediterraneo – è  un’isola di 20 mq che ospita circa 6 mila abitanti con un economia basata sulla  pesca e sul  turismo, ma che  da alcuni anni ha fronteggiato spesso nell’indifferenza l’emergenza degli sbarchi e dei morti. I cittadini lampedusani hanno dato grande prova di ospitalità pagando un prezzo altissimo con il crollo delle presenze turistiche. Inevitabile che la popolazione sia stremata: nel video alcuni cittadini denunciano situazioni di convivenza dfficile, furti ed aggressioni.

Fabrizio Gatti, giornalista dell’Espresso, settimanale di politica, che ha provato sulla propria pelle nel 2005 l’esperienza di naufrago ed è stato soccorso da un abitante dell’isola,  ha lanciato una campagna per candidare Lampedusa al Nobel per la pace che ha raccolto più di 50 mila firme. Non manca tuttavia un’amara riflessione sul tema, dal blog “diecieventicinque”:

 La proposta di assegnare un premio del genere a Lampedusa è carica degli stessi sentimenti positivi e genuini che avevano mosso i promotori del premio per l’Africa, ed è già a rischio di subire la stessa strumentalizzazione politica. […] Condannare moralmente chi opera male sarebbe a quel punto altrettanto corretto.

Inutile nascondere che l’abolizione della legge Bossi-Fini non fermerà gli sbarchi di persone disperate: per questo è fondamentale un canale umanitario verso l’Europa e per un diritto d’asilo europeo, come proposto dall’appello del progetto Melting Pot:

Alle Istituzioni italiane, ai Presidenti delle Camere, ai Ministri della Repubblica, chiediamo di farsi immediatamente carico di questa richiesta.

Alle Istituzioni europee di mettersi immediatamente al lavoro per rendere operativo un canale umanitario verso l’Europa.

Alle Associazioni tutte, alle organizzazioni umanitarie, ai collettivi ed ai comitati, rivolgiamo l’invito di mobilitarsi in queste prossime ore ed in futuro per affermare IL DIRITTO D’ASILO EUROPEO.

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