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Arabia Saudita: posti di blocco, fermi ed inseguimenti nel ‘Giorno delle donne al volante’

Durante la protesta del 26 ottobre, contro il divieto governativo di guida per le donne [it],sono stati istituiti dei posti di blocco in tutte le principali città, per controllare che si mettessero alla guida solo gli uomini. Il Ministero degli Interni saudita, da quando è stata lanciata la campagna, non ha ancora chiarito la sua posizione: per molto tempo la responsabilità di tale divieto sarebbe stata attribuita alla “società”. Le numerose campagne sorte per chiedere di cancellare il divieto governativo, però, dimostrano il contrario.

Il 25 ottobre, un funzionario del Ministero degli Interni ha telefonato alle attiviste per dissuaderle dal partecipare alla campagna. Il giornale al-Hayat riporta [ar, come tutti i link successivi]:

أكد المتحدث الرسمي لوزارة الداخلية اللواء منصور التركي لـ«الحياة» أنه وفقاً لما سبق الإعلان عنه في شأن ما يثار حول قيادة المرأة السيارة واستناداً إلى نتائج المتابعة الأمنية، أجرت الجهات الأمنية المختصة اتصالات بمن ظهرت منهن بوادر تحريض أو مشاركة في شأن المبادرة – التي حددت غداً السبت موعداً لانطلاقها – لافتاً إلى أنه تم اشعارهن بأنه لا تهاون في تطبيق النظام متى ما ارتكبت المخالفات.

Il portavoce ufficiale del Ministero degli Interni, il generale Mansour al-Turki, ha confermato a al-Hayat che, in sintonia con i precedenti annunci riguardo le donne che guidano la macchina e basandosi sui risultati delle indagini, gli organi di sicurezza dello stato hanno contattato chi [fra le attiviste] avesse intrapreso atti di istigazione, o associazione ad essa, nella data fissata per domani, sabato [26 ottobre]. Ha inoltre sottolineato che sono state avvisate che, in caso di violazione, sarebbe stata applicata senza esitazioni la normativa in vigore.

Alcune donne hanno riferito di essere state persino sorvegliate dalla polizia, come l'attivista Aziza al-Yousef:

È da stamattina che due macchine mi seguono dappertutto. Hanno persino partecipato a un funerale alla moschea Khalid.

Inoltre, per chi è stata sorpresa alla guida sono applicate delle sanzioni più severe rispetto alla norma:

La confisca della macchina per una settimana, una multa di 900 rial sauditi [circa 180 euro] e dichiarare per iscritto che non guiderà più, sono le sanzioni previste per una donna che guida. Chissà come punirebbero invece un ragazzino basso che neanche arriva al volante :)

Nonostante tutto, l'attivista Hala al-Dosari riferisce:

Hanno guidato 50 donne, e 18 sono state fermate.

Il video di May al-Suwan, che il 26 ottobre si è ripresa alla guida della macchina, è stato visualizzato più di 130.000 volte:

https://www.youtube.com/watch?v=GN0vnhPX2hc

Il giornale governativo saudita al-Riyadh ha intitolato così la sua prima pagina:

«26 أكتوبر» مر بهدوء.. وحملات التحريض باءت بالفشل

Il 26 ottobre è trascorso in tranquillità, e le campagne di istigazione sono state un fallimento.

Su Twitter, l'utente Mishari al-Ghamdi ha commentato la copertura mediatica dei giornali governativi:

La stampa che oggi distorce la campagna del 26 ottobre e attacca le concittadine alla guida, è la stessa stampa che i nostri fratelli estremisti hanno definito “liberale filo-occidentale”.

Lo storico Abulaziz al-Kheder ha commentato su Twitter gli effetti della campagna:

Chi è stata più colpita da questa campagna è… la posizione ufficiale.

Intanto, le donne saudite prevedono di rivendicare ancora il loro diritto a guidare.

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