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Bosnia: muore la neonata che aveva causato la “bebéluzione”

The day after baby Belmina's death, activists placed a black sheeth with Belmina's picture over a new monument in front of the Parliament building in Sarajevo; image courtesy of #JMBG za sve ("#JMBG for All"), used with permission.

Il giorno dopo la morte della neonata Belmina, gli attivisti hanno posto un lenzuolo nero su un nuovo monumento di fronte al palazzo del Parlamento a Sarajevo. Foto concessa da #JMBG za sve (“#JMBG per Tutti”), utilizzata con permesso.

La chiamano angelo ed eroina. Belmina Ibrišević, la bimba di sette mesi che ha dato il via alle proteste di #JMBG [it, come i link successivi salvo diversa indicazione] in Bosnia all’inizio dell’estate 2013, è morta in un ospedale tedesco martedì 15 ottobre 2013. Dopo un trattamento intensivo in Germania, dove Belmina era stata trasferita dopo avere finalmente ricevuto il suo passaporto, i genitori e i dottori hanno preso la difficile decisione di staccarla dagli apparecchi che la mantenevano in vita. La terapia di cui Belmina ha avuto bisogno quasi immediatamente dopo la nascita, a causa di una grave malattia immunitaria, non era disponibile in Bosnia, e non è stato possibile assegnare alla bimba un passaporto se non dopo molte settimane, per via del fallimento del governo bosniaco nel far passare una nuova legge sui numeri di identificazione (JMBG, sigla del numero identificativo in uso nei Paesi della ex Jugoslavia), dopo la perdita di efficacia della vecchia legge nel febbraio 2013. A giugno, come Global Voices ha riportato, in migliaia hanno marciato verso il palazzo del parlamento di Sarajevo, chiedendo che ai bambini nati dopo il febbraio 2013, e in modo particolare a quelli che necessitavano di viaggiare all’estero per terapie mediche, fosse assegnato immediatamente un numero identificativo, di modo che potessero richiedere i documenti necessari  a viaggiare a ricevere le adeguate cure mediche. Il movimento è stato soprannominato “Babylution”, in riferimento a Belmina. Nonostante il 18 luglio fosse già stato reso noto che il Parlamento della Bosnia-Erzegovina aveva fatto passare una legge temporanea sul numero identificativo nel corso di una sessione di emergenza, alcuni parlamentari hanno posto veto sull’approvazione del passaggio della legge completa. Al Jazeera Balkans il 23 luglio ha riferito [ba] che Halid Genjac del Partito d’Azione Democratica (SDA) ha “richiesto la salvaguardia di vitali interessi nazionali”, riportando irregolarità procedurali nel processo per mettere al  voto le nuove leggi proposte:

Sporni predmeti sada se upućuju Ustavnom sudu BiH, koji će po hitnom postupku ispitati da li ima nepravilnosti u postupku i da li je povređen interes Bošnjaka.[…] Ukoliko Sud zaključi suprotno, dovoljno je glasanje vladajuće većine u oba doma Parlamenta da zakoni prođu. Sljedeća sjednica Ustavnog suda zakazana je za 30. septembar i nije jasno da li će ovo pitanje biti stavljeno na dnevni red.

I punti in dubbio saranno posti all’attenzione della Corte Costituzionale della Bosnia-Erzegovina, che indagherà se ci siano state irregolarità di qualche tipo nella procedura e se l’interesse dei bosniaci sia stato leso. […] Nel caso la Corte decida che non si tratti di questo, i voti della maggioranza al potere in entrambe le camere del Parlamento saranno sufficienti a fare passare la legge. La prossima seduta della Corte Costituzionale è programmata per il 30 settembre, ma non è ancora chiaro se l’argomento rientrerà nell’ordine del giorno.

Nel frattempo, i partecipanti alle proteste di #JMBG sono stati fermati dalla polizia per essere interrogati [ba] alla fine di luglio. I social network sono sommersi [en] (ba) dalle critiche al governo bosniaco e note di condoglianze da parte dell’intera regione per la morte della neonata. In molti, come l’utente Twitter Arnesa [ba, en] dalla Bosnia, piangono [en] semplicemente la morte di un altro bambino, e si promettono di ricordare Belmina:

La piccola Belmina, la ragione delle proteste di #JMBG in Bosnia è morta.
:( Notizia molto triste, possa la sua anima riposare in pace. – Arnesa (@_arnesa_) 16 ottobre 2013.

La fan page di Facebook [ba, en], ancora attiva, dei dimostranti di#JMBG ha annunciato all’inizio di questa settimana che la decisione di spegnere le macchine che tenevano in vita Belmina era stata presa. Sulla pagina è anche riportato che i genitori di Belmina non saranno in grado di coprire i costi del trasferimento della salma a Sarajevo e che hanno chiesto donazioni per un totale di 2.500 €.

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