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Cile: la battaglia per il voto dei cittadini all'estero

Chilenos en Montreal, Canadá exigen el derecho a votar en el extranjero. Foto compartida en la página de Facebook de Haz tu Voto Volar

Cittadini cileni a Montreal, Canada, reclamano il diritto di voto dall'estero. Foto condivisa sulla pagina Facebook di “Haz tu voto volar” (Fai volare il tuo voto).

Per la sesta volta dalla fine della dittatura di Augusto Pinochet [it], i cileni all'estero non potranno votare alle elezioni presidenziali. Nonostante i successivi governi abbiano promesso di difendere questo diritto dei cittadini che per qualsiasi motivo si trovassero fuori dal Paese durante il periodo delle votazioni, e la maggior parte dei cileni appoggino tale proposta, il prossimo 17 novembre potranno votare solo i cileni presenti sul territorio nazionale.

Secondo le cifre dell'INE [es, come tutti i link salvo diversa indicazione] (l'Istituto Nazionale di Statistica Cileno) del 2005, i cileni all'estero rappresentano il 3% della popolazione totale del Paese e tra loro il 72,5% vorrebbe poter votare.

Visto che il 2013 è anno di elezioni, vari temi che erano stati accantonati sono stati ripresi. Per esempio, è toccato alla riforma del sistema binominale, alla creazione di una nuova Costituzione e al voto dei cileni residenti all'estero.

Attraverso i tag #VotoExterior (VotoEstero) e #HazTuVotoVolar (FaiVolareIlTuoVoto), il popolo cileno di Twitter ha espresso la sua idea sul tema:

Lasciar fuori dal processo democratico quasi un milione di cittadini è impensabile. Per favore RT

A cui Pilar Bustos di Rancagua risponde:

Cittadini?? Non sono più cittadini cileni…pagano tasse dall'estero?? se è così, perfetto…

L'utente René è stato più pragmatico e ha pubblicato questo avviso:

Si cerca cileno che non voglia votare, per rappresentare il voto di chi vuole votare e non può.

Chilenos y chilenas exigen voto sin condiciones desde Washington, DC, EEUU. Foto compartida en la página de Facebook de Haz tu Voto Volar.

Cittadini cileni reclamano il voto senza condizioni, da Washington DC, USA. Foto condivisa sulla pagina Facebook di Haz Tu Voto Volar (Fai Volare il Tuo Voto).

Ne El Quinto poder, la politologa Marcela Ríos ha scritto la sua opinione sulla concessione del diritto di voto ai cileni all'estero:

[…] nuestros compatriotas en el exterior llevan décadas impedidos de ejercer un derecho democrático mínimo, que por definición no requiere de condición alguna para su ejercicio, por el solo hecho de estar ausentes del territorio nacional durante el día de la votación. Nuestra democracia en general, y nuestros representantes en particular, deben asumir la palabra empeñada con ellos y con todos, y terminar de aprobar el proyecto de ley que se encuentra en discusión en el Congreso. 

[…] sono decine di anni che ai nostri compatrioti all'estero viene negato l'esercizio di un diritto democratico minimo (che per definizione non richiede alcuna condizione), per il solo fatto di essere assenti dal territorio nazionale nel giorno delle elezioni. La nostra democrazia in generale, e i nostri rappresentanti in particolare, devono farsi carico della loro responsabilitá verso di loro e verso tutti, e approvare il progetto di legge di cui si sta discutendo al Congresso.

Matías Cociña, candidato a dottore in Sociologia, va oltre la richiesta del diritto di voto nel suo articolo “Voto dall'estero e molto altro”:

[…] Debemos también exigir que la ley contemple la representación de esta enorme cantidad de chilenos en el parlamento de todos, por medio de diputados (¿y senadores?) electos por los chilenos residentes fuera del país y debidamente inscritos en los consulados […] Temas como problemas en el funcionamiento de consulados, demoras en trámites para obtener documentación importante, firmas de tratados en materia de migración, eficiencia en la provisión de beneficios a los miles de becados en el extranjero, y un largo etcétera, muy rara vez son foco de preocupación de nuestros parlamentarios. 

[…] Dobbiamo anche esigere che la legge contempli la rappresentanza di quest'enorme quantità di cileni nel parlamento di tutti, attraverso deputati (e senatori?) eletti dai cileni residenti fuori dal Paese e opportunamente iscritti nei Consolati […] Temi come i problemi nel funzionamento dei Consolati, i ritardi nelle pratiche per ottenere documenti importanti, la firma di trattati in materia di emigrazione, l'efficienza nell'erogazione di benefici ai migliaia di borsisti all'estero, e un lungo eccetera, rarissime volte sono fonte di preoccupazione per i nostri parlamentari.

D'altra parte, Gustavo Díaz, collaboratore della rivista Ballotage, ha operato una profonda analisi degli argomenti al cuore del dibattito nell'articolo “Chiavi per il dibattito sul voto dei cileni all'estero“:

Independiente de la búsqueda por beneficios electorales que siempre existe – ya sea en promoción u oposición del voto chileno en el extranjero –si es cierto que las preferencias de nuestros compatriotas están sistemáticamente sesgadas en favor de un color político, entonces mayores son los motivos para considerar su opinión, pues detrás de eso hay un patrón regular de exclusión – sea el exilio durante la dictadura o un posterior desencanto con el estado de las cosas – del que no nos estamos haciendo cargo y obliga a ciertos ciudadanos a tomar sus maletas y empezar una nueva vida en otro lugar. Si, en cambio, el voto de los expatriados no muestra ningún tinte en particular, el argumento del cálculo político no tiene ningún asidero y tampoco sirve para zanjar el tema.

Indipendentemente dalla sempre presente ricerca dei benefici elettorali – che sia a favore o contro il voto cileno all'estero – è pur vero che le preferenze dei nostri compatrioti sono influenzate da un colore politico. Quindi, maggiori sono i motivi per prendere in considerazione la loro opinione, visto che dietro c'è un modello regolare di esclusione – che sia l'esilio durante la dittatura o una successiva delusione per lo stato delle cose – del quale non ci stiamo facendo carico e che obbliga alcuni cittadini a fare le valigie ed iniziare una nuova vita da un'altra parte. Se invece il voto dei residenti all'estero non ha un colore particolare, l'argomento del calcolo politico non ha nessuna scusa e non serve per risolvere il problema.

Diaz continua:

En ambos casos es necesario profundizar la discusión respecto a los límites de la ciudadanía. Está claro que quienes dejan el país de manera temporal por estudios, trabajo, turismo o circunstancias específicas deben mantener su derecho a voto; pero la situación de aquellos con residencia permanente en el extranjero ha visto distintas respuestas alrededor del mundo.

In entrambi i casi è necessario approfondire il discorso rispetto ai limiti della cittadinanza. E’ chiaro che chi lascia il Paese temporaneamente per studio, lavoro, turismo o circostanze particolari, deve mantenere il proprio diritto al voto; ma la situazione dei residenti all'estero ha ricevuto risposte diverse dalle varie nazioni.

Cilene e cileni residenti all'estero uniti nella campagna “Fai volare il tuo Voto” hanno creato un canale di notizie su YouTube chiamato “Cileni senza voto“, con interviste, testimonianze e aggiornamenti di notizie relative alla richiesta dell'esercizio di voto all'estero.

Questo è il toccante video inaugurale della campagna:

Loreto Galindo, coordinatrice della campagna “Fai Volare il Tuo Voto”, ha pubblicato l'articolo: “Mai, stando così lontani, siamo stati così informati” sul giornale online El Dínamo, in cui spiega le ragioni della campagna e i paradigmi che cerca di rompere:

Ustedes no viven lo que vivimos nosotros. Ustedes abandonaron el país. Ustedes no pagan impuestos. Ustedes NO tienen derecho”. Estos son algunos de los comentarios, pensamientos, ideas que durante estos casi 10 meses de intensas actividades nos han escrito una minoría de chilenos residentes en el país, en contra del Voto chileno exterior. […]

En breves palabras, clarificar que nuestra lucha no se trata de que nos otorguen el derecho a voto, sino implementar el derecho que tenemos de participar como ciudadanos en el más importante acto democrático de nuestro país, consagrado en el art. 13 de nuestra Constitución vigente.

“Voi non vivete ciò che viviamo noi. Voi avete abbandonato il Paese. Voi non pagate le tasse. Voi NON avete diritti”. Questi sono solo alcuni dei commenti, dei pensieri, delle idee che durante questi quasi 10 mesi di intensa attività ci hanno scritto una minoranza di cileni residenti nel Paese, contro il voto cileno all'estero.

[…]In poche parole, vogliamo chiarire che la nostra lotta non si basa sulla concessione del diritto di voto, ma sull’implementare il diritto che abbiamo di partecipare come cittadini al più importante atto democratico del nostro Paese, consacrato nell'art. 13 della nostra Costituzione vigente.

Mentre il voto dei cileni all'estero diventa realtà, le organizzazioni Voto Cittadino e Fondazione Democrazia e Sviluppo stanno realizzando un'elezione presidenziale simbolica online, alla quale i cileni che vivono in qualsiasi parte del mondo potranno partecipare, promuovendo così la loro battaglia per il diritto al voto. Dal 10 al 17 novembre (scade alle 17.00, ora cilena) si potrà votare tramite il sito sopra citato.

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