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Corea del sud: proposta di legge per regolare i videogiochi considerati come alcol e droghe

Droghe, alcol e gioco d'azzardo. Con quelli già sotto stretto controllo, il governo sudcoreano vuole aggiungere un quarto vizio alla lista: i videogiochi online.

All'inizio di ottobre, i legislatori della Corea del Sud hanno proposto un disegno di legge [en] molto simile a quelli elaborati per droghe e alcol. Come riportato dai giornali locali, il Ministero della Salute e del Welfare ha fatto un ulteriore passo [ko, come tutti il link seguenti salvo diversa indicazione] verso tale misura, definendo il gioco online come uno dei quattro principali elementi che creano dipendenza e necessita di controllo a livello statale.

I netizen sono esplosi in aperte derisioni e critiche, e la legge proposta, com'era prevedibile, ha scatenato una dura reazione negativa da parte dei membri dell'industria videoludica, furiosi di essere considerati alla stregua degli ambienti relativi agli stupefacenti e al gioco d'azzardo.

New main image of the Korea Internet and Digital Entertainment Association's website

Nuova pagina principale dell'Associazione coreana per internet e l'intrattenimento digitale, in cui leggiamo: “Condoglianze all'industria videoludica della Repubblica di Corea”, intendendo che la decisione del governo poterà alla morte l'industria videoludica coreana. Immagine fair use.

 

L’Associazione coreana per l'Intrattenimento Digitale via Internet [en] ha postato una petizione online sul proprio sito, sostenendo che la proposta governativa segnerà la fine dell'industria videoludica coreana, che costituisce il 60% di tutto il mercato dei contenuti multimediali della nazione. In pochi giorni, ha raccolto più di 55.000 firme.

I social media coreani sono stati inondati da commenti sarcastici e beffardi nei confronti del progetto di legge, e alcuni utenti hanno detto che approfitterebbero volentieri di questo provvedimento, prendendo dei congedi per malattia:

Approvo questa novità di annoverare il gioco tra le malattie. All'ospedale della mia azienda mi verrà diagnosticata di sicuro una dipendenza dai giochi.

Una volta che l'assuefazione al gioco verrà riconosciuta come malattia, allora avrei diritto al congedo, e verrei addirittura considerato disabile! Potrei persino mettere il contrassegno per portatori di handicap nella mia macchina e usufruire degli sconti. Per il gioco varrebbe la pena!

Alcune reazioni hanno espresso forti preoccupazioni riguardo la mancanza di comprensione, da parte del governo e dei legislatori, in materia di gioco e di comportamento degli utenti:

Il motivo per cui il problema dell'assuefazione ai giochi viene ingigantito, è che molti hanno difficoltà a comprendere il concetto di “realtà virtuale”. Le persone tendono a sviluppare un timore irrazionale verso ciò che non capiscono. In realtà, penso che nessuno abbia le idee chiare su come si svilupperà l'industria del videogioco.

Diversi anni fa, le autorità hanno presentato alcune statistiche relative alla dipendenza dal gioco che, successivamente, si sono rivelate informazioni sulla dipendenza da internet. L'insieme dei dati raccolti non era valido come prova della dipendenza dai giochi online. Quello studio, inoltre, si ritiene privo di fondamento. Adesso, non provano neanche a fornire dei dati e sostengono ingiustificatamente che giocare dà dipendenza. I problemi relativi all'assuefazione al gioco non sono più un argomento per un dibattito razionale. 

Gli ultimi sviluppi sono in linea con la polemica precedente sul sistema di spegnimento forzato [en, come tutti i link seguenti salvo diversa indicazione] applicato dal Ministero coreano della Cultura, Sport e Turismo, che stabilisce un lasso di tempo determinato durante il quale i minori di 16 anni possono giocare online: un altro caso di una decisione burocratica vergognosa, criticata dagli utenti della rete in quanto immotivata e inefficace: 

Coloro che sono favorevoli all'arresto dei server hanno 4 cose in comune: 1) Non conoscono davvero i dettagli del provvedimento; 2) Non conoscono i diritti degli studenti; 3) Non comprendono le cause reali della dipendenza dal gioco; 4) Non sanno com'è strutturata l'industria dei videogiochi. (Dal momento che hanno sentito dire che le società videoludiche fanno parecchi soldi, suppongono che siano simili a delle multinazionali).

Molti netizen hanno sottolineato che le autorità non sono state in grado di vedere il quadro generale della situazione, intenzionalmente o meno:

@idgmatrix:게임 중독이란 없다. 다만 여가와 놀이 시간의 심각한 부족이 있을 뿐이다. 원인과 결과를 뒤집지 말라. 우리의 연간 근무시간은 세계 1위를 달리고 있고[…]

@idgmatrix: La dipendenza dal gioco non esiste. Quello a cui stiamo assistendo è una grave mancanza di tempo libero e di ore di svago. Non confondiamo le cause con i sintomi. Le giornate lavorative annuali della nostra nazione si classificano tra le più lunghe al mondo […]

A dire il vero, il fatto che i nostri giovani siano dipendenti dai giochi online non è una sorpresa, dati i tanti problemi emotivi che hanno; è comprensibile che, dopo aver sofferto per 12 anni a causa di un sistema educativo del ca**o, vogliano fuggire dalla realtà (attraverso il gioco)

@kinophio: 게임중독 여론은 최소한 3개 층위의 크로스다. 학부모의 지지율이 절실한 정치권, 지위의 안전과 돈줄을 확보하고픈 정부부처/민간단체, 그리고 ‘진심으로’ 게임이 미운 학부모들이다.

@kinophio: Esistono almeno tre categorie (tra i gruppi d'interesse) coinvolte nel dibattito relativo alla dipendenza dal gioco: gruppi politici alla disperata ricerca dell'appoggio dei genitori, dipartimenti statali e organizzazioni private, che vogliono difendere il proprio status e la fonte dei loro guadagni e, infine, genitori che odiano davvero il gioco.

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