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Perù: “Siamo tutti delinquenti” approvata nuova legge contro i reati informatici

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Ciò che ci stavamo chiedendo nel post precedente [es, come i link che seguono] a riguardo pochi giorni fa, si è concluso con la peggiore delle risoluzioni: il governo ha promulgato la Legge sui reati informatici senza tenere in considerazione le avvertenze fatte a riguardo da diversi specialisti di diritto e informatica. La legge 30096 è stata pubblicata nell'edizione del 22 ottobre 2013 del giornale ufficiale “El Peruano”.

Le osservazioni fatte sul progetto di legge, ormai legge, riguardano la sua redazione, troppo estesa e generale, che praticamente renderebbe chiunque violi la legge un delinquente, poichè i reati penali colpiscono i diritti fondamentali, tra cui l'accesso alla conoscenza e alla libertà d'espressione. Cose come cancellare archivi di altre persone, utilizzare una base di dati e l'etica hacker si sono trasformate in reati.

Inoltre la Legge ha imposto che tutti i fornitori di servizi Internet (ISP) rendano i propri servizi compatibili con i sistemi di intercettazione della polizia peruviana.

Negli ultimi giorni, alcuni rappresentanti del Ministero della Giustizia si sono dedicati a una campagna in difesa del progetto di legge, inviando articoli in cui spiegavano i benefici del progetto e avvertendo la popolazione riguardo ai pericoli che provocherebbe la mancata approvazione.

In un breve e rapido post a riguardo, persone appartenenti all'Organizzazione peruviana Hiperderecho commenta:

“Con l'approvazione della Legge sui reati informatici, si introducono una serie di nuovi reati all'interno dell'ordinamento giuridico peruviano.Tra questi è inclusa la molestia ai minori attraverso Internet (grooming), che finisce con l'avere una pena più grave rispetto agli atti compiuti contro il pudore dei minori nelle strade e nelle scuole. Inoltre si incorpora una aggravante per il reato di discriminazione commesso attraverso Internet, che passa ad avere la stessa pena prevista per la violenza commessa a causa della discriminazione. Infine, a causa di un errore formale commesso nella fretta di approvare la Legge, la pena prevista per il furto del patrimonio culturale si riduce da otto a tre anni.

Su Twitter i cibernauti hanno reagito con diverse forme di malcontento:

Ciao, ora che hanno pubblicato la #leggebeingolea #reatinformatici è arrivato il momento di fare hackerare la politica!

L'utente Paco Bardales fa riferimento ai congressisti Alberto Baingolea e Omar Chehade, che in forme diverse hanno promosso questa legge e altre simili:

Il governo ha promulgato la Legge sui reati informatici. Tutti nelle proprie tane. Stanno per arrivare gli eserciti di Bingolea e Chehade.

Negativo: la Legge sui reati informatici. Positivo: è stata promulgata da uno Stato che non fa eseguire nessuna legge.

Si è commessa una sciocchezza plateale: il Presidente Ollanta Humala ha promulgato la Legge sui reati informatici.

Questa legge sui reati informatici è come il detto “accantona l'offesa per quando viene l'occasione” per fregarti puntualmente #burbujito

Legge sui reati informatici, articolo VI comma 9: se sei un CM e la maledici, ti maledici.#Legge30096

Ecco come sono diventato il primo a violare la nuova Legge sui reati informatici

Allo stesso tempo, l'utente Sindy, mette in discussione l'affanno creatosi nel ciberspazio peruviano sulla campagna contro Apdayc e i diritti d'autore, mentre qualcosa a suo parere più importante, come questa legge, non ha ricevuto l'attenzione dovuta:

Molti guru 2.0 si sono dedicati al tema di Apdayc scordandosi completamente della Legge sui reati informatici. Idoli di poco conto.

Quindi…quando ci saranno le proteste contro la Legge sui reati informatici?

Reati informatici: Tutto ciò che è necessario sapere sul polemico progetto di legge

Nonostante ciò, non mancano persone che difendono la nuova legge:

@larepublica_pe Non c'è il minimo rischio per la libertà di stampa. Dove hanno preso una sciocchezza simile?#Reatiinformatici

Amici, per esperienza vi dico: non lasciatevi guidare da ciò che i giornali dicono sulla Legge sui reati informatici, piuttosto leggetela.

Infine, l'avvocato Erick Iriarte, lamenta il fatto che mentre la società civile, il settore privato e l'ambiente accademico non hanno manifestato alcun disaccordo, le richieste di opposizione sono arrivate dal governo stesso, e aggiunge:

E’ arrivato il momento di iniziare a lottare per un internet libero dove non vigga un regolamento fatto per soddisfare pochi e colpire molti, salvo che non desideriamo essere un paese realmente digitale.

Le Legge è entrata in vigore il 23 ottobre 2013.

Post inizialmente pubblicato sul blog Globalizado di Juan Arellano.

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