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Egitto: attivisti arrestati con la nuova legge anti-protesta

Un (poliziotto?) che non porta la divisa tocca le palle di un manifestante secondo la nuova legge di protesta.

89 attivisti facenti parte della campagna “No ai processi militari” sono stati arrestati dal Ministero degli Interni Egiziano il 26 novembre scorso a seguito della nuova legge anti-protesta emanata domenica 24 novembre dal temporaneo presidente Adly Mansour.

Ieri centinaia di attivisti hanno protestato contro la bozza dell'articolo costituzionale fatta a inizio settimana
la quale prevede che i civili vengano portati davanti a una corte militare negandogli l'opportunità di apparire di
fronte alla corte ordinaria. La campagna va avanti dall'inizio della rivoluzione. Migliaia di persone hanno subito
processi militari. Sui social media la campagna utilizza l'hashtag #NoMilTrials [en].

Sulla propria pagina Facebook il gruppo di attivisti ha pubblicato un gran numero di fotografie [ar] che mostrano la violenza degli arresti compiuti ieri dalla polizia.

Mosireen, giornalista e attivista, è stato il primo a mettere in rete il video [ar, en] degli arresti, con sottotitoli in inglese:

Aftee.org ha pubblicato una lista dei fermati [ar], che si sta allungando minuto dopo minuto. Tra loro erano presenti i “soliti sospetti” e attivisti di vecchia data come Mona Seif, Salma Said, Ahmad Ragaab e il padre di Jika (il ragazzo simbolo colpito a morte durante il regime di Morsi).

La famosa blogger Zeinobia ha fatto un ottimo lavoro mostrando [en, ar] tutti gli eventi dall'inizio della protesta fino a ieri pomeriggio.

Il giornalista Hazem Abdel Hameed ha pubblicato alcune immagini [pagina Facebook] degli arresti, commentando duramente:

“voi che arrestate delle donne… siete solo dei pezzi di m***a”

Egyptian arrests

Arresti in Egitto. Dalla pagina Facebook di Hazem Abd El Hamed 

Il sito femminista, Bahheya ya Masr, ha caricato in rete questo manifesto “Libertà ai rivoluzionari”:

Egyptian protest

La protesta Egiziana. Pagina Facebook Bahheya ya Masr 

Mariam Kirollos ha fatto notare che agli avvocati non è permesso visitare i detenuti: 

Finora nessun avvocato è ancora riuscito ad entrare

Alcuni politici e personaggi legati al mondo della comunicazione hanno mostrato solidarietà nei confronti dei dimostranti:

Per solidarietà con gli arrestati, diversi personaggi politici e giornalisti sono andati alla polizia per denunciare che avevano incoraggiato le proteste di oggi.

Tra loro anche il presentatore televisivo Reem Magued e un'assistente del vice primo ministro:

Visto il tweet di @TheBigPharaoh lo dico: tra i fermati di oggi c'è l'assistente del vice primo ministro Ziad Behaa Eddin.

13 membri dei 50 del gruppo costituzionale hanno sospeso la loro partecipazione contestando la repressione attuata oggi.

Le ultime notizie arrivate dicono che le donne fermate sono state rilasciate più tardi la sera stessa. Sarah carr e Leil Zahra Mortada [en, ar] hanno commentato su Facebook le condizioni del loro rilascio. Il commento di Sarah non è più accessibile ma Leil scrive:

La polizia ha accompagnato in auto tutte le donne fermate in una strada lontana diretta a sud nel basso Egitto, nel bel mezzo del deserto. Sono state localizzate e gli amici/attivisti le stanno raggiungendo per riprenderle. Alcuni uomini di quelli fermati sono stati rilasciati e sappiamo che gli altri saranno liberati a breve. Questa è la pratica usata di solito dal regime di Mubarak. Per esempio, sia Salma Said che Rasha Azab hanno avuto questo trattamento col governo di Mubarak nel 2008. Sono state arrestate e in seguito portate molto lontano con la macchina in qualche autostrada nazionale. Ancora un'altra prova che ci dà la conferma di come le pratiche
repressive siano le stesse e rimangano ben salde anche nell'Egitto di Sisi. Oggi siamo stati testimoni della solita vecchia storia, la violenza della polizia, l'aggressione sessuale ai danni delle donne dimostranti, l'umiliazione e il pestaggio dei fermati, e poi il loro rapimento solo per portarli in qualche strada deserta. La lotta continua. Non ci faranno tacere.

Mostafa Bassiouny ha fatto un'analisi razionale ma emozionante della situazione [link non più disponibile]:

Signori, dovete capire… Supplico voi e il Profeta… Questa generazione è diversa… Ha visto più funerali di amici che matrimoni. Sono finiti con le spalle al muro, ma non finiranno mai in ginocchio. Non vi rendete conto che quando costruite un muro loro ci disegnano su una finestra aperta. Quando li colpite con le pallottole loro le collezionano per giocarci. Quando mettete il filo spinato, loro ci appendono ad asciugare i e le mutande. Quando trascinate una donna nuda in piazza, altri 10,000 torneranno per fare punti. Costruite un memoriale per i martiri e loro ci pisceranno sopra e lo distruggeranno. Cosa state facendo per loro se non riuscite a offrirgli un lavoro che li tenga occupati e neppure una casa in cui vivere o un pezzo di pane per far sì che
tengano le bocche chiuse invece che gridare slogan. Per amore del Profeta, per favore usate il cervello e fermate questa idiozia. Nè Mubarak, (Tantawi) nè la Guida, (La fratellanza musulmana) potrebbero domarli. Siate intelligenti e agite subito, prima che sia troppo tardi. E sarete ancora la luce dei nostri occhi (Riprendo sarcasticamente il famoso commento di Al Sissi sul popolo egiziano, “luce dei suoi occhi”).

Salma Said, una delle attiviste fermate ha scritto questo tweet appena liberata: 

Siamo stati buttati nel deserto, i nostri amici ci hanno trovato e ora stiamo tutti bene. Fanculo l'esercito e fanculo la polizia.

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