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FOTO: Cinque luoghi a Santiago del Cile per ricordare la dittatura di Pinochet e dire “mai più”

Former torture and detention centre Londres 38 on September 11, 2013. Photo by user Hi Sashi on Flickr, under a Creative Commons license (CC BY-NC-ND 2.0)

L'ex centro di tortura e detenzione Londres 38, l'11 settembre 2013. Foto dell'utente Hi Sashi su Flickr, con la licenza Creative Commons (CC BY-NC-ND 2.0)

Nel blog Memory in Latin America [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione], Lillie Langtry ha pubblicato una serie di post sui “luoghi della memoria” nella capitale del Cile, Santiago: edifici o luoghi legati al colpo di stato [it] che destituì il presidente socialista Salvador Allende l'11 settembre 1973, e poi i 17 anni di dittatura di Augusto Pinochet [it]. Quest'anno, 2013, sono 40 anni dal golpe.

1. Museo della Memoria e dei Diritti Umani

Museum of Memory and Human Rights. Photo by Giovanni A. Pérez on Flickr, under a Creative Commons license (CC BY-NC 2.0)

Museo della Memoria e dei Diritti Umani. Foto di Giovanni A. Pérez su Flickr, con la licenza Creative Commons (CC BY-NC 2.0)

Questo tour virtuale comincia con il Museo della Memoria e dei Diritti Umani [es], “un luogo grande e impressionante”, come spiega Lillie:

Purtroppo non è permesso fare foto all'interno ed è davvero un peccato, perché la parte più impressionante per me è l'enorme parete di fotografie dei desaparecidos, che si estende lungo tutto lo spazio interno. C'è anche un punto in cui ci si può fermare ad osservarlo e cercare di individuare nomi e volti.

Al piano terra, vari terminali mostrano immagini del golpe del 1973 e delle sue conseguenze. Man mano che si salgono le scale, le varie aree coprono aspetti quali l'esilio e la solidarietà internazionale, la copertura mediatica e la tortura – includendo un agghiacciante dispositivo per scariche elettriche (prodotto da General Electric – che non ne indicava un tale utilizzo!). Ci sono anche oggetti fatti dai prigionieri e fotografie dei luoghi commemorativi che si trovano in Cile.

Universal Declaration of Human Rights at the Museum of Memory and Human Rights, Chile. Photo by Jen Dyer on Flickr, under a Creative Commons license

Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, nel Museo Della Memoria e dei Diritti Umani, Cile. Foto di Jen Dyer su Flickr, con la licenza Creative Commons license (CC BY-ND 2.0)

Lillie nota anche che “Questo non è esplicitamente uno spazio in cui troverai una sorta di pseudo-neutralità o equilibrio tra le fazioni pro e contro Pinochet”, e cita il catalogo del museo:

“Il compito di foggiare una memoria storica dev'essere guidato da un indicatore morale; dobbiamo costruire una lettura del trauma collettivo che vada oltre e trascenda ciò che è evidente, una storia di vittime e criminali, colpevoli e innocenti. L'obiettivo del museo è di costruire una memoria e di divenire uno spazio che aiuti la cultura dei diritti umani e i valori democratici a trasformarsi nella base etica condivisa della nostra presente e futura coesistenza. Solo in questo modo possiamo realizzare la nostra rivendicazione: MAI PIÙ.”

Altre foto del museo (anche alcune dell'interno) si trovano su Flickr.

2. Londres 38

"40 Years of Fighting and Resistance": Londres 38, former torture and detention centre in Santiago, Chile. Photo by the Municipality of Santiago on Flickr, under a Creative Commons license (CC BY-NC-ND 2.0)

“40 Anni di Lotta e Resistenza”: Londres 38, ex centro di tortura e detenzione a Santiago, Cile. Foto del comune di Santiago su Flickr, con la licenza Creative Commons (CC BY-NC-ND 2.0)

In un altro post, Lillie scrive di un ex centro di detenzione e tortura, chiamato Londres 38:

Era usato dalla DINA (polizia segreta) come centro di tortura e detenzione per gli oppositori del regime, almeno 98 di questi morirono lì per le consegueze della detenzione [es]. Di fronte all'edificio i nomi delle vittime sono incisi sul selciato (in modo simile allo Stolperstein [it] in Germania).

E aggiunge:

All'inizio ero un po’ sorpresa dalla condizione dei muri, ma, ovviamente, ha molto più senso vederli così che artificialmente restaurati. Di sicuro si ha una percezione più forte di quanto avvenne in quel luogo; anche se è davvero sorprendente pensare alla centralità di questo spazio. Ilovechile.cl scrive che l'edificio era conosciuto per la musica classica che si sentiva provenire da esso – è piuttosto agghiacciante capire che cosa copriva quella musica.

Londres 38 on September 11, 2013. Photo by César Castillo on Flickr, under a Creative Commons license (CC BY-NC-ND 2.0)

Londres 38 l'11 settembre 2013. Foto dell'utente Alobos Life su Flickr, con la licenza Creative Commons (CC BY-NC-ND 2.0)

3. La Moneda

La Moneda, Chile's presidential palace. Photo by user alobos Life on Flickr, under a Creative Commons license (CC BY-NC-ND 2.0)

La Moneda, palazzo presidenziale cileno. Foto dell'utente Alobos Life su Flickr, con la licenza Creative Commons (CC BY-NC-ND 2.0)

Lillie include anche un post sul palazzo presidenziale cileno, che fu bombardato durante il colpo di stato dell'11 settembre 1973.

A proposito del bombardamento, Francisco Vergara Perucich scrive in Democracities:

Questo palazzo, considerato il simbolo dell'indipendenza nazionale e della tradizione democratica, una concreta espressione del progresso sociale, fu completamente bruciato e distrutto dalle stesse forze militari che avevano giurato lealtà alla nazione e alla sua costituzione. Immaginate due F-16 che bombardano la Casa Bianca, o due Typhoon che bombardano Buckingham Palace… Una scena davvero difficile da credere. Questo attacco fu il segno della fine dell’ era repubblicana e democratica.

Forty years since the military coup. La Moneda. Photo by Hi Sashi on Flickr, under a Creative Commons license (CC BY-NC-ND 2.0)

Quarant'anni dopo il colpo di stato. La Moneda. Foto di Hi Sashi su Flickr, con la licenza Creative Commons (CC BY-NC-ND 2.0)

4. Monumento in memoria dei Desaparecidos

Memorial for those detained, those who disappeared and those who were executed for political reasons. Photo by user Nuevasantiago on Flickr, under a Creative Commons license (CC BY-NC-SA 2.0)

Monumento in memoria dei detenuti scomparsi o giustiziati per ragioni politiche. Foto dell'utente Nuevasantiago su Flickr, con la licenza Creative Commons (CC BY-NC-SA 2.0)

Nel suo ultimo post sui luoghi della memoria a Santiago, Lillie ricorda il Monumento in memoria dei Desaparecidos: “una lunga parete in pietra sulla quale è incisa la lista delle vittime”.

Spiega che il momumento si trova dentro a un cimitero:

Mi è sempre piaciuto vedere i monumenti usati come parte del tessuto della vita. In questo caso, alla base del momumento si trovano varie lettere, foto, piccoli pacchetti, fiori e altro. È un posto lugubre, ma, in fondo, si trova in un cimitero. La cosa importante è che queste vittime prima non avevano un luogo in cui le loro famiglie potessero andare a piangerle, e adesso ce l'hanno, e sono ricordati nel cimitero principale della capitale, come parte della storia del paese.
Raúl Valdés Stoltze. Memorial for the Disappeared. Photo by Paul Lowry on Flickr, under a Creative Commons license (CC BY 2.0)

Raúl Valdés Stoltze. Monumento in memoria dei Desaparecidos. Foto di Paul Lowry su Flickr, con la licenza Creative Commons (CC BY 2.0)

Si può visitare il blog di Lillie per altre informazioni sulla memoria e i diritti umani in America Latina.  Oppure si può anche seguirla su Twitter: @Lillie_Langtry.

5. Lo Stadio Nazionale

Chile's National Stadium. Photo from Wikimedia Commons, under a Creative Commons license (CC BY 2.0)

Stadio Nazionale del Cile. Foto da Wikimedia Commons, con la licenza Creative Commons (CC BY 2.0)

Infine, abbiamo voluto aggiungere un altro luogo della memoria a Santiago del Cile: lo Stadio Nazionale (Estadio Nacional in spagnolo), che venne utilizzato come centro di detenzione e tortura.

Come spiega su Global Post , “le stime sul numero totale dei prigionieri variano da 7.000 a 20.000, includendo circa 1.000 donne. […] La tortura avveniva nella pista di ciclismo, negli uffici amministrativi, nei corridoi e sul campo di gioco. Non c'è un'idea chiara di quanta gente venne uccisa o scomparve nello stadio.”

Remembering the prisoners 40 years later, on September 11, 2013 at the National Stadium. Photo by Pablo Trincado on Flickr under a Creative Commons license (CC BY 2.0)

Ricordando i prigionieri 40 anni dopo, l'11 settembre 2013, nello Stadio Nazionale. Foto di Pablo Trincado su Flickr, con la licenza Creative Commons (CC BY 2.0)

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