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Impunità: la maggiore minaccia alla libertà d'espressione in America Latina

Negli ultimi 20 anni, 670 giornalisti sono stati uccisi in America Latina e nei Caraibi [es], secondo quanto affermato da alcuni esponenti dell'alleanza IFEX-ACL, che ha recentemente pubblicato il proprio Rapporto Annuale sull’ Impunità 2013: “Facce e Tracce della Libertà d'Espressione in America Latina e nei Caraibi.” [en] I reati commessi — molti dei quali rimasti irrisolti — hanno fatto sì che l'impunità divenisse la più grande minaccia alla libertà d'espressione nella regione.

Silvia Higuera riassume il contenuto del rapporto nel Blog del Knight Center per il Giornalismo nelle Americhe [en]. L'autrice sostiene:

Stando a quanto riferito dal rapporto, l'America Latina sta attraversando un momento difficile per ciò che riguarda la libertà d'espressione. A seconda della zona, i giornalisti devono far fronte a minacce da parte di gruppi criminali oppure a inefficenze a livello istituzionale. Per di più, in molti paesi sono in corso processi giuridici controversi, che potrebbero limitare la libertà d'informazione. I funzionari statali continuano a presentare denunce per diffamazione per mettere a tacere la stampa, e segmenti della società storicamente vulnerabili — come i gruppi indigeni — rimangono totalmente esclusi dalle questioni di pubblico interesse.

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