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Fumetti che annientano gli stereotipi sui neri in Brasile

Questo articolo è parte di una serie che celebra la Giornata della Coscienza Nera in Brasile (20 novembre). Leggi i post precedenti: “Brasile: Stereotipi persistenti e pregiudizi latenti nei personaggi di colore dei fumetti” [it]e “People That Look Like Themselves”: A Comic that Celebrates Natural Black Hair [en]

Cover of "Encruzilhada", by Marcelo D´Salete. Image used with permission.

Copertina di “Encruzilhada”, di Marcelo D´Salete. Immagine usata previa autorizzazione.

Di fronte a un'evidente carenza di fumetti che raccontano la vita quotidiana dei giovani di colore in Brasile, Marcelo D'Salete [pt, come tutti i link seguenti] si è dato da fare per correre ai ripari. Professore, autore e illustratore, con in tasca una laurea in Storia dell’ Arte, D'Salete è la persona che si nasconde dietro fumetti come “Encruzilhada” (Il bivio) o “Noite Luz” (Luce Notturna).

In questa intervista, D'Salete spiega perché indubbiamente sono stati fatti  dei passi avanti nei media e nella stampa, riguardo alla rappresentazione della gente di colore, ma con ancora tanti stereotipi presenti e altro lavoro da fare.

Global Voices (GV): Ci racconti del suo rapporto con i fumetti. Qual è la sua principale fonte di motivazione? C'è un pubblico preciso a cui si rivolge?

Marcelo D'Salete (MDS): Realizo HQs [Histórias aos Quadrinhos] há mais de uma década e minha relação com essa mídia é intensa. Além de apreciar boas histórias, me interessa muito observar a forma como uma HQ é contada. As possibilidades são infinitas. Existem muitas maneiras de contar e essa forma precisa estar conectada com uma história. Por outro lado, quando comecei a trabalhar com HQs, notei que havia poucas histórias que abordavam o cotidiano de jovens negros. Uma verdadeira ausência de Hqs sobre esse tema. Por esse motivo, minhas histórias acabaram tratando de temas urbanos e negros. Essas HQs são feitas para diversos públicos, pessoas interessadas em se defrontar com novas perspectivas sobre grupos distintos numa grande cidade, a forma como eles relacionam-se e como conflitos surgem.

Marcelo D'Salete (MDS): Lavoro con i fumetti da più di dieci anni e il mio rapporto con questo mezzo di comunicazione è estremamente intenso. Al di là dell'apprezzare buone storie, mi interessa osservare come una storia è raccontata in un fumetto. Le scelte sono infinite. Ci sono tanti modi per raccontare una storia e bisogna scegliere la forma che si abbina di più al contenuto. D'altra parte, quando ho iniziato a lavorare con i fumetti, mi sono reso conto che c'erano davvero pochissime storie che raccontavano la vita quotidiana delle persone di colore. Una vera e propria mancanza di fumetti su questo argomento. Per questo motivo le mie storie trattano le tematiche della vita urbana e delle persone di colore. Questi fumetti sono concepiti per lettori differenti, per persone interessate a conoscere nuove prospettive, provenienti da gruppi differenti, nella stessa grande città, del modo in cui si relazionano tra loro e come nascono i conflitti.

GV: In un mondo sempre più interconnesso, basta dire che “siamo cittadini del mondo”? Il colore della pelle, l'etnia, l'affermazione della propria identità o dei propri spazi, sono ancora rilevanti?

MDS:Hoje falamos de cidadania virtual, mas esse universo ainda é algo que depende de acesso. E quando digo acesso, não é apenas entrar na rede pelo computador, mas saber decifrar e navegar pelos códigos que configuram a rede. Para usufruir realmente desse universo, é preciso conhecer, estudar. Sem isso, é possível que muitas pessoas se percam nos recursos mais superficiais da rede, assim como ocorria com a televisão. Em outro âmbito, identidade etnicorracial ainda é algo marcante na rede e em nossa sociedade. Situações de racismo e preconceito acontecem de forma corrente nas mídias digitais e é preciso combater esses discursos em todas as esferas.

MDS: Al giorno d'oggi si parla di cittadinanza virtuale, ma questo universo è strettamente sottoposto a delle condizioni d'accesso. E quando dico “accesso”, non intendo solo l'accesso alla rete, ma anche e soprattutto, sapere come comportarsi in questo luogo e come navigare attraverso i codici che lo formano. Per poter davvero trarre vantaggi da questo mondo è necessario conoscerlo, studiarlo. Altrimenti, è probabile che tante persone si perdano nelle risorse più superficiali, come è accaduto con la televisione. D'altra parte, l'identità etnico-razziale è ancora importante in internet e nella nostra società. Situazioni che coinvolgono razzismo e pregiudizio si verificano continuamente nei media digitali, ed è necessario combattere contro questo tipo di discorsi ad ogni livello. 

GV: In quanto autore di fumetti, è consapevole di giocare un ruolo importante nell'introdurre i personaggi di colore nel fumetto brasiliano?

MDS: Minha intenção como quadrinista é problematizar e tornar mais complexas as possibilidades de representação de negros e de sua história nos quadrinhos. Isso não é relevante apenas para os grupos negros, mas para toda nossa sociedade. Precisamos de autores que possam apresentar novas perspectivas e possibilidades de leitura e compreensão do mundo. Isso é necessário no universo das HQs e em todas as artes. Imagino que uma sociedade realmente saudável precisa reconhecer e dialogar com as vozes que surgem de todo seu contorno.

MDS: La mia intenzione è quella di creare una problematica e rendere la rappresentazione delle persone di colore, e delle loro storie, quanto più complessa e articolata possibile. Penso che sia importante, non solo per i movimenti attivisti, ma per la società tutta. Abbiamo bisogno di autori che siano in grado di creare nuove prospettive e opzioni per leggere e capire il mondo. Ce n'è un grande bisogno nell’ universo dei fumetti, come in quello dell'arte. Una società che sia realmente sana dovrebbe riconoscere e incoraggiare un dialogo, con tutte le voci presenti all'interno dei suoi confini. 

Capa de NoiteLuz, outra publicação de Marcelo D´Salete. Imagem utilizada com permissão.

Copertina di “NoiteLuz”, un'altra pubblicazione di Marcelo D´Salete. Immagine usata previa autorizzazione.

GV: La storia è piena di cambiamenti e continuità. Pensa ci sia un parallelo tra i personaggi di colore e i fumetti, presente sia al giorno d'oggi che quando lei era bambino? 

MDS: Os personagens negros na mídia em geral tiveram poucas mudanças nessas últimas décadas. Hoje há personagens negros como protagonistas em algumas histórias e há autores preocupados com essa discussão. Por outro lado, eles aparecem muitas vezes ainda estereotipados, como parte de um grupo subalterno. Basta ver a imagem dessas figuram na mídia, nos telejornais, nas novelas e comerciais. Existe sim algumas experiências novas e autores mais preocupados com esse problema, principalmente no cinema, mas é interessante notar que nossa história também convive com grandes retrocessos.Não é por menos que há pouco tempo um supermercado famoso usou uma escultura de um garoto negro acorrentado como se isso fosse algo natural, inócuo e decorativo. Além disso, nos deparamos com uma propaganda de cachaça que usa uma imagem do J. B. Debret, onde há um grupo de negros escravizados trabalhando numa moenda, como algo glorioso.

 

Essa percepção racista do negro e sua história está mudando aos poucos. Há poucas semanas, aconteceu uma manifestação em São Paulo onde um grupo de manifestantes atacou a escultura do Brecheret, Monumento às Bandeiras, com tinta vermelha [a obra do escultor ítalo-brasileiro presta homenagem aos bandeirantes, responsáveis pelo assassinato de índios, nos séculos 17 e 18]. Também pixaram a escultura com a frase “bandeirantes assassinos”. Isso tudo é parte de um processo de mudança. Esses grupos exigem uma nova forma de ver a história, e por esse motivo é urgente reavaliar os velhos mitos. As HQs fazem parte desse processo. Existe todo um universo cultural negro, indígena e mestiço que precisa ser pensado e mostrado. Há também um público que está percebendo a necessidade de discutir essas questões e de se ver representado não apenas como personagens secundários ou de modo estereotipado.

MDS: Per quanto riguarda i personaggi di colore, nei media ho notato ben pochi cambiamenti negli ultimi decenni. Oggi è possibile trovare personaggi di colore come protagonisti e ci sono autori che sono, in effetti, coinvolti nell'argomento. D'altra parte, sui personaggi di colore resta ancora l'ombra dello stereotipo, e sono dipinti come persone appartenenti a gruppi minoritari, se non subordinati. Lo si può vedere nelle immagini dei media, nei telegiornali, nelle soap opera e nelle pubblicità. Ci sono, tuttavia, alcune nuove esperienze e nuovi autori che dimostrano una maggiore consapevolezza rispetto a tali soggetti, soprattutto nel cinema, ma è anche interessante notare come la nostra storia abbia subito non poche battute d'arresto e intoppi. Non c'è da stupirsi se, un po’ di tempo fa, un noto supermercato ha usato una scultura di un ragazzo di colore in catene, pensando fosse naturale, anzi, quasi ornamentale. Inoltre, è ancora possibile imbattersi nelle immagini della pubblicità del rum che utilizza, pensando sia una buona trovata, un'immagine di J. B. Debret, dov'è raffigurato un gruppo di schiavi neri al lavoro in una piantagione di canna da zucchero.

Tali percezioni razziste sulle persone di colore e sulla loro storia stanno cambiando, gradualmente. Qualche settimana fa, c'è stata una protesta nella città di San Paolo e un gruppo di manifestanti ha attaccato la scultura di Brecheret, intitolata Monumento às Bandeiras [opera dello scultore italo-brasiliano, che rende omaggio agli esploratori responsabili dell'omicidio dei nativi tra il XVII e il XVIII secolo], con della pittura rossa. Hanno anche scarabocchiato sulla statua la scritta “esploratori assassini”. Tutto questo è parte di un cambiamento che si sta verificando adesso. Questi gruppi esigono un nuovo sguardo sulla storia, ed è ormai diventato urgente ripensare i vecchi miti. I fumetti fanno parte di questo processo. C'è un intero universo culturale che appartiene ai gruppi di colore, agli indigeni, alle persone con antenati misti, le cui esigenze sono finalmente proclamate ad alta voce. C'è anche un pubblico che avverte l'esigenza di discutere su tali questioni, e di ritrovarsi rappresentanti non solo tra i personaggi secondari o stereotipati.

GV: Le piattaforma digitali, come i social network, le e-mail e le pubblicazioni virtuali, l’ hanno aiutata in qualche modo all’ interno dell'industria del fumetto (ad esempio, nella produzione, nella diffusione, etc.) ?

MDS: A internet auxilia muito na elaboração das histórias, principalmente na pesquisa de temas e de imagens. Ajuda muito também na divulgação de trabalhos e contato com artistas, revistas e editores. Cerca de dez anos atrás participei de uma publicação chamada Front. Nessa revista, os próprios quadrinistas selecionavam o material que deveria ser publicado. Essa experiência foi muito interessante, permitia dialogar e aprender muito com outros profissionais mais experientes. Era sempre um fórum de discussão muito qualificado e rico. Esse diálogo não seria possível sem a internet. Sobre a divulgação, a partir do site e das redes sociais é possível ter uma proximidade maior com os leitores. Tenho realizado trabalhos que foram publicados de forma impressa, mas pretendo em breve poder publicar de forma digital. Gosto muito do livro impresso, mas tenho me acostumado a ver livros em plataformas digitais.

MDS: Internet ha aiutato non poco, soprattutto nel processo di creazione, nella ricerca di temi e immagini. Aiuta anche nella promozione dei fumetti e per contattare gli artisti, le riviste, gli editori. Circa dieci anni fa ho partecipato alla pubblicazione di una rivista, Front. In questa rivista, erano gli illustratori ad essere responsabili della scelta del materiale da pubblicare. Questa esperienza è stata davvero interessante, ha creato le condizioni per un dialogo e uno scambio proficuo con altri professionisti, attraverso un forum di discussione estremamente ricco e qualificato. Un dialogo del genere non sarebbe stato possibile senza internet. E per quanto riguarda la promozione, con l'uso dei siti e dei social network, è possibile instaurare un rapporto più stretto con i lettori. Alcuni dei miei lavori sono stati pubblicati su carta, ma sono intenzionato a pubblicare in formato digitale molto presto. Adoro la carta stampata, ma ormai mi sono abituato ad apprezzare i libri anche sulle piattaforme digitali. 

GV: Potrebbe dirci qualcosa sulla reazione del pubblico ai suoi lavori?

MDS: Tenho visto mais trabalhos críticos sobre meu trabalho. Em geral eles apontam para o assunto e pouco para a forma que utilizo para atingir esse fim. Imagino que a crítica especializada de HQs no Brasil é algo ainda em desenvolvimento. Tenho recebido alguns comentários de leitores de várias partes do Brasil. Mas são poucas pessoas que se manifestam. No entanto, é muito interessante receber comentários de pessoas de locais distantes. Isto seria muito difícil antes.

MDS: Di recente, ho letto molte recensioni sui miei lavori. In generale, si approcciano soprattutto al contenuto piuttosto che sulla forma che utilizzo. Credo che la critica specializzata di fumetti in Brasile si stia sviluppando in questo momento. Ho ricevuto commenti da parte di lettori provenienti da diverse parti del Brasile. Ma solo poche persone hanno davvero argomentato ed espresso qualcosa al riguardo. In ogni caso, è sempre interessante ricevere commenti da persone lontane. Tutto questo sarebbe stato difficile prima. 

La serie speciale in onore della Giornata della Coscienza Nera termina con musica e arti visive. Di seguito un’ animazione dell'artista Marcelo D'Salete, realizzata per la traccia “Oranian” del cd Metá Metá d Kiko Dinucci, Juçara Marçal e Thiago França.    

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