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Messico: riforma dell'energia termina il monopolio di stato sul petrolio

Imagen del usuario diaper en Flickr, bajo licencia Creative Commons

Immagine dell'utente diaper su Flickr, licenzaa Creative Commons (CC BY 2.0)

In Messico, il Senato ha approvato la riforma energetica [es, come gli altri link eccetto ove diversamente indicato] che porrà fine al monopolio petrolifero durato 75 anni, ovvero da quando il presidente Lázaro Cárdenas (1934-1940) [en] ha espropriato i beni delle compagnie petrolifere britanniche e statunitensi per creare uno dei monopoli statali del petrolio più grandi al mondo. La riforma è stata approvata all'alba del 12 dicembre 2013, dopo una sessione di 20 ore.

Questa riforma energetica ha posto le basi per un quadro normativo che permetterà un investimento di capitale privato messicano e straniero che non è stato possibile per decenni, ed è la riforma economica più significativa dall'entrata in vigore dell’Accordo nordamericano per il libero scambio (NAFTA)

La riforma cambierà il quadro giuridico del Messico per permettere a compagnie come Exxon Mobil Corp. e Chevron Corp [en] di portare avanti esplorazioni in quell'area più vasta del circolo polare artico che risulta ancora inesplorata. I partiti che appoggiano la riforma (PRIPAN, Nueva Alianza e Verde) affermano che questa misura darà una spinta al Messico, collocandolo tra i primi cinque paesi esportatori di petrolio, mentre i partiti che si oppongono sostengono che la riforma canalizzerà i profitti nelle tasche degli investitori.

“La riforma fornirà energia all'economia messicana” ha affermato in un'intervista al telefono Carlos Capistran, direttore per la ricerca economica della Bank of America in Messico, secondo quanto riporta Bloomberg [en].

Il settore chiave di Peña Nieto

La riforma ha ricevuto il via libera a un anno dall'insediamento alla Presidenza della Repubblica di Enrique Peña Nieto e del suo Partito Rivoluzionario Istituzionale, o PRI, di nuovo al potere dopo 12 anni di assenza.

Foto de Alejandro Castro en Flickr, bajo licencia Creative Commons (CC BY-NC-SA 2.0)

Foto di Alejandro Castro su Flickr, licenza Creative Commons (CC BY-NC-SA 2.0)

Il leader quarantasettenne ha dichiarato che quello energetico è un settore chiave per la sua amministrazione, seguito da una riforma del settore educativo, che valuterà il lavoro degli insegnanti, e da una legge per migliorare la competenza nel settore delle telecomunicazioni, attraverso un programma che aumenterà i prestiti.

Da quando è entrato in vigore l'accordo per il libero scambio con Stati Uniti e Canada nel 1994, il Messico è diventato una delle economie più aperte del mondo. Tuttavia, molte industrie continuano a essere dominate da singoli individui, come il miliardario Carlos Slim [en].

Traditori della patria

I partiti di sinistra (PRD, PT, Movimiento Ciudadano) hanno accusato i membri del governo che hanno espresso il loro voto a favore dei cambiamenti costituzionali di essere “traditori della patria”, sostenendo che coloro che hanno votato a favore hanno dato via non solo il petrolio ma anche la ricchezza energetica del paese.

Questo cambiamento rappresenta un'inversione di 180 gradi rispetto alla legislazione in vigore da 75 anni. L'espropriazione petrolifera del 1938, decretata dall'allora presidente Lázaro Cárdenas, aveva stabilito che questi compiti erano esclusivi dello stato.

La riforma energetica modifica gli articoli 25, 27 e 28 della Costituzione, per permettere allo stato di stipulare contratti con particolari società messicane o straniere per la produzione di risorse energetiche. La riforma indica anche che il Messico potrà stipulare con le imprese contratti di servizio, di utilità e di produzione condivisa o di licenza, e che il pagamento per ciascuna modalità sarà differente.

Antonio García, un parlamentare del PRD, si è spogliato mentre esponeva le sue critiche alla riforma energetica. Karen Quiroga, sempre del PRD, ha avuto un alterco con Landy Berzunza, del PRI, la quale ha insultato i membri del governo di sinistra che stavano votando. Inoltre, dopo aver espresso il proprio voto, Quiroga si è voltata verso i suoi oppositori e ha rivolto loro un gesto offensivo con il braccio. Lo scontro è iniziato quando Quiroga ha cercato di avvicinarsi alla zona dove vengono presentate le contestazioni e Berzunza ha tentato di fermarla. Si è scatenata così una rissa tra le due terminata dopo che la parlamentare del PRD ha colpito la sua avversaria all'occhio sinistro, ferendola.

Sentimento cittadino

La cittadinanza messicana ha invitato il popolo a scendere in strada a Città del Messico per protestare contro l'accordo sulla riforma energetica approvato alla Camera dei Deputati.

Il movimento giovanile YoSoy132, ad esempio, ha contribuito alle proteste contro la riforma:

OGGI! Ore 16 #TodosALasCalles (tutti in strada) Non ci rappresenti @ManceraMiguelMX
pic.twitter.com/Xw7yJdF7bm

Valeria Hamel, un membro del movimento YosSoy132, ha scritto su Twitter:

La difesa di #Pemex non è monopolio di un partito o di un gruppo. Scendi in strada, vai al Senato. Manifesta. #NOalaReformaEnergetica (no alla riforma energetica)

Luis Fernando García ha ricordato ironicamente l'inadeguatezza delle vecchie imprese controllate dallo stato, ora in mano a investitori messicani e stranieri:

Tutte le imprese pubbliche privatizzate sono una meraviglia. Guardate la puntualità di Aeroméxico o Internet di Infinitum della Telmex.

L'anima messicana

“Il tema del petrolio è radicato nell'anima del Messico, nella tradizione messicana, nella storia del Messico,” ha affermato Jorge Chabat, politologo del Centro di insegnamento e ricerca economica, un'università con sede a Città del Messico. Con il superamento del passaggio di revisione al Congresso si è vinta “la madre di tutte le battaglie del governo messicano e uno dei più grandi risultati che raggiungerà Peña Nieto durante il suo mandato”, ha dichiarato il politologo in un'intervista al telefono.

La produzione di petrolio si è fermata, in parte, perché il settore dell'energia non ha ricevuto l'impulso competitivo del NAFTA, come è successo per altri settori industriali, ha spiegato Duncan Wood, direttore dell'Istituto messicano del Centro Internazionale Woodrow Wilson per gli Accademici, a Washington.

“Quello che fa la riforma è che ora espone il settore energetico messicano alla competizione nazionale e internazionale”, ha affermato Wood. “Questo segna un cambiamento del paradigma fondamentale nella mentalità del settore energetico. Ora andiamo oltre il 1938″.

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