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Yemen: 7 buone notizie che non avete mai sentito

Fra tutte le notizie tristi e violente che arrivano dallo Yemen, assassinii, esplosioni di bombe, gli attacchi dei droni USA e i sequestri, siamo riusciti a scovare alcuni piccoli elementi che forse vi siete persi:

1. Dopo due anni dietro le sbarre e nessuna accusa nei loro confronti, alcuni dei Giovani Rivoluzionari dello Yemen sono stati rilasciati [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione], sebbene alcuni di loro siano ad oggi ancora in prigione.

Yemen's Revolution's Youth released in front of Sanaa's central prison

I Giovani Rivoluzionari yemeniti che sono stati rilasciati, di fronte al carcere di Sana'a

2. Il giornalista Abdulillah Hayader Shaye, che è stato imprigionato per quasi tre anni, per aver svelato un attacco missilistico USA nel remoto villaggio di montagna di Al-Ma'jallah, che ha causato 41 morti, è stato rilasciato e ha ricevuto il Premio per i Diritti Umani Alkaramah. Ma non ha potuto partecipare alla cerimonia che si è svolta a Ginevra e ricevere il premio di persona, perché si trova attualmente agli arresti domiciliari e non gli è permesso lasciare il Paese.

La giornalista Iona Craig e il giornalista investigativo autore de “La guerre dei droni”, Jeremy Scahill, hanno ritirato il premio per suo conto.

Con @ionacraig a Ginevra per l'@AlkaramaHR Award, per celebrare il giornalista yemenita @AbdulEla

3. Il film yemenita “Karamah Has No Walls“, che documenta i sanguinari eventi del 18 marzo 2011, avvenuti durante la rivoluzione yemenita, diretto dalla regista scozzese-yemenita Sarah Ishaq, è stato selezionato per una nomination all’Oscar. “Karamah” in arabo significa “dignità”.

Ecco il trailer:

Sarah Ishaq ha inoltre diretto il film documentario “The Mulberry House“, che è stato trasmesso in numerosi festival internazionali del cinema nel mondo.

4. Lanciato con succeso lo scorso anno, TedxSanaa ha tenuto quest'anno un altro evento sul tema “Le azioni contano” [it], che ha avuto lo stesso risultato positivo di TedxAden, avviato ll'11 dicembre 2013. Nella costituzione del progetto sono stati riposti un grande sforzo e un'ottima organizzazione, a cominciare dal flash-mob creativo che lo annunciava, fino allo stimolante elenco di oratori e la varietà di soggetti in esso inclusi.

5. La coppia olandese che era stata rapita, la giornalista Judith Spiegel e il suo compagno Boudewijn Berendsens, è stata infine rilasciata in tutta sicurezza dopo sei mesi di prigionia. I due erano disarmati e hanno affermato di aver ricevuto un buon trattamento dai loro rapitori. Judith ha dichiarato nel suo primo post su Facebook dopo il rilascio:

Sì sì sì siamo liberi! Stiamo molto bene. Vi contatteremo presto, ma per ora: grazie mille per il supporto che ci avete dato. Non potete immaginare quanto sia stato meraviglioso è stato e lo è ancora per noi e per le nostre famiglie. Vi vogliamo bene e amiamo ancora lo Yemen (fatta eccezione per alcuni stronzi). Judith e Bou

Dutch journalist Judith Spiegel and her partner Boudewijn Berendsen

La giornalista olandese Judith Spiegel e il suo compagno Boudewijn Berendsen

A graffiti by Yemeni artists Murad Subay in solidarity with Judith during her kidnap

Un murales dell'artista yemenita Murad Subay, in solidarietà con Judith durante il suo sequestro.

6. Il 15 dicembre è passata al parlamento yemenita una legge che vieta gli attacchi dei droni. Il paese è stato vittima di continui attacchi dei droni degli USA per anni, e recentemente c'è stato un attacco drone che ha colpito uccidendo 17 civili che stavano prendendo parte a un matrimonio in Yemen. Certo, suona come una buona notizia, ma è stata semplicemente un'azione simbolica, dal momento che i legislatori possiedono in realtà poteri limitati, soprattutto quando lo stesso presidente del Paese supporta i droni e non ci sono segnali che questi possano essere fermati in breve tempo.

E’ stato riferito che nessun membro del parlamento ha votato contro il drone di oggi. Per dire. #yemen

A questo punto, ci sono pochi indizi che suggeriscono che il divieto del parlamento dello #yemen sull'uso dei droni sia qualcosa di più di un gesto simbolico.

7. Infine, è stato finalmente concordato un percorso per quanto riguarda la questione del “meridionale”. Sono state garantite alcune autonomie per le regioni meridionali dello Yemen, in seguito ai reclami del movimento secessionista, che reclama la fine dell'unità fra il Nord e il Sud dello Yemen, avvenuta nel 1990. Una commissione, formata dal presidente Abdu Rabu Mansour Hadi, sceglierà se formare due regioni nel sud e quattro nel nord, o due grandi entità, una a nord e una a sud.

E’ troppo presto per stabilire se queste ultime novità siano positive o negative, ma noi continuiamo ad essere ottimisti e a sperare di sentire più notizie positive dallo Yemen per il prossimo anno!

1 commento

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