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Malesia: sequestrate 300 Bibbie perchè per indicare ‘Dio’ usavano la parola ‘Allah’

Più di 300 testi biblici sono stati sequestrati all'interno dell'ufficio della Bible Society of Malaysia, durante un’ irruzione [en, come tutti i link seguenti] condotta dal dipartimento religioso islamico di Selangor o Jais per far rispettare la legge che proibisce l'uso, ai non musulmani, della parola Allah nelle pubblicazioni religiose. Allah viene utilizzato in riferimento a Dio nella traduzione in lingua Bahasa della Bibbia.

La legge sulle religioni non islamiche (Controllo sulla diffusione tra i musulmani), del 1988, elenca le 25 parole e frasi che non possono essere usate da persone non musulmane. Pochi mesi fa, la corte d'appello malese ha stabilito che un giornale cattolico non poteva usare la parola Allah in riferimento a Dio, perché avrebbe potuto generare confusione tra i musulmani. 

La questione ha scatenato un intenso dibattito in Malesia, paese a maggioranza islamica. Circa il 10%
della popolazione è cristiana e usa questo termine in riferimento a Dio, da molti anni ormai, sia nelle pubblicazioni che nelle cerimonie religiose. 

Nonostante la decisione della corte, un prete cattolico ha dichiarato di utilizzare ancora “Allah” durante la
messa, facendo infuriare alcuni gruppi musulmani. La Segreteria di Solidarietà Musulmana di Klang, una coalizione di ONG, ha manifestato in strada per denunciare l'uso improprio della parola da parte dei cristiani. 

La seguente foto di Twitter raffigura alcuni musulmani progressisti che mostrano solidarietà ai cristiani, a differenza di altri (musulmani) che hanno promesso di alimentare la protesta. 

I Musulmani mostrano il loro supporto alla Chiesa per la pace e l'armonia. Un ottimo lavoro dei musulmani malesi moderati.

Nel frattempo, il Consiglio Consultivo dell'Unità Nazionale ha lavorato su una proposta di soluzione in 10 punti, per risolvere pacificamente la questione. Una delle proposte è mettere un'etichetta del tipo “Pubblicazione Cristiana” sulla Bibbia e il crocifisso per non confondere i musulmani.

La giornalista June H.L. Wong ritiene che una giuria internazionale possa aiutare i malesi a risolvere il controverso problema:

…Qualora non riuscissimo a risolverlo per conto nostro dovremmo, forse, cercare una giuria internazionale composta da esperti qualificati che agiscano da mediatori e che ci aiutino ad uscire da questo vicolo cieco, in modo ragionevole ed equo.

Non bisogna vergognarsi di chiedere un'aiuto esterno in una situazione di crisi e se non è una crisi, non so veramente cosa sia.

Alcune organizzazioni giovanili cinesi insistono affinché le parti siano tolleranti e rispettose:

In un paese multietnico come il nostro, le parti in questione devono continuare ad essere tolleranti, ad avere rispetto e stima l'uno con l'altro. Inoltre ci appelliamo a tutt'e due affinché contribuiscano attivamente e discutano per lavorare alla risoluzione del problema, sulla base della giustizia e dell'armonia. 

Il giornalista Melati Timur, non è d'accordo sul fatto che l'uso di “Allah” da parte dei cristiani possa indebolire la fede nei credenti musulmani.

Perché la fede musulmana è considerata la più fragile, la più bisognosa di protezione? Non abbiamo sempre detto quanto sia una fede superiore, che appartiene alla maggioranza e all'elite politica? Se è così superiore, per quale motivo credete sia inevitabile una confusione da parte nostra rispetto ad altre religioni? C'è forse qualcosa di sbagliato nella nostra fede, qualcosa che dalla superficie viene improvvisamente a galla, solamente perché i cristiani usano una parola araba per indicare il loro dio e noi quindi ci allontaniamo, come pecore, dall'Islam?

Anche la giornalista Lucia Lai non crede che i musulmani possano confondersi:

N.1: La domenica i Musulmani vanno in chiesa a sentire i loro sermoni? Se non lo fanno, non vede come possano confondersi.

N.2: Anche se sentissero pronunciare Allah durante i sermoni, perché pensate possano confondersi? Chiaro! Perché non avete fiducia nei vostri fratelli musulmani – pensate che la loro fede sia così debole che gli basti sentire la parola per confondersi o addirittura convertirsi.

Marina Mahathir, la figlia del ex primo ministro Mahathir Mohamad, ha espresso solidarietà ai cristiani mentre assisteva alla messa:

Alla chiesa della Nostra Signora di Lourdes di Klang, per mostrare cosa significa veramente “L'islam è una religione di pace”…

Il blogger Anas Zubedy cerca di indagare più nel profondo, per capire perché alcuni Musulmani sono a disagio quando i cristiani usano la parola Allah:

La loro apprensione è in un certo senso comprensibile, visto lo sforzo fatto dai missionari cristiani dell'epoca coloniale per imporre la loro fede ai musulmani e alle persone di altre religioni. Anche nel periodo post coloniale si è continuato, seppur in modi diversi e attraverso differenti canali.

La miniatura usata è presa da @fzdotcom

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