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Banca Mondiale: i “maltrattati, insultati e senza rispetto” nel rapporto sull'inclusione sociale

Foto scattata da @hivocolab durante la presentazione del rapporto sull'inclusione sociale in Uganda

Foto scattata da @hivocolab durante la presentazione in Uganda del rapporto Inclusion matters (“L'inclusione è importante”) della Banca Mondiale. Uso autorizzato.

Sembra che in tutti i Paesi del mondo esistano alcuni gruppi di persone che vengono lasciati indietro nonostante i progressi della loro nazione. L'esclusione sociale che affligge questi individui – non sempre minoranze, e non sempre in Paesi poveri o non democratici – ha notevoli conseguenze economiche, politiche e sociali, secondo un nuovo rapporto della Banca Mondiale.

A titolo di esempio, il rapporto cita il caso dell'Uganda, Paese in cui la copertura della rete elettrica è bassa; attorno alla metà degli intervistati appartenenti all'etnia Buganda ha dichiarato di aver accesso all'elettricità, contro meno del 5 per cento dei membri delle minoranze etniche Lugbara e Ngakaramajong. A causa dell'esclusione sociale, da centinaia di anni si negano molte opportunità ad alcune fasce della popolazione, come gli Indiani d'America negli Stati Uniti.

Il rapporto sottolinea, inoltre, che povertà ed esclusione non coincidono. In alcune società anche i ricchi possono essere esclusi, come potrebbe essere il caso di benestanti omosessuali in alcuni Paesi africani.

La presentazione del rapporto Inclusion Matters (“L'inclusione è importante”) si è tenuta il 27 gennaio 2014 a Kampala, in Uganda, congiuntamente a una tavola rotonda sulla questione dell'inclusione sociale. Erano presenti all'evento Tarsis Kabwegyere, il Ministro degli Affari Generali dell'Ufficio del Primo Ministro dell'Uganda, e Mary Karoro Okurut, il Ministro ugandese per la Parità, il Lavoro e lo Sviluppo Sociale; in particolare partecipava alla tavola rotonda il dottor Zac Niringiye [en, come tutti i link successivi], ex vescovo di Kampala Ovest, sempre diretto nelle sue dichiarazioni.

Spiegando il concetto dell'inclusione sociale, il sito della Banca Mondiale riporta:

Alcune persone – a causa di caratteristiche personali o collettive, come lo status sociale, l'etnia, la disabilità, o l'orientamento sessuale – sono maltrattate, insultate, e non rispettate. Queste persone possono cercare di evitare le situazioni che le espongano ad abusi, accettare il proprio “destino”, o ribellarsi. Tutte queste reazioni sono richieste di inclusione sociale.

Gli utenti di Twitter hanno partecipato alla discussione usando l'hashtag #inclusionmatters.

Il giornalista Henry Lutaaya chiede:

Perché Inclusion Matters (il rapporto) ha ignorato il ruolo della comunità internazionale nell'escludere di miliardi di persone dal commercio, e nel fomentare il cambio climatico

Electronic Kasujja fa notare:

Le scelte politiche del Paese determinano se effettivamente ci sarà meno esclusione e piú inclusione.

L'attivista e scrittrice Javie Ssozi cita il discorso di Niringiye riguardo l'Uganda:

La tragedia di questo Paese è l'aver fallito nel mettere in pratica idee elementari. Non serve essere scienziati per far funzionare l'Istruzione Primaria Universale. Rev Zac

Mark Keith Muhumuza, giornalista d'affari e finanza in Uganda, cita il rapporto:

Sull'accessibilità dei mercati, il rapporto della Banca Mondiale scrive “Il mercato dei terreni urbani è notoriamente distorto a favore dei ricchi al potere;”


La pagina web UGO Uganda pubblica:

L'onorevole Tarsis Kabwegyere dice che inclusione ed esclusione sono una questione di potere

Cedric Anil, un blogger, cita il Ministro degli Affari Generali Kabwegyere:

È molto difficile distribuire quando il 90% della popolazione è povera -Hon. Kabwegyere

Javie Ssozi contesta l'affermazione che il Governo abbia un progetto per favorire l'inclusione sociale:

Pius Bigirimana annuncia “il Governo ha un progetto per far sí che nessuno venga escluso”. Sembra fantastico! Qual è il progetto?

Mentre la discussione si conclude, Charles Banda, un consulente di digital e new media, vuole sapere:

Qual è il passo successivo alla presentazione del rapporto Inclusion Matters? I giovani si sentono inclusi?

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