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Spagna: in favore dei diritti sessuali e riproduttivi delle donne

Tren de la Libertad

Alberto Ruiz-Gallardón, Ministro della Giustizia nel governo di Mariano Rajoy, s'impone un progetto di legge che pretende di derogare la norma vigente nello Stato spagnolo—Legge di Interruzione Volontaria di Gravidanza (IVG) e Salute Sessuale e Riproduttiva (SSR) del 2010—, nel promuovere una riforma che comporterà una retrocessione [es, come tutti i link successivi], di più di 30 anni, nel pieno esercizio dei diritti sessuali e riproduttivi in questo paese.

È stata organizzata una mobilitazione contro questo progetto, che non è stato approvato, dal movimento delle donne femministe delle Asturie, nello specifico la Tertulia Feminista les Comadres, con a capo la fiorista Begoña Piñero Hevia. Intitolata dalle sue creatrici “Il treno della libertà”, l'iniziativa è stata lanciata dalle reti lo scorso 2 gennaio:

Las mujeres de la Tertulia Feminista les Comadres y de Mujeres por la Igualdad de Barredos consideramos que la reforma de la ley del aborto planteada por el Gobierno de Rajoy constituye un ataque injustificable a la libertad de decidir de las mujeres.

Invitamos a la sociedad asturiana a sumarse a las acciones que se organicen desde los distintos grupos, asociaciones y colectivos de mujeres para conseguir la retirada de ese Anteproyecto de Ley.

Noi donne della Tertulia Feminista les Comadres e di Mujeres por la Igualdad di Barredos riteniamo che la riforma sulla legge dell'aborto progettata dal Governo Rajoy constituisca un attacco ingiustificabile alla libertà di decisione delle donne.

Invitiamo la società asturiana ad associarsi alle azioni che si organizzano dai diversi gruppi, associazioni e collettive di donne per ottenere il ritiro di questo disegno di Legge.

Uscendo dalle Asturie e arrivando nella città di Madrid il 1° febbraio, “Il treno della libertà” comprende una serie di azioni e attività, e la creazione del materiale di appoggio come striscioni e pullover, tutti gestiti dalle proprie partecipanti. 

Imagen tomada del sitio de la iniciativa

Begoña Piñero Hevia con la pettorina di El Tren de la Libertad

A partire dalla prima convocazione, l'iniziativa ha trovato sostegno in vari paesi, e sono nate altre attività o gestioni collaterali. Tra le azioni fondamentali si consegnerà il testo “Perché io decido” al Congresso dei Diputati della Spagna, che è stato tradotto in sette lingue diverse. Uno di questi paragrafi dice:

Porque yo decido, soy libre y vivo en democracia exijo del gobierno, de cualquier gobierno, que promulguen leyes que favorezcan la autonomía moral, preserven la libertad de conciencia y garanticen la pluralidad y diversidad de intereses.

Porque yo decido, soy libre y vivo en democracia exijo  que se mantenga la actual Ley de salud sexual y reproductiva y de interrupción voluntaria del embarazo por favorecer la autonomía moral, preservar la libertad de conciencia y garantizar la pluralidad de intereses de todas las mujeres.

Perché io decido, sono libera e vivo in democrazia, esigo dal governo, dal qualsiasi governo, che promulgano leggi che favoriscano l'autonomia morale, preservino la libertà di coscienza e garantiscano la molteplicità e diversità di interessi.

Perché io decido, sono libera e vivo in democrazia, esigo che si mantenga l'attuale legge di salute sessuale e riproduttiva e di interruzione volontaria di gravidanza per favorire l'autonomia morale, preservare la libertà di coscienza e garantire la molteplicità di interessi di tutte le donne.

Attiviste usciranno da tredici comunità spagnole e si riuniranno per portare il testo al Congresso. Dalla Galizia hanno scritto su Twitter:

E da Granada:

Alla mobilitazione si è unito anche un gruppo di donne cineaste (direttrici, produttrici, fotografi, ecc) per registrare gli avvenimenti dell'1 febbraio quando “Il treno della libertà” arriverà al terminale di Atocha, a Madrid, con le participanti. Tra queste donne di cinema troviamo: Inés París, Gracia Querejeta, Chus Gutiérrez, Ángeles González-Sinde, Iciar Bollaín e Isabel Coixet.

Allo stesso modo, un gruppo di circa 1500 intellettuali, per iniziativa dell'annalista e critico delYo Decido Tren de la Libertad cinema Pilar Aguilar, hanno sottoscritto un manifesto. Tra le promotrici di tale decisione troviamo le scrittrici Mercedes Abad, Lola Beccaria, Isabel Cienfuegos, Laura Freixas, Rosa Montero e le professoresse universitarie Carmen Valcárcel e Almudena Hernando.

“Il treno della libertà” presenta inoltre una canzone, dove si esprime il malcontento delle donne per la legge che spinge il governo di Mariano Rajoy:  
Compinchado con Rajoy y sus muchachos 
ha tomado nuestro cuerpo de rehén 
con una aberrante ley demoledora 
que pretende sin empacho denigrar a la mujer.
 Collaboratore di Rajoy e dei suoi colleghi
ha preso il nostro corpo in ostaggio
con un'aberrante legge demolitrice
che pretende di denigrare la donna senza alcun imbarazzo.

L'iniziativa ha trovato risonanza essenzialmente anche nel Latinoamerica, in Equador e nella Repubblica Dominicana , la quale si rivela nella pubblicazione di vari messaggi nel social network Twitter:

Nel paese ecuatoriano, con la Marcha de las Putas in testa, si programma di andare al Consolato di Spagna a Quito e di chiedere il mantenimento della Legge attuale sulla salute sessuale e riproduttiva, vigente da luglio 2010:

Dal Caribe:

Inoltre da questa stessa rete si fa riferimento alla richiesta di rifugio sanitario che ha sostenuto un gruppo di persone davanti all'Ambasciata di Francia in Spagna:

Insieme al paese gallo, altre nazioni europee si associano alle proteste, tra questi quella belgica e l'Italia. A Bruxelles, il 30 gennaio, hanno realizzato una manifestazione contro la cosiddetta riforma Gallardón, la quale è riuscita a riunire migliaia di persone.

Di seguito, la canzone di Il treno della libertà:  

 

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