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Africa: la distinzione politica fra destra e sinistra è superata?

La distinzione dello spettro politico in partiti di “destra” e “sinistra” risale alla Rivoluzione Francese, quando l'Assemblea Costituente del 1789 stabilì che la parte destra dell'Emiciclo fosse occupata dai monarchici e quella sinistra dai rivoluzionari. In linea generale, la politica di destra si basa su valori quali l'identità nazionale, la sicurezza ed il liberalismo economico mentre la politica di sinistra mira al progresso, all'uguaglianza ed alla solidarietà. Tale bipolarismo politico otterrà consensi in tutti i paesi del mondo occidentale e raggiungerà il suo culmine nel corso della Guerra Fredda [it].

In Africa le lotte per l'indipendenza sono state spesso guidate da rivoluzionari di sinistra che rifiutavano lo status quo del periodo coloniale.
Tuttavia, il panorama politico è mutato da allora. All'interno di un contesto economico sempre molto complicato, i partiti politici africani non sembrano più far caso a tale divisione, che del resto non riflette la realtà politica e le necessità del territorio.

Reagan e Tutu - Pubblico Dominio

L'arcivescovo Desmond Tutu incontra il Presidente degli Stati Uniti d'America Reagan per adottare misure contro l'apartheid – Pubblico Dominio

Charlotte Cans, di Jeune Afrique, traccia un profilo del paesaggio politico africano relativamente a tale asse destra/sinistra [fr]:

En Afrique, dans la plupart des pays, un ou plusieurs partis (comme le FPI en Côte d'Ivoire ou l'USFP au Maroc) se réclament du socialisme. Mais très peu s'affichent clairement à la droite de l'échiquier. Le clivage gauche-droite, quoi qu'il en soit, ne renvoie pas aux mêmes réalités que dans les pays industrialisés.

Nella maggior parte dei paesi del continente africano, diversi partiti (come il Fronte Popolare Ivoriano – FPI – in Costa d'Avorio o l'Unione delle Forze Popolari – UFSP – in Marocco) si proclamano socialisti. Invece, solo una minima parte di partiti si identifica con gli ideali della destra. La divisione destra-sinistra, qualunque essa sia, non rimanda alle realtà esistenti nei paesi industrializzati.

Storia del concetto di destra/sinistra in Africa :

Julien Assoun, di Djibouti,  spiega questa transizione con l'evoluzione della geopolitica [fr] :

Durant les dernières années de la Guerre Froide, l’Afrique s’impose comme un enjeu stratégique de premier plan entre les deux blocs. La faiblesse des États africains, donc leur vulnérabilité et la facilité à les manipuler, ainsi que leurs ressources minérales et leur position stratégique, vitales pour l’Occident, conduisent l’URSS à s’y implanter, notamment par le biais de l’allié cubain, première puissance étrangère sur le continent au début des années 1980, avec des interventions remarquées en Angola ou au Mozambique. A l’inverse, avec la fin du clivage Est/Ouest, l’Afrique cesse d’être un enjeu géopolitique, et se trouve marginalisée. Ce continent autrefois « convoité » est désormais l’objet du désintérêt des puissances mondiales

Gli ultimi anni della Guerra Fredda vedono l’Africa emergere come problema di primaria importanza strategica tra i due blocchi. La debolezza degli stati africani, e dunque la loro vulnerabilità e la facilità di manipolazione degli stessi nonché delle loro risorse minerali e della loro posizione strategica, di vitale importanza per l'Occidente, portano l'URSS a stabilirsi, specialmente tramite l'alleato cubano, quale principale potenza straniera sul continente all'inizio del 1980, con interventi in Angola o Mozambico. Successivamente, con la fine della divisione tra Est ed Ovest, l'Africa cessa di essere un problema di tipo geopolitico e viene emarginata convertendosi, da continente un tempo « ambito » e desiderato, in oggetto del disinteresse delle potenze mondiali.

Guerra Fredda in Africa tra USA e URSS, vignetta di Tim pubblicata nel 1977

Guerra Fredda in Africa tra USA e URSS, vignetta di Tim (pubblicata nel 1977) – Pubblico dominio

Diversa è la spiegazione fornita da Jennar, il quale sostiene che in presenza di difficoltà economiche ingenti, come quelle sperimentate da molti paesi africani, la divisione tra destra/sinistra diventa meno pertinente [fr]:

En période de crise, le rejet du clivage gauche-droite en tant qu'expression de la lutte des classes, la condamnation des partis politiques, le dénigrement du parlementarisme, l'exaltation de l'unité nationale sont des thèmes récurrents. En période de crise, le désarroi, la confusion des esprits, la perte de repères fournissent un terrain favorable à ce type de discours.

In tempi di crisi, il rifiuto della divisione destra-sinistra quale espressione della lotta di classe, la condanna dei partiti politici, la denigrazione del parlamentarismo, l'esaltazione dell'unità nazionale sono temi ricorrenti. In tempi di crisi, lo sgomento, la confusione mentale, la perdita dei punti di riferimento favoriscono lo sviluppo di discorsi di questo genere.

Che Guevara e Laurent-Désiré Kabila - Pubblico Dominio

Il Rivoluzionario cubano Che Guevara e l'ex presidente congolese Laurent-Désiré Kabila – Pubblico dominio

Evoluzione del panorama politico in Africa

Cosa cambia per i partiti politici in Africa? Chiek Oumar Sissoko nel Mali ritiene che i problemi del continente richiedano più che mai una risposta basata sul principio di solidarietà e promuove di fatto un'unione dei partiti di sinistra, come si può leggere in seguito [fr] :

La situation actuelle de l’Afrique oblige à un constat désolant. Mais je reste convaincu que la situation inacceptable de l’Afrique est la conséquence des politiques néolibérales. Et, comme cela dure, le moment est arrivé pour que les forces de gauche à travers le Mali, puis à travers l’Afrique, se donnent la main pour sortir leur continent de la misère et de la pauvreté inacceptable.

Le condizioni in cui attualmente versa l'Africa obbligano a constatare un insuccesso desolante. Tuttavia, sono convinto che la situazione inaccettabile dell'Africa risulti dalle politiche neoliberali. Pertanto, perdurando tale situazione, è giunto il momento per le forze di sinistra di unire gli sforzi, a partire dal Mali per giungere a tutta l'Africa, e guidare il loro continente verso l'uscita da uno stato di miseria e povertà inaccettabile.

Altri pensano che il tempo della solidarietà sia giunto al termine. Aquilas YAO, in Costa d'Avorio, ritiene che sia necessario favorire il dinamismo economico del continente aprendo il suo mercato [fr] :

Les pays africains malgré un sous-sol riche et des ressources naturelles abondantes n’arrivent pas à sortir de la pauvreté. Ceci s’explique, en partie, par l’absence de liberté sur les marchés du fait d’une forte intervention des Etats très dirigistes. L’exemple de la Côte d’Ivoire est intéressant dans le secteur de la téléphonie mobile. L’ouverture à la concurrence a engendré une diminution vertigineuse du coût de communication qui en dix (10) ans est passé de 1000 francs CFA la minute (avec un seul opérateur) à 25F la minute (avec 5 opérateurs). Ceci implique une rupture avec le protectionnisme souvent utilisé, de manière démagogique par les dirigeants qui pensent rassurer leurs populations en leur promettant la sécurité

Nonostante la presenza di un sottosuolo ricco e di abbondanti risorse naturali, i paesi africani non riescono ad uscire dalla povertà. Ciò si spiega, in parte, con l'assenza di libertà sui mercati a causa dell'intervento di Stati fortemente interventisti. Interessante è l'esempio della Costa d'Avorio nel settore della telefonia mobile. L'introduzione della concorrenza ha portato ad una rapida diminuzione del costo della comunicazione, che in dieci anni è passato da 1.000 franchi CFA al minuto [1,51 EUR] (con un unico operatore) a 25 franchi CFA al minuto [0.035 EUR] (con 5 operatori). Ciò comporta una rottura con il protezionismo spesso utilizzato demagogicamente da leader convinti di rassicurare il proprio popolo promettendogli la sicurezza

Tale divisione ha ancora ragione d'esistere? Alcuni esperti ritengono che le classificazioni di “destra” e “sinistra” non abbiano più senso nel mondo attuale, soprattutto in Africa. Nonostante tali termini continuino ad essere utilizzati, essi fanno riferimento ad uno spettro più complesso che cerca di combinare le dimensioni politica, economica e sociale.

Charles Blattberg propone una distinzione ideologica basata sulle modalità di risposta ai conflitti in corso [en].

George Ayittey, economista ganese, vede l'Africa da una prospettiva diversa. Egli tratta l'economia tradizionale africana precedente al periodo coloniale definendola “capitalismo contadino” [en]:

It differs from Western capitalism in two respects. First, as noted, the operating unit was the clan, not the individual. Second, profit was shared. Regardless, the clan was free to engage in whatever economic activity it chose. It did not line up before the chief’s palace for permission to engage in trade

Esso differisce dal capitalismo Occidentale in due aspetti: in primo luogo, come si è specificato, l'unità operativa è il gruppo, non l'individuo. Secondariamente, i profitti vengono condivisi tra tutti membri. Indipendentemente da ciò, il gruppo è libero di intraprendere qualsiasi attività economica ritenga opportuna, senza essere tenuto a richiedere autorizzazioni in merito.

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