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Egitto: 100 giorni in prigione senza processo, la storia di Alaa Abd El Fattah

Il 5 Marzo 2014 il celebre blogger egiziano Alaa Abd El Fattah ha trascorso il suo centesimo giorno in prigione senza essere stato ancora processato. Il 26 Novembre 2013 Abd El Fattah, dopo essere stato violentemente picchiato, è stato arrestato nella sua casa de Il Cairo, con l'accusa di aver “organizzato la protesta ‘No ai Processi Militari per i Civili'” due giorni prima del suo arresto. 

Secondo Rasha Abdulla, autrice di Advox e amica di Abd El Fattah:

È in prigione dal 28 Novembre, con l'accusa di aver ogranizzato una protesta davanti al Consiglio della Shura (la camera superiore del Parlamento egiziano) senza una legale autorizzazione. Due giorni prima della manifestazione, era stata infatti approvata una legge che impone a chi intende organizzare manifestazioni di fornire al Ministero dell'Interno informazioni di tipo logistico su tutte le proteste in programma. 

[…]

La protesta in questione è stata organizzata dal gruppo No ai Processi Militari per i Civili (No to Military Trials for Civilians), un movimento ideato da Mona Seif ma della quale suo fratello Alaa non è un membro. Il gruppo ha rilasciato una dichiarazione a mezzo stampa, assumendosi la responsabilità dell'organizzazione della protesta. I membri del movimento hanno inoltre inviato un rapporto al Pubblico Ministero dichiarando una piena assunzione di reponsabilità per l'evento. La manifestazione, tenutasi il 26 Novembre, chiedeva l'abolizione dei processi militari per i civili nel testo della nuova Costituzione che verrà votata in Egitto a fine mese [Gennaio].

La protesta è stata dispersa violentemente dalla polizia neanche mezz'ora dopo il suo inizio. La polizia ha trattenuto 11 donne, per lo più membri del gruppo No ai Processi Militari per i Civili, e 24 uomini. Le donne, tutte indistintamente picchiate e alcune delle quail anche molestate sessualmente durante la permanenza in custodia, sono state trattenute per diverse ore. Sono poi state costrette a salire su di una macchina della polizia per essere in seguito abbandonate nel deserto poco dopo la mezzanotte. Gli uomini invece sono rimasti in custodia per un'intera settimana, e sono stati poi rilasciati (con l'eccezione di uno, Ahmed Abdel Rahman) in attesa di ulteriori indagini. Alaa è stato portato in carcere due giorni dopo, quando la polizia ha fatto irruzione nella sua abitazione e l'ha accusato di aver organizzato la protesta. L'accusa è stata avanzata nonostante Alaa avesse aspettato fuori dalla stazione di polizia dove la sorella era stata trattenuta il 26 Novembre, fino a quando poi non è stata recuperata da alcuni suoi amici dopo essere stata abbandonata dalla polizia nel bel mezzo del deserto. Sebbene sia Alaa che Ahmed Abdel Rahman siano in rimasti in carcere per più di un mese in attesa di ulteriori indagini, non è stata ancora stabilita una data di inizio del processo.

La situazione ad oggi rimane la stessa. Ancora non è stata stabilita la data del processo—a 100 giorni dall'arresto. Tahrir Diaries ha postato questo video su Youtube per marcare l'anniversario del centesimo giorno di dentenzione per Abd El Fattah.

Nel video Manal Hassan racconta ciò che è accaduto a suo marito Abd El Fattah, e il membro del gruppo No a Processi Militari per i Civili, Nazly Hassan, descrive le traversie sofferte da Ahmed Abdul Rahman, un passante che ha avuto la sventura di chiedere educatamente alla polizia in servizio durante la manifestazione la ragione per cui stessero picchiando e molestando le donne che avevano preso parte alla protesta. 

L'immagine che accompagna questo articolo mostra la frase “Libertà per Alaa Abd El Fattah” scritta a terra, fuori dall'edificio del Tribunale Militare de Il Cairo. La foto è stata scattata da Nazly Hussein e postata su Twitter. 

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