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Caraibi: opere letterarie e idee politiche di Gabriel García Márquez

La comunità letteraria ha appena iniziato a familiarizzare con l'idea di una vita senza “Gabo” [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] l'inimitabile autore colombiano amato in tutto il mondo – Gabriel García Márquez, morto il 17 aprile scorso a Città del Messico.

Premio Nobel per la Letteratura nel 1982, García Márquez ha lasciato un'impronta profonda allo stesso modo sui lettori e sugli aspiranti scrittori, con romanzi come Cent'anni di Solitudine [it] e L'amore ai tempi del Colera [it]. Sin dall'annuncio della sua morte, molti netizen dei Caraibi hanno espresso il loro dolore su Facebook, mentre altri – specialmente quelli con legami a Cuba – hanno usato la blogosfera per discutere la morte di García Márquez.

L'Havana Times ha pubblicato un post dettagliato sulla vita dell'autore, inclusa la sua controversa amicizia con Fidel Castro [it]:

La morte di García Marquez, il padre del genere letterario del cosiddetto ‘realismo magico’ lascia un enorme vuoto. ‘Gabo’ era uno degli ultimi grandi sopravvissuti del “boom” degli anni 60 e 70 della letteratura latino americana.

García Marquez era nato il 6 marzo 1927 a Aracataca, una città nel dipartimento colombiano settentrionale di Magdalena. Le sue esperienze d'infanzia in questa città di piantagioni di banane furono l'ispirazione per i suoi lavori. E’ sopravvissuto alla moglie, compagna di una vita intera, Mercedes Barcha … e ai suoi figli.

Gabo, come veniva chiamato, era giornalista, sceneggiatore, scrittore di storie brevi e romanziere, simpatizzante socialista e amico stretto del leader rivoluzionario cubano Fidel Castro.

La sua relazione con il leader cubano gli fece guadagnare delle critiche nel mondo letterario e politico.

In un post successivo, il blog si è focalizzato sul presunto ruolo dello scrittore nella storia dei Cuban Five. Il blog della diaspora cubana Babalu non ha avuto pietà nel criticare l'alleanza Gabo-Castro:

Lo scrittore colombiano…strigliava costantemente i dittatori latino americani, specialmente coloro che governavano con giunte militari, e tuttavia apprezzava proprio quel tiranno che elevò l'oppressione e l'arte della dittatura militare a nuove altezze.

The late Gabriel García Márquez, image by  Ver en vivo En Directo, used under a CC license.

Gabriel García Márquez, immagine di Ver en vivo En Directo, usata previa autorizzazione.

Il Capitol Hill Cubans è stato più misurato, apprezzando il talento e i traguardi raggiunti dallo scrittore ma ripetendo lo stesso argomento quando si viene a parlare della sua inclinazione politica:

Il Premio Nobel Gabriel Garcia Marquez, 87 anni, è morto la scorsa notte nella sua casa a Città del Messico.

Conosciuto come ‘Gabo’, era degli scrittori latino americani del nostro tempo più popolari e talentuosi. I suoi scritti includono… Cronaca di una Morte Annunciata e L'autunno del Patriarca, entrambi con sottotoni politici forti e critiche scomode ai dittatori latino americani.

Sfortunatamente, le critiche di Gabo hanno risparmiato i dittatori di sinistra

La sua amicizia intima con il dittatore più longevo dell'America Latina, il più mortale e totalitario, Fidel Castro, era leggendaria.

In tutta la sua vita, la condanna dei dittatori da parte di Gabo si è sempre fermata all'Havana, dove gli veniva fornita una casa con tutti i privilegi e il lusso negati ai normali cubani.

Il suo doppio standard divenne emblematico. E’ praticato oggi da alcuni dei leader dell'America Latina, incluso il Presidente brasiliano Dilma Rousseff, la Presidente cilena Michelle Bachelet e il Presidente uruguaiano Jose Mujica — i quali erano stati a loro volta vittime delle dittature militari e disdegnavano coloro che imbonivano i propri oppressori.

Tuttavia inconcepibilmente, questi leader latino americani adesso coccolano l'unica dittatura militare rimasta delle Americhe.

Arrivedercio Gabo.

Che la tua eredità letteraria possa vivere per sempre.

Che si chiuda però un capitolo sfortunato nel doppio standard ideologico latino americano.

Da un blog da Trinidad e Tobago, Kris Rampersad ha parlato dell'eredità letteraria di García Márquez:

Gabriel Garcia Marquez ci ha influenzato molto di più di quanto crediamo. Il suo genere letterario del realismo magico è diventato un mezzo per scrittori e artisti del mondo post coloniale che provano ad affrontare e articolare l'esperienza di diventare indipendenti dopo la dominazione…che provano a catturare la magia di un momento pieno di speranza e bramano di essere architetti del loro destino, nonostante combattano contro il realismo di un potenziale fallimento, ereditato dalle debolezze della mentalità coloniale e della fragilità umana, specialmente di fronte al nuovo ritrovato potere; il fallimento del sogno dell'indipendenza, che oscillava anche per la corruzione del sogno americano, oltre alla nascita del nostro desiderio di appartenere a società post coloniali ideali.

Ella ha anche piegato la discussione sulla politica dell'autore, dicendo:

Se solo il mondo politico leggesse di più, avrebbe probabilmente lavorato molto più duro per creare un mondo migliore, guidato da una coscienza del tipo di quella di Marquez. RIP.

L’ immagine usata in questo post è dell'utente Ver en vivo En Directo, usata con licenza an Attribution-ShareAlike 2.0 Generic Creative Commons license. Per altre immagini visitate la pagina Flickr di Ver en vivo En Directo.
La miniatura è dell'utente Ross Angus, usata con licenza an Attribution 2.0 Generic Creative Commons license. Per altre immagini visitate la pagina Flickr di Ross Angus.

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