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Spagna: polemiche e sdegno per la presenza di Teodoro Obiang nel paese

Protestas contra Obiang

Proteste contro Obiang ai funerali di Suárez. Immagine dal profilo di Juan Moreno Romero su Twitter.

Il Presidente della Guinea Equatoriale, Teodoro Obiang [it], è di nuovo al centro di una polemica in Spagna, stavolta per essere stato invitato nel Paese durante la stessa settimana in cui si sono svolti i funerali dell'ex Primo Ministro Adolfo Suárez [it], e per aver tenuto alcune lezioni presso l’Istituto Cervantes [es] e l'istituzione partner, l’Università Nazionale di Educazione a Distanza (UNED) [en] di Bruxelles. 

Alcuni mesi sono passati da un'altra polemica nata a novembre dell'anno scorso, quando la Nazionale spagnola di calcio ha accettato di giocare una partita amichevole in Guinea Equatoriale, contro la squadra di casa. Il Governo locale ha sponsorizzato l'evento e l'ha promosso come una vera e propria vittoria per la diplomazia della Guinea Equatoriale. Ángel Engonga Obama ha commentato così, sul sito web dell’Ufficio della Guinea Equatoriale per l'Informazione e la Stampa [es, come tutti i link seguenti]:  

Guinea Ecuatorial, un pequeño gran país en vías de desarrollo, próspero, pujante y seguro, será reconocido en todo el globo. (…) ¿El resultado? ¡Guinea ya ha ganado este partido! ¡¡Y por goleada!!

La Guinea Equatoriale, un piccolo, grande Paese che sta crescendo, forte, prosperoso, sicuro, verrà riconosciuto in tutto il mondo. (…) Il risultato? La Guinea ha vinto questa partita! Ed è stata una vittoria schiacciante!

In contrasto con questi toni trionfalistici, in una lettera indirizzata alla Federazione Calcio spagnola (RFEF), l'Associazione per i Diritti Umani ha richiesto di “sospendere immediatamente i preparativi per la partita”, per non legittimare “un regime corrotto, sanguinario e dittatoriale” che “si è reso colpevole di tortura, arresti arbitrari (…) e violente repressioni nei confronti dei propri cittadini, la società civile, e i partiti poltici di opposizione.   

L'opposizione della Guinea, i partiti politici, e gli stessi cittadini si sono schierati contro la decisione della RFEF. Il fisico e blogger Principia Marsupia, ha scritto su Twitter: 

La Nazionale giocherà gratis in Guinea Equatoriale. Perché? Per appagare un dittatore che possiede petrolio.  

Altri utenti di Twitter hanno criticato l'atteggiamento dei giocatori e degli allenatori della Nazionale, che non si sono voluti schierare contro il regime, nonostante si siano rifiutati di posare per una foto con il dittatore Obiang: 

La Principessa non sapeva che suo marito rubasse, e i giocatori della Nazionale non avevano idea che in Guinea, a poca distanza dallo stadio, le persone venissero torturate.

Come se questo scandalo non fosse abbastanza, questa settimana Obiang sembra essere onnipresente nella stampa spagnola e sui social media, dal momento che è stato l'unico Capo di Stato ad essere presente ai funerali dell'ex Presidente Adolfo Suárez, e per essere stato invitato a tenere alcune lezioni all'Istituto Cervantes e all'Università Nazionale di Educazione a Distanza (UNED) a Bruxelles. 

Qualche settimana fa, è stato rivelato che Obiang avrebbe approfittato della sua permanenza a Bruxelles per prendere parte al summit Europa-Africa e per tenere alcune lezioni sullo “Spagnolo in Africa” all'Istituto Cervantes e all'UNED, poiché la Guinea Equatoriale è l'unico Paese africano in cui lo spagnolo è la lingua ufficiale. Inoltre, lo stesso Obiang ha studiato Giurisprudenza presso l'UNED. 

Questi inviti hanno scosso le organizzazioni a difesa dei diritti umani, così come diversi partiti politici e comuni cittadini che hanno invaso i social network con commenti e proteste. Il dr. Juan Ramón Aranzadi Martínez, professore di antropologia sociale e culturale all'UNED, ha scritto una lettera aperta al Rettore dell'UNED per chiedere che l'invito a Obiang venisse ritirato: 

Obiang se ha convertido en uno de los hombres más ricos del mundo al apropiarse personalmente de la inmensa riqueza “nacional” derivada de la explotación del petróleo, el país que domina y la población a la que somete ofrecen en todas las estadísticas internacionales los más altos índices de corrupción y los más bajos índices de educación, sanidad y nivel de vida de la población (…) no se debe pagar cualquier precio por [mantener la UNED en Guinea]: no se debe, por ejemplo, contribuir al maquillaje democrático y la legitimación internacional de un dictador corrupto

Obiang è diventato una delle persone più ricche del mondo appropriandosi delle risorse nazionali che derivano in gran parte dallo sfruttamento del petrolio, approfittandosi del potere esercitato sul Paese e reprimendo la popolazione. Tutte le statistiche internazionali dimostrano come il livello di corruzione sia uno dei più elevati al mondo, mentre il livello di educazione, accesso al sistema sanitario e standard di vita uno dei più bassi. (…) Nessun prezzo dovrebbe essere pagato [per mantenere l'UNED in Guinea]: nessun contributo dovrebbe essere fatto, per esempio, per mascherare un dittatore da democratico e legittimarlo davanti alla comunità internazionale. 

Sono state promosse diverse petizioni per sospendere gli eventi, una di queste ha raggiunto più 42,000 firme. Il blogger RGAlmazán ha scritto: 

Así, de forma desvergonzada pero ingenua piensan que tratando bien a este asesino –así lo reconocen desde Amnistía Internacional o Human Rights Watch— pueden conseguir contratos comerciales. En busca de petróleo, madera y pesca nuestro rey y nuestros gobiernos (éste y anteriores) pierden el culo ante este sátrapa sin importarles nada los derechos humanos.

In questo modo, spudoratamente, la gente pensa che trattando bene questo assassino – come è descritto da Amnesty International o Human Rights Watch – si possano concludere dei contratti commerciali. Cercando di ottenere petrolio, legname e altri vantaggi economici, il nostro Re e i nostri Governi (passati e presenti) hanno perso la testa dietro a questo satrapo, senza alcun riguardo per la tutela dei diritti umani. 

L'utente Luspagnolu ha lasciato il seguente commento su menéame:

A ver si se ha autoinvitado y no les consta. Vale, acabo de leer que la visita se produce por “petición del propio mandatario”: surrealista. Pero, vamos, alguien con dos dedos de frente le podía haber dicho no.

Vediamo, magari si è auto-invitato senza avvertire nessuno. No, ho appena letto che la visita è stata organizzata “su richiesta dello stesso Presidente”: surreale. Ma andiamo, anche un imbecille gli avrebbe detto di no.  

Conferencia de Obiang en el Instituto Cervantes

La lezione tenuta da Obiang all'Istituto Cervantes. Foto dal profilo di  CULTURAL BLOG su Twitter.

Su Twitter, il parlamentare di Unione, Progresso e Democrazia (UpyD), Toni Cantó, e il giornalista Antonio Naranjo hanno condiviso le loro opinioni sugli argomenti di cui Obiang avrebbe discusso durante le conferenze: 

Al Cervantes e all'UNED, Obiang avrà l'opportunità di spiegare il significato di questi termini: dittatore, prigioniero politico, assassinii, furti, torture. 

L'Istituto Cervantes invita Obiang a tenere lezioni su:

- Gastronomia e cannibalismo.

- Repressione creativa

- Uguaglianza in Guinea: noi torturiamo tutti.

Nel frattempo, il dittatore ha buttato benzina sul fuoco quando, al termine della propria lezione al'IC, si è detto sorpreso “dall'atteggiamento ostile di alcuni soggetti nostalgici, che contestano questo incontro per ragioni che non hanno nulla a che fare con lo sviluppo della lingua spagnola in Guinea Equatoriale”.  E poco dopo non ha avuto remore nel mettere il Re di Spagna in una posizione compromettente: 

Quisiera agradecer a Su Majestad el Rey (de España), porque yo sé (que) ha influido para que yo también pueda participar en este encuentro cultural.

Vorrei ringraziare Sua Altezza Reale, il Re di Spagna, poiché so che ha avuto un ruolo nella mia partecipazione a questo evento culturale. 

La famiglia reale non ha perso tempo, smentendo il coinvolgimento del monarca, e guadagnandosi questo tweet di Yefri Bomon: 

Chissà come mai, ma a me sembra così chiaro che sia Obiang a dire la verità e la Casa dei Borboni a mentire!

Obiang y su esposa en el funeral por el expresidente Suárez

Obiang e sua moglie ai funerali dell'ex Presidente Suárez. Foto dal profilo di Información Sensible su Twitter.

La presenza di Obiang ai funerali di Stato di Adolfo Suárez ha costretto alla sospensione della sua lezione all'UNED. Inoltre, ha provocato una nuova onda di critiche, aggravate dal fatto che le reti televisive hanno omesso di trasmettere il saluto del dittatore al Re e al Presidente Rajoy, considerato come una forma di censura. Eloy Paterna Gila ha riassunto le sensazioni di molti spagnoli con questo tweet, al termine di una settimana piena di assurdità e contraddizioni: 

Il dittatore Obiang è stato invitato al Cervantes e poi nascosto durante i funerali. Che brutto spettacolo davanti al mondo intero. 

3 commenti

  • […] Spagna: polemiche e sdegno per la presenza di Teodoro Obiang nel paese […]

  • […] By Flavia Colonnese […]

  • Perfavore raccontate anche la storia di Roberto Berardi e quello che ha detto Teodoro Obiang a Brussel.

    Última Hora: Es preocupante la situación de Roberto Berardi
    0 Comment
    18 abr 2014 Posted by Diario Rombe

    Roberto Berardi, nacido el 05/01/1965, empresario italiano, se encuentra recluido en la cárcel pública de Bata, Guinea Ecuatorial, desde el 18/01/2013. Fue condenado a 2 años y 4 meses de prisión el 16/07/2013. Se le reconoció como “autor y responsable criminal de apropiación indebida” de bienes pertenecientes a su socio Teodoro Nguema Obiang Mangue, hijo del Presidente Obiang y Vicepresidente Segundo de Guinea Ecuatorial. Desde diciembre 2013, está en régimen de aislamiento total. No se le autorizan visitas. Sufre tortura y denegación de atención médica.

    Berardi se asoció con el hijo del presidente de Guinea Ecuatorial para asegurarse prosperidad en los negocios. Esto le convirtió en el conocedor de algunos de los trapicheos y tejemanejes de éste, que en ningún momento deberían salir a la luz. Berardi se convirtió en un testigo molesto e indeseable. Y cuando empezó a hacer preguntas sobre movimientos anormales de fondos, se volvió peligroso para el régimen que gobierna Guinea Ecuatorial. Y para que no tuviera la tentación de ir contando por ahí todo lo que sabía, se decidió que lo mejor para él era la cárcel. Berardi es, pues, un preso personal de Teodoro Nguema Obiang. Uno más.

    Ocurre que el “caso Berardi” ha hecho mucho ruido; se ha hecho demasiado público, y su relación con el hijo del Presidente está salpicando a todo el régimen.

    Por eso se les ha ocurrido una idea nueva. Un particular, un ilustre desconocido de nombre Wenceslao Mbele Asumu, acaba de interponer una nueva querella contra él. Ahora por “alzamiento de bienes, quiebra fraudulenta, estafa y apropiación indebida”. El objetivo es desvincularlo de la familia presidencial pero manteniéndolo en la cárcel.

    Para esta nueva querella, Berardi ha solicitado los servicios de un abogado competente. Pero se le está negando este derecho. Hay instrucción de que no reciba asistencia letrada “no controlada”. Para eso, se le quiere asignar de nuevo a Santiago Mbasi, abogado de muy dudosa formación, que ya le abandonara a su suerte en su querella contra Teodorín. Mbasi es un abogado de figuración cuyo principal cometido es ejecutar rigurosamente las instrucciones del Presidente de la Audiencia Provincial: Eliseo Nvo Mengue. Y este obedece ciegamente al poder establecido. Es el responsable del aislamiento actual de Berardi.

    Esta es, pues, la nueva situación en la que se encuentra involucrado el desafortunado Berardi. Es fundamental que la comunidad internacional ejerza la máxima presión sobre el Gobierno de Guinea Ecuatorial para obtener la liberación de Roberto Berardi. Si no, todo es posible.

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