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Ucraina: caos e tragedia per l'incendio nel porto di Odessa

 

La sede del sindacato di Odessa presa d'assalto. Nell'angolo in alto a destra si vede una Molotov esplodere. Dozzine di persone sono morte nell'incendio che ne è scaturito. Screenshot presa da YouTube.

La sede del sindacato di Odessa presa d'assalto. Nell'angolo in alto a destra si vede una Molotov esplodere. Dozzine di persone sono morte nell'incendio che ne è scaturito. Fermo immagine preso da YouTube.

Il problema dei separatisti in Ucraina è peggiorato più di quanto si potesse immaginare, e nel posto più improbabile, quando il 2 maggio scorso, più di 30 manifestanti filorussi sono morti in un incendio nel porto sul Mar Nero della bella città di Odessa. Secondo i video su YouTube, pare che l'incendio sia stato appiccato da una folla di attivisti filoucraini – molti dei quali tifosi di calcio – che avevano assalito le dozzine di separatisti che stavano occupando una sede del sindacato locale. Secondo quanto riportato, i separatisti avrebbero sparato sulla folla, uccidendo due persone [ru, come tutti i link seguenti] e ferendone parecchie altre. La folla ha risposto con le Molotov, da cui è scaturito l'incendio letale.

La maggior parte degli utenti di RuNet è fuori di sé a causa della tragedia e la loro indignazione è alimentata dalle fotografie pubblicate [ATTENZIONE, immagini esplicite] di corpi bruciati, mentre i blogger filoucraini come il prolifico @yyasyaa, i cui tweet oggi sono stati condivisi da centinaia di persone, dichiarano che gli attivisti ucraini che circondavano la sede del sindacato avevano tentato di aiutare i separatisti ad uscire dalle fiamme. 

Uno dei blogger ha fornito un resoconto diretto e dettagliato riguardo l'inizio dello scontro. Secondo Maxim Motin, un consigliere municipale di Mosca, i tifosi più irriducibili delle squadre Odessan e Kharkov, la cui partita era in calendario il 2 maggio, hanno tenuto un raduno congiunto a sostegno dell'unità ucraina. (Gli “Ultras,” o i tifosi più militanti, sono stati una delle parti principali delle proteste di Euromaidan, quest'inverno.) Il raduno è stato attaccato da un piccolo gruppo di separatisti, poi respinti. In seguito all'attacco, l'assembramento è cresciuto fino a diventare una folla e si è spostato poi verso il quartier generale dei separatisti, “bruciando tende e picchiando diverse persone.” Motin ha definito l'episodio una “provocazione,” sebbene non sia stato chiaro riguardo a chi pensasse ci fosse dietro.

Provocazione o meno, la violenza è stata mortale, e in internet si è cominciato a parlare subito di rappresaglia. In particolare, una serie di immagini ha scatenato una rabbia sproporzionate — come diverse adolescenti riprese nell'atto di preparare Molotov, per poi andarsene in giro allegramente con queste armi letali:

Due presunte partecipanti alle violenze del 2 maggio con delle Molotov. I volti sono stati oscurati.

Due presunte partecipanti alle violenze del 2 maggio con delle Molotov. I volti sono stati oscurati.

Le foto diffuse dai social network russi e ucraini sono state ripostate da entrambe le fazioni. Un blogger filoucraino ha condiviso un tweet dicendo [ru] soddisfatto che era “impossibile non innamorarsi” di loro. Le ragazze sono state velocemente identificate e i loro profili su VKontakte e Facebook sono stati diffusi [link 1] su [link 2] Twitter [link 3]. In poche ore gli account sono stati chiusi o cancellati.

Mentre i blogger filorussi perdevano interesse nella ricerca dei fabbricatori di Molotov, i blogger ucraini diffondevano l'informazione infondata secondo la quale 15 delle persone morte nell'incendio erano russe, altre 10 venivano dalla Transnistria e che “neanche una era di Odessa.” Più tardi queste notizie sono state confutate dalla polizia della città, che ha dichiarato di aver finora identificato 8 corpi, tutti di persone residenti.

Nel frattempo, i politici ucraini commentavano gli avvenimenti su Facebook. Il governatore della regione di Odessa, Vladimir Nemirovskiy, ha dichiarato di considerare “lecite” le azioni dei cittadini della città, che hanno tentato di “neutralizzare i terroristi armati.” Quella fuori di testa di Irena Farion, parlamentare ucraina ultra-nazionalista, è stata provocatoria come al solito, scrivendo “I diavoli dovrebbero bruciare all'inferno. I tifosi di calcio formano i migliori ribelli. Bravo.”

Che si vogliano incolpare gli ultras, gli agenti segreti russi, la debolezza del potere centrale di Kiev o direttamente Putin per gli eventi di Odessa, una cosa è chiara: la situazione è destinata a inasprirsi. Come ha detto in un tweet Alexey Venediktov dell'Eco di Mosca: “probabilmente gli eventi sono giunti a un punto di non ritorno.”

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