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Etiopia: si contano già 54 giorni di detenzione per i blogger etiopi di Zone9

Free Zone 9 Bloggers banner. Original design by Hugh D'Andrade, remixed by Hisham Almiraat.

Il manifesto di “Liberate i blogger di Zone 9″. Immagine originale di Hugh D'Andrade, modifcata da Hisham Almiraat.

Sono ormai 54 giorni che i sei membri del collettivo dei blogger Zone 9 [am] e tre giornalisti ritenuti associati al gruppo sono stati arrestati [en, come tutti i link seguenti] ad Addis Abeba, Etiopia. Il gruppo, formatosi nel 2012, è impegnato nel documentare e nell'incitare l'opinione opinione su questioni politiche e sociali che coinvolgono diversi livelli della società etiope.

Nella loro pagina Facebook, descrivono se stessi come giovani etiopi che cercano di fare reportage e analisi basati sui fatti per creare una nuova narrazione, piena di sfumature della vita odierna in Etiopia:

Zone9 è un gruppo informale di giovani blogger etiopi, che lavorano insieme per creare una narrazione alternativa e indipendente dalle condizioni socio-politiche in Etiopia, e quindi per promuovere il dibattito pubblico che si tradurrà nella nascita di idee per il miglioramento della nazione

I blogger sono apparsi in tribunale quattro volte dalla data del loro arresto il 25 Aprile 2014 — la prossima udienza è stata fissata per il 12 luglio 2014. Ogni volta, la polizia ha chiesto più tempo per svolgere le indagini sul gruppo. Anche se sono stati informalmente accusati di “lavorare con organizzazioni straniere che dovrebbero di essere attivisti dei diritti umani, di condividerne le idee e ricevere finanziamenti per incitare alla violenza pubblica attraverso i social media”, ad oggi non sono state emesse condanne formali verso di loro. Amici e alleati del gruppo temono che saranno accusati di terrorismo, come è successo ai giornalisti Eskinder Nega [en] e Reeyot Alemu [en], entrambi etiopi, che sono detenuti dal 2011.

In seguito al loro arresto, Global Voices Online ha pubblicato una petizione per il rilascio dei giornalisti, invitando i supporter ad aderire alla campagna #FreeZone9Bloggers, scrivendo petizioni e dando il proprio supporto online, ed ha organizzato il FreeZone9Bloggers Tweetathon, il 14 maggio 2014.

zonenine

Mentre i blogger Zone9 continuano a languire in prigione, il governo etiope sta presumibilmente formando dei blogger per attaccare coloro che criticano il governo in rete:

Il governo etiope sta cercando di ridurre le critice online attraverso la formazione di reclute che dovrebbero attaccare le informazioni sul web che risultano essere critiche verso l'amministrazione, come riportato da ESAT, Servizio via Satellite della Televisione Etiope.

Secondo il rapporto, nel secondo turno dei nuovi assunti, ad Adama, 235 blogger sono stati addestrati su Facebook e altri siti di social media, sulle modalità per indirizzare l'opinione pubblica postando commenti e documenti che supportano il regime.

Come riportato da ESAT, la formazione è stato fornita a persone selezionate, provenienti da diversi gruppi etnici che sostengono il regime e gli allievi si riferiscono direttamente ai funzionari di governo. 

Fino ad ora, i reclutati hanno aperto 2.350 profili Facebook, Twitter e blog per mettere in buona luce il regime etiope, e criticare gli articoli anti-governativi, i siti web, l'opposizione etiope e il governo eritreo.

Il comico niegero-britannico Ikenna Azuike su YouTube ha dedicato  un episodio del suo nuovo show satirico “What's Up Africa” alla situazione critica dei blogger, nel suo video “Zone 9 Bloggers Paradise in Ethiopia,” scherza: 

Solo perché [il primo ministro etiope Hailemariam Desalegn] ha ordinato l'arresto di nove persone che, per l'appunto sono blogger e giornalisti, non significa che questo faccia parte della più grande repressione del dissenso dagli arresti in massa post-elettorali del 2005.

Perchè il governo etiope ha paura dei blogger? Alemayehu G. Mariam spiega:

“Quattro giornali ostili sono più temibili di mille baionette,” diceva irritato Napoleone Bonaparte, dittatore della Francia, quando dichiarò guerra alla stampa indipendente del paese. Per il regime in Etiopia, le penne e le tastiere dei computer di una manciata di giornalisti e blogger indipendenti sono più da temere di diecimila baionette montate su AK-47. Tutti i dittatori e i tiranni della storia hanno temuto i poteri illuminanti della stampa indipendente. I dittatori ignoranti in Etiopia temono i poteri illuminanti di una stampa indipendente, più che la potenza del fuoco di diverse divisioni di fanteria completamente attrezzate.

Il controllo totale dei media e la soppressione di giornalisti indipendenti rimane l'ossessione fissa del regime. Credono che controllando il flusso di informazioni possano controllare i cuori e le menti della gente. Credono di poter fabbricare la verità con delle falsità, controllando I media. Schiacciando la stampa indipendente, credono di poter ingannare costantemente tutto il popolo. Ma sanno nel profondo dei loro cuori freddi, di pietra che “la verità non rimarrà per sempre sul patibolo, né l'ingiustizia per sempre sul trono.” Vivono ogni giorno nella terra delle falsità viventi, timorosi di perdere il loro trono.

L'autore continua

I blogger di internet e i giornalisti sono eroi ed eroine speciali etiopi. Raccontano la verità e sono i guerrieri del web. Combattono la tirannia con le loro penne e tastiere dei loro computer. Le loro munizioni sono la verità, le parole, le idee, i fatti e le opinioni. Uccidono le falsità con la spada della verità. Scacciano le cattive idee con i buoni propositi e auspicano la sostituzione di vecchie idee con le nuove. Combattono la disperazione della gente con parole di speranza. Insegnano alla gente che la paura si supera con atti di coraggio. Combattono l'ignoranza e I potenti ignoranti con la conoscienza e la ragione. Si levano in piedi davanti all'arroganza e alla tracotanza con umiltà provocatoria. Essi cercano di trasformare l'intolleranza con la pazienza; resistono all'oppressione con perseveranza e sconfiggono il dubbio con la fede. Essi combattono con le loro penne e tastiere sul campo di battaglia che è il cuore e le menti della gente etiope.

Su Twitter, gli amici e i sostenitori mantengono viva l'attenzione sui blogger usando l'hashtag #Zone9Bloggers:

i #zone9blogger un giorno vinceranno! il #cambiamento visiterà l'Etiopia e nessuno potrà fermarla

@naatnaelteklu riassume perchè i #Zone9Blogger o ogni cittadino preoccupato viene imprigionato in Etiopia, #FreeZone9Bloggers

Sto lentamente perdendo il conto dei giorni #Zone9Bloggers, improgionati, ma non perdo le loro tracce. 1 è una questione numerica, e l'altra è una questione di umanità

Cosa rende diversa la carcerazione dei #Zone9Blogger dalla moltitudine di ingiustizie che il regime commette, tanto da uscirsene con le solite accuse preconfezionate?

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