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Gaza: militare israeliano arrestato per aver rivelato su Facebook attacco vendicativo contro i civili

Eran Efrati

Eran Efrati

Eran Efrati [en, come tutti i link a seguire, salvo dove diversamente indicato], 28 anni, ex-soldato combattente e sergente di compagnia nell'esercito israeliano, è stato recentemente arrestato dalle autorità israeliane e interrogato a proposito della sua ricerca sull'uso di armi illegali a Gaza. 

Il 29 luglio, Efrati ha rivelato su Facebook di aver ricevuto informazioni da alcune fonti interne alle Forze di Difesa Israeliane (IDF), che confermerebbero quella che lui considera essere la vera ragione dietro al massacro di Shuja'iyya, avvenuto il 20 luglio, 9 giorni prima. Secondo queste informazioni, i soldati israeliani avrebbero deliberatamente preso di mira e ucciso i civili come punizione per la morte dei soldati appartenenti alle loro unità.

Nelle ultime settimane sono stato al confine con Gaza e ho ricevuto i rapporti dai soldati che mi hanno passato delle informazioni. Sto pubblicando due articoli su due importanti giornali statunitensi, ma ci sono alcune cose che posso condividere con voi ora: i soldati di due diverse unità all'interno di Gaza mi hanno informato dell'uccisione di palestinesi tramite cecchini, nel quartiere di Shuja'iyya, come punizione per la morte di soldati nelle loro unità. Dopo l'attacco ai veicoli di trasporto delle truppe israeliane, dove furono uccisi sette soldati delle Brigate Golani, l'esercito israeliano ha fatto un massacro nel quartiere di Shuja'iyya. Il giorno dopo l'evento, molti palestinesi vennero a cercare i loro parenti e amici fra le macerie. In uno dei video caricati su YouTube si vede un giovane palestinese, di nome Salem Shammaly, chiamare i membri della sua famiglia e cercarli tra le rovine, quando all'improvviso viene colpito al petto da un proiettile e cade. Pochi secondi dopo, due altri proiettili sparati dai cecchini lo colpiscono, uccidendolo all'istante. Dal giorno della pubblicazione del video, non c'è stata alcuna risposta ufficiale dai portavoce dell’ IDF. Oggi posso affermare che l'ordine ufficiale dato ai soldati a Shuja'iyya era quello di occupare le case palestinesi per usarle come avamposti. Da queste postazioni i soldati hanno disegnato una linea rossa immaginaria, e tra di loro hanno deciso di sparare a morte chiunque la superasse. Chiunque superasse la linea rossa sarebbe stato considerato una minaccia per la postazione e di conseguenza un bersaglio legittimo. Questa era l'argomentazione ufficiale all'interno delle unità. Mi hanno detto che la ragione non ufficiale era di permettere ai soldati di scaricare la loro frustrazione e il loro dolore per la perdita dei compagni (qualcosa che per anni l'IDF non ha affrontato durante le sue operazioni a Gaza e in Cisgiordania) sui rifugiati palestinesi del quartiere. Con il pretesto della cosiddetta “minaccia alla sicurezza”, i soldati hanno ricevuto l'ordine di effettuare un attacco pre-organizzato di vendetta sui civili palestinesi. Queste storie si aggiungono a molte altre storie simili, sulle quali io e Amira Hass  abbiamo indagato durante l’Operazione Piombo Fuso [it]. Il numero delle vittime, che continua a crescere, sta raggiungendo il numero del massacro del 2009. A Gaza sono state uccise più di 1100 persone, di cui almeno l'80% erano civili. Oggi è stato chiarito per la stampa che 4 soldati sono stati uccisi da un razzo in un'area di ritrovo fuori Gaza, mentre un altro soldato è stato ucciso a Gaza. Questi si aggiungono ai 43 soldati uccisi finora. Sappiamo che altre rappresaglie saranno presto messe in atto ed è importante non restare in silenzio. Questo è il momento di scendere nelle strade e occupare i social media. Chiedete al vostro rappresentante politico, ovunque voi siate, di smettere di sostenere questo massacro e di boicottare immediatamente lo stato di Israele, fino alla fine dell'occupazione, all'eliminazione del blocco e alla liberazione dei palestinesi. Vogliamo tutti essere nel posto giusto al momento giusto quando la storia ti bussa alla porta, e la storia sta bussando su Gaza adesso. Dovete decidere da che parte sarete quando passerete alla storia.

Oltre ad essere stato arrestato e interrogato, gli account Facebook e le e-mail di Efrati sono stati bloccati, e apparentemente ha anche ricevuto minacce di morte con lo scopo di zittirlo. Egli ha scritto:

Sono stato recentemente arrestato dalle autorità e interrogato sulla mia ricerca a proposito dell'uso di armi illegali a Gaza, i miei account delle e-mail e di Facebook sono stati bloccati e ho ricevuto forti indizi che la mia vita è in pericolo, che devo rimanere calmo e in silenzio. Ma io non vado da nessuna parte. Possono chiudere tutti i miei canali di comunicazione, ma ciò non significa che io non ci sono; troverò un modo per trasmettervi le informazioni e confido che voi le diffonderete, le porterete nelle strade, e chiederete ai vostri rappresentanti, ai vostri governi di smettere di finanziare questo massacro a nome vostro, di boicottare Israele e mettere fine allo spargimento di sangue a Gaza. Il mondo intero vi sta guardando, la storia si sta facendo. Io conto su di voi.

Il massacro di Shuja'iyya è avvenuto nell'ambito di una serie di duri scontri tra le forze di Hamas e l'esercito israeliano, ed ha portato alla morte di 72 palestinesi – tra cui 17 bambini – e di 13 soldati israeliani. 

Il video del palestinese colpito e ferito da un cecchino è stato pubblicato dal Movimento di Solidarietà Internazionale e può essere visionato qui sotto: [Attenzione: questo video è violento, la visione è raccomandata a discrezione dello spettatore]

Il massacro è stato descritto da Amnesty International come equivalente a possibili crimini di guerra:

Il bombardamento continuo di case civili in diverse aree della Striscia di Gaza, così come il bombardamento da parte di Israele di un ospedale, si aggiungono alla lista dei possibili crimini di guerra che richiedono un'inchiesta internazionale e indipendente.

[…]

L'esercito israeliano ha dichiarato che Shuja'iyyeh, un'area ad est di Gaza City con 92.000 residenti e densamente popolata, è stata bersagliata perché considerata una “fortezza” che custodiva razzi, tunnel e centri di comando. Gli ufficiali dell'esercito e del governo israeliano hanno ripetuto che i civili erano stati avvisati di dover evacuare l'area alcuni giorni prima dell'attacco.  

Tuttavia, molti civili a Shuja'iyyeh e in altre aree non sono evacuati, perché non avevano nessun posto dove andare. Tutte le scuole dell'UNRWA e le altre strutture che hanno aperto le loro porte come rifugi sono piene. Diramare annunci di avvertimento per evacuare intere aree non assolve le forze israeliane dal loro obbligo di proteggere i civili, come stabilisce la legge umanitaria internazionale. 

“Il bombardamento continuo di Shuja'iyyeh e di altre aree civili nella striscia di Gaza, così come i lanci indiscriminati di razzi su Israele, richiedono un'azione internazionale urgente per prevenire ulteriori violazioni. Le Nazioni Unite dovrebbero imporre un embargo sugli armamenti su tutti i fronti, e tutti gli Stati dovrebbero immediatamente sospendere ogni trasferimento di attrezzatura militare verso Israele, Hamas e altri gruppi armati palestinesi nella Striscia di Gaza”, ha affermato Philip Luther.

Medici Senza Frontiere ha accusato Israele di bombardamenti indiscriminati:

“Mentre gli ufficiali dichiarano che l'obiettivo dell'offensiva di terra è quello di distruggere i tunnel verso Israele, ciò che vediamo realmente è che i bombardamenti sono indiscriminati e chi muore sono i civili”, ha detto Nicolas Palarus, il coordinatore del progetto MSF a Gaza. 

Fino ad ora, la cosiddetta “Operazione margine protettivo” [it] ha già causato la morte di più di 1650 persone e ferito circa 9000 palestinesi. Israele afferma che l'operazione ha come bersaglio Hamas per il lancio di centinaia di razzi oltre il confine verso Israele. Il 75% dei palestinesi uccisi finora sono stati civili. Dall'inizio dell'operazione, l'8 giugno, 62 soldati israeliani sono rimasti uccisi nei combattimento a Gaza, tre civili sono morti e 400 sono rimasti feriti dai razzi lanciati su Israele.   

Oltre ad essere un membro di Anarchici contro il Muro e del gruppo pro-BDS Boicotta dall'Interno, Efrati è un membro di Breaking The Silence, una ONG israeliana formata da ex-soldati dell'IDF il cui obiettivo è quello di “creare consapevolezza nel pubblico sulla realtà della vita quotidiana nei Territori Occupati”.

Il video seguente è una conferenza da lui tenuta in Colorado, all'interno del tour statunitense di Il Soldato e il Refusenik (obiettore di coscienza, in ebraico), con Maya Wind qualche mese fa:

Seguite la nostra coverage approfondita sul tema: #Gaza: Civilian Death Toll Mounts in Israeli Offensive [in inglese]

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