chiudi

Aiuta Global Voices, fai una donazione!

La nostra comunità di volontari in tutto il mondo lavora per raccontare le storie di cui i media non parlano—ma non possiamo farlo senza il tuo aiuto. Sostienici con una donazione a Global Voices!

Fai una donazione

See all those languages up there? We translate Global Voices stories to make the world's citizen media available to everyone.

Learn more about Lingua Translation  »

Spagna: in una spirale discendente? Nuova legge mette in pericolo i diritti digitali

"Tutti i diritti riservati." Disegni di Frits Ahlefeldt, disponibili al pubblico.

“Tutti i diritti riservati.” Disegno di Frits Ahlefeldt, disponibile al pubblico.

Il Parlamento spagnolo minaccia nuovamente il concetto di libertà su Internet. Le riforme relative alla Legge di Proprietà Intellettuale [es, come i link successivi, salvo diversamente specificato] potrebbero avere un impatto molto grave sui siti [en] che pubblicano contenuti di proprietà di regolari utenti Internet – come blog, siti contenenti video e foto, piattaforme di social media. Approvata recentemente dalla Camera dei Deputati e in attesa di conferma dal Senato spagnolo, la legge potrebbe infliggere un duro colpo alla salvaguardia dei diritti digitali. Sebbene attivisti e legali si stiano riunendo in coalizioni per cercare di bloccare il passaggio di questa legge, la questione suscita comunque molta preoccupazione.

Questa proposta si pone in aperto contrasto con le politiche di regolamentazione di Internet, in verità neanche troppo datate, grazie alle quali in Spagna era possibile portare avanti iniziative di promozione che prevedevano il libero accesso alla cultura e alle notizie. Ma la legge in questione si pone esattamente agli antipodi: definita ironicamente “Tassa Google” [en], essa codificherà la monetizzazione dei link, richiedendo un compenso per i contenuti (anche se l'autore non è d'accordo), minacciando in tal modo il libero accesso al vasto spazio accademico della Spagna, limitando i diritti degli utenti e infliggendo restrizioni alla libertà dei singoli autori.

L'attuale proposta di riforma della legge spagnola sul diritto d'autore comprende una nuova imposta che riguarda il libero accesso alle pubblicazioni universitarie. Alla luce di una simile politica, alle università che desiderano condividere gratuitamente ricerche o contenuti di altro tipo verrà proibito di far circolare qualsiasi materiale a chiunque non faccia parte della stessa istituzione o del personale interno. In altri termini, se sei un ricercatore universitario e desideri divulgare il tuo lavoro fuori dal mondo accademico, chi vorrà leggere il tuo articolo dovrà pagare per collegarsi al sito in questione, anche se tu rifiuti quella somma di denaro. Una percentuale di questa cifra verrà incassata dall'agenzia spagnola CEDRO (Centro spagnolo dei diritti riprografici) e ai campus virtuali delle università sarà richiesto di adeguarsi alla normativa.

La legge include inoltre un host per altre disposizioni, che andranno a colpire la stessa idea di web generativo e collaborativo. Con questo, si stabilirà una commissione amministrativa che rappresenterà nei fatti il passo principale verso lo smantellamento delle normative sul diritto d'autore, una mossa che eluderà i processi legali auspicati, di regola, nell'introduzione di leggi di questo genere, compromettendo facilmente la necessità stessa di questi processi. Potrebbe oltretutto infliggere gravi danni al concetto di creatività e innovazione sul web, arrivando a multare fino a 600.000 Euro quei siti che non rimuoveranno i link di portali “trasgressori”.

La legge danneggia anche l'anonimato su internet poiché richiede, non solo a provider di servizi Internet, ma anche ad aggregatori e compagnie di annunci pubblicitari, di registrare e svelare l'identità degli utenti dietro richiesta ufficiale. 

Con una nota concettuale, la legge promuoverà una cultura “informativa”, con la quale si incoraggeranno gli utenti a “segnalarsi” a vicenda, invitando gli stessi a indicare quali siti dovranno essere oscurati.

Concepite in teoria come un modo per proteggere il diritto d'autore, queste leggi diventerebbero in atto pratico un mezzo per rimuovere i contenuti, monitorare i cittadini e ridurre le possibilità di accesso, di apprendimento collaborativo e di creazione promosse dal web. I link rappresentano ciò che il web è diventato oggi – restringere le sue possibilità e imporre controlli per interferire sulle modalità di utilizzo degli utenti, danneggia la natura stessa di Internet.

avvia la conversazione

login autori login »

linee-guida

  • tutti i commenti sono moderati. non inserire lo stesso commento più di una volta, altrimenti verrà interpretato come spam.
  • ricordiamoci di rispettare gli altri. commenti contenenti termini violenti, osceni o razzisti, o attacchi personali non verranno approvati.