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Europa: i cittadini europei si pongono contro gli accordi commerciali CETA e TTIP

I critici temono che i due accordi per il commercio transatlantico siano creati per aiutare le grandi aziende ad aggirare importanti normative. Simili preoccupazioni erano alla base di questo disegno politico del 1904, nel quale una cisterna di benzina è una piovra che schiaccia la democrazia. Pubblicata da Ottmann Lith, Co., il 7 settembre 1904. Adesso con licenza Creative Commons.

I critici temono che i due accordi per il commercio transatlantico siano creati stati per aiutare le grandi aziende ad aggirare importanti normative. Simili preoccupazioni erano alla base di questo disegno politico del 1904, nel quale una cisterna di benzina è una piovra che schiaccia la democrazia. Pubblicata da Ottmann Lith, Co., il 7 settembre 1904. Adesso con licenza Creative Commons.

I cittadini di tutti i paesi europei stanno firmando la petizione contro il CETA (Accordo Economico e Commerciale Globale) e il TTIP (Trattato Transatlantico sul Commercio e gli investimenti). Secondo la Commissione Europea, il CETA [en, come i link seguenti se non diversamente indicato] “offrirà alle società dell’UE maggiori e migliori opportunità commerciali in Canada e porterà posti di lavoro in Europa”, mentre il TTIP “ha l’obiettivo di rimuovere le barriere commerciali in una vasta gamma di settori economici, per semplificare la compravendita di prodotti e servizi tra l’UE e gli USA”.

Tuttavia, secondo alcuni blogger, utenti di social network e il giornale The Independent, lo scopo di entrambi gli accordi è di “liberarsi delle regole sociali e di quelle sulla competizione verso il basso” [es] in modo da avvantaggiare le grandi aziende e privare intere società della tutela normativa. 

Sono disponibili maggiori informazioni e opinioni attraverso gli hashtag #TPPTuesday, #TTIP e #CETA sia su Twitter che su Facebook:

Hai sentito parlare del #TPP? Se la risposta è no, chiediti PERCHÈ?

Nonostante la Commissione Europea (CE) abbia rifiutato la proposta di un’alleanza di attivisti europei per organizzare l’Iniziativa dei Cittadini Europei (ECI) contro il TTIP e il CETA, lo scorso settembre, delle organizzazioni indipendenti in tutta Europa hanno continuato le campagne contro questi accordi. Attualmente 333 organizzazioni, campagne per la giustizia sociale e iniziative per i diritti umani hanno dato supporto all’Iniziativa dei cittadini europei contro il TTIP e il CETA

La proposta originale degli attivisti sostiene

Desideriamo che non vengano stipulati il TTIP e il CETA perché comportano diversi problemi fondamentali, quali la composizione delle controversie tra stato e investitori privati nonché le regole inerenti la cooperazione in campo normativo, che costituiscono una minaccia per la democrazia e lo stato di diritto. Vogliamo evitare una riduzione degli standard sociali, ambientali e inerenti il lavoro, la protezione dei dati personali e dei diritti dei consumatori, e una deregolamentazione delle risorse culturali e dei servizi pubblici (come l’acqua) in trattative non trasparenti. L’ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) promuove una politica alternativa di commercio e investimento nell’UE.

In particolare, gli oppositori degli accordi commerciali temono che il TTIP garantisca agli investitori stranieri un nuovo diritto, per far causa ai governi di fronte a tribunali arbitrali ad hoc in caso di perdita di profitto, cosa che potrebbe accadere in quanto le decisioni per l’ordine pubblico sono prese nell’interesse dei cittadini. (Il blog “War on Want” fornisce maggiori informazioni sull’argomento).

Ma la Commissione Europea continua a citare i benefici di queste iniziative per l’Europa. Durante una recente visita all’università Paris-Dauphine per promuovere gli accordi, Cecilia Malmström, Commissario Europeo per il Commercio, ha detto agli studenti che “il TTIP è l’accordo più ambizioso” che “copre tutto” e “rappresenta un’opportunità per creare più posti di lavoro, investimenti e crescita economica, della quale beneficieranno i cittadini europei”.

Lo scontro in corso a proposito di CETA e TTIP sottolinea il cosiddetto “deficit democratico” dell’UE: i media indipendenti, gli attivisti e i normali cittadini stanno diventando un unico pubblico preoccupato e opposto ai due accordi considerati nocivi per l’interesse pubblico, ma che la CE (un corpo non eletto) continua comunque a negoziare e a promuovere.

CETA: è ora di ammettere che è un accordo sottobanco e ipervenduto.

Global Voices continuerà a monitorare gli sviluppi relativi a CETA e TTIP durante il 2015.

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