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Iran: #SaveSaman campagna per fermare l'esecuzione del detenuto Saman Naseem

Image edited by Kevin Rothrock.

Immagine modificata da Kevin Rothrock.

Gli attivisti di tutto il mondo stanno mobilitando con urgenza per impedire al governo iraniano di giustiziare Saman Naseem, il ventiduenne arrestato cinque anni fa, quando era ancora un adolescente, in quanto membro di un gruppo d'opposizione armato. 

L'Iran è uno dei Paesi firmatari della Convenzione internazionale sui Diritti dell'Infanzia [it], e secondo gli attivisti per la tutela dei diritti umani l'esecuzione di Naseem violerebbe gli obblighi del Paese secondo questo trattato. [en, come tutti i link seguenti]

Il diritto internazionale inequivocabilmente proibisce l'esecuzione dei minorenni.

Amnesty International ha condotto una campagna che invita all'azione, per impedire l'esecuzione programmata per oggi, 19 febbraio. Hassiba Hadj Sahraoui, Vice Direttore di Amnesty International per il Medio Oriente e il Nord Africa ha spiegato:

Si stenta a credere che l'Iran si stia preparando ad applicare la pena capitale su un ragazzo torturato per 97 giorni affinché “confessasse” quando aveva solo 17 anni… L'esecuzione di Saman deve essere fermata immediatamente e il suo caso deve essere scrupolosamente riesaminato. 

In una lettera pubblicata da Amnesty, Naseem racconta delle dure condizioni in carcere:

I primi giorni le torture sono state così pesanti che non ero in grado di camminare. Il mio corpo era completamente nero e blu. Mi appendevano per le mani e i piedi per ore. Per tutto il tempo degli interrogatori e delle torture ero bendato e non potevo vedere chi mi stava interrogando o torturando. Mi ripetevano continuamente che avevano arrestato tutta la mia famiglia, inclusi mio padre, mia madre e mio fratello. Mi dicevano che mi avrebbero ucciso lì e che avrebbero ricoperto la mia tomba col cemento. Quando la notte volevo dormire mi impedivano di riposare facendo dei rumori tremendi nei modi più disparati, anche battendo ripetutamente sulla porta. Ero in uno stato sospeso tra la follia e la consapevolezza. Non potevo avere nessun contatto con la mia famiglia in quel periodo. Durante il processo, perfino il giudice mi ha minacciato più volte di ulteriori percosse e i miei avvocati sono stati rimossi con delle pressioni.

E’ in corso una campagna lanciata sui social media, attraverso l'hashtag #SaveSaman, per spingere le autorità iraniane a fermare l'esecuzione di Naseem. Numerosi utenti di Twitter hanno taggato @khamenei_ir, l'account dell'Ayatollah Seyed Ali Khamenei, il Leader Supremo dell'Iran. 

Iran: Fermate all'esecuzione di Naseem e la pena di morte per i minorenni!

Picchiato per ore domenica per costringerlo a “confessare”. Chiediamo a Khamenei di salvare Saman prima che venga eseguita la sua condanna a morte, tra due giorni.

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