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Cosa significa avere una “educazione da hacker”?

Pedro Muller riflette [es] sulla decadenza del sistema scolastico, ritenuto da lui un'istituzione creata per un contesto storico ben diverso. A tal proposito, sottolinea l'importanza di due concetti simili ma diversi allo stesso tempo: “studiare” ed “essere educati”:

El educar se va más allá de memorizarse un par de nombres y olvidarlos al siguiente día, consiste en aprender tener la curiosidad de preguntarse qué hay detrás de lo obvio, es adquirir habilidades, ejercitar tu pensamiento lateral un pensamiento divergente o como muchos dicen “fuera de la caja”, educarse también es crear y hacer convertir nada en algo, innovar.

Nosotros aprendemos mejor en grupo es parte de nuestra naturaleza, discutir, pensar y reflexionar sobre un tema en específico sacar conclusiones, como muchos dicen la mejor manera de educarse es aprender.

Essere educati va ben oltre il memorizzare un paio di nomi e dimenticarli il giorno seguente. Consiste nell'avere una mente curiosa e nel chiedersi cosa si nasconde dietro ciò che è ovvio, significa acquisire abilità, allenare il proprio pensiero laterale, un pensare differente che molti chiamano “pensare fuori dagli schemi”. Essere educati vuol dire anche imparare ad essere creativi ed innovativi.

Impariamo meglio in gruppo; fa parte della nostra natura discutere, pensare e riflettere su un particolare argomento e poi trarne le conclusioni. Si dice che il modo migliore per essere educati sia imparare.

Muller invita i lettori a guardare il seguente video in lingua inglese, dove Logan LaPlante [en] parla del concetto di “educazione hacker” o ” scuola di hacker”, termine che fa riferimento al processo di apprendimento come un'esperienza collettiva, basata su esperimenti ed errori e soprattutto sull'importanza della creatività.

Versione intera del discorso di Muller qui [es], o seguitelo su Twitter.

Quest'articolo fa parte del 46esimo #LunesDeBlogsGV (Lunedì dei blog su GV) del 23 marzo 2015.

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