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L'Ucraina vuole eliminare la ‘simbologia comunista’ e il Cremlino si indigna

Ukrainian government tries to abandon its Soviet legacy by banning the symbols of the communist regime. Images mixed by Anna Poludenko-Young.

Il governo ucraino tenta di abbandonare l'eredità sovietica mettendo al bando i simboli del regime comunista. Immagine creata da Anna Poludenko-Young.

Le autorità ucraine si sono mosse per limitare la propaganda dei regimi comunista e nazista e dei loro simboli, nel tentativo di prendere le distanze dal passato comunista del paese. Alcuni politici russi ritengono che questo passaggio sia un grosso errore.

Il Parlamento ucraino ha approvato la legge con un voto di maggioranza del 56% il 9 aprile, ed il cosiddetto provvedimento di “decomunistizzazione”, [ru, come tutti i link seguenti, salvo diversa indicazione] già firmato dal presidente del Parlamento Volodymyr Groysman, è ora in attesa di approvazione definitiva da parte del Presidente Petro Poroshenko.

Cosa viene messo al bando?
La legge vieta la propaganda dei regimi nazista e comunista e l'uso dei loro simboli in ogni cosa: dal nome delle strade, alle bandiere nei monumenti e le targhe commemorative. In particolare, però, è solo il regime sovietico comunista nel periodo dal 1917 al 1991 (insieme al regime nazista di Hitler), che cadrà sotto il divieto. Questo significa che il partito comunista attualmente attivo in Ucraina, così come le immagini e le citazioni dei fondatori dell'ideologia comunista Marx ed Engels, non saranno vietate.

La normativa per la “decomunistizazzione”, definisce anche il governo comunista che ha governato l'Ucraina durante l'era sovietica come un regime criminale “impegnato in una politica di terrorismo di stato.” Tuttavia, nonostante alcune voci, non si richiede la distruzione dei monumenti dedicati alle vittime della seconda guerra mondiale. Il governo ucraino ha promesso di continuare a prendersi la responsabilità per la protezione dei memoriali di guerra, dei cimiteri militari e dei marchi storici che onorano la memoria della guerra. L'uso di simboli comunisti è consentito anche nei libri di storia e di ricerca.

Prime reazioni
I funzionari russi hanno definito la legge un affronto alla storia e uno strumento nella “lotta contro il passato eroico del popolo ucraino.” Allo stesso tempo, i sostenitori della proposta di legge insistono sul fatto che si tratta di una parte delle riforme orientate verso il modello occidentale e che non contraddice le norme internazionali.

Non tutti condividono questa opinione. Gli oppositori della nuova legge, un gruppo di circa 50 studiosi occidentali, un paio di ucraini ed un russo, hanno pubblicato una lettera aperta al presidente Poroshenko chiedendogli di porre il veto alla proposta di legge. Essi sostengono che il contenuto e lo spirito della legge contraddicano il diritto alla libertà di parola [en].

Over the past 15 years, Vladimir Putin’s Russia has invested enormous resources in the politicization of history. It would be ruinous if Ukraine went down the same road, however partially or tentatively. Any legal or ‘administrative’ distortion of history is an assault on the most basic purpose of scholarly inquiry: pursuit of truth.

Negli ultimi 15 anni, la Russia di Vladimir Putin ha investito enormi risorse nella politicizzazione della storia. Sarebbe disastroso se l'Ucraina percorresse la stessa strada, per quanto parzialmente o provvisoriamente. Ogni distorsione giuridica o ‘amministrativa’ della storia è un attacco allo scopo più basilare dell'indagine accademica: la ricerca della verità.

Tra le altre cose, la nuova legge prevede anche l'apertura degli archivi allora segreti del KGB conservati in Ucraina. Markian Lubkivsky, consulente del servizio di sicurezza dell'Ucraina (SBU), ha detto che il SBU è pronto a donare quasi un milione di documenti del regime comunista all'Istituto della Memoria Nazionale ucraino, un organismo di ricerca storica sponsorizzata dallo stato, per ulteriori indagini sotto la nuova politica del libero accesso.

Служба безпеки України не буде хранителем таємниць комуністичного режиму або будь-якого іншого режиму. Згідно із законом, який був прийнятий, СБУ передасть близько мільйона документів репресивних органів комуністичного режиму […] для того, щоб інститут досліджував, обробив і надав відкритий доступ до цих документів всім, хто бажає ознайомитися з цими документами.

Il servizio di sicurezza dell'Ucraina non sarà il custode dei segreti del regime comunista o di qualsiasi altro regime. Secondo la nuova legge, la SBU darà circa un milione di documenti creati dagli organi repressivi del regime comunista […] così che l'Istituto possa studiare, elaborare e rendere apertamente disponibili  questi documenti a tutti coloro che desiderano vederli ..

La risposta dell'Ucraina
Alcuni membri della comunità ucraina online hanno appreso la notizia della nuova normativa come un invito ad agire. Hanno iniziato la creazione di gruppi di controllo decomunistizzatori su Facebook e Vkontakte in base alle loro regioni geografiche. Dai social, questi incoraggiano le persone a condividere le informazioni sui nomi di strade e città che fanno riferimento agli ex dirigenti sovietici o comunisti e che dovrebbero essere cambiate in base alla nuova normativa.

Unendosi alla discussione online, Yuriy Lutsenko, un politico ucraino ed ex Ministro degli Interni, ha pubblicato su Facebook una vecchia fotografia di una donna che abbatte l'insegna di una strada intitolata “Strada Adolf Hitler”.
Lutsenko about de-communization

Questa foto fu scattata nel 1944 — La dedico a tutti coloro che si oppongono alla nuova legge per la decomunistizzazione. […] Il vecchio “slogan” di riscrivere la storia è uno degli strumenti preferiti di coloro che hanno offeso questa stessa storia. Stalino è diventata Donetsk, Zdanov è stata rinominata Mariupol, Voroshylovograd in Luhansk. Queste città sono stati rinominate e non hanno causato la fine del mondo. […]

Opinioni russe e filo russe
I media russi e i personaggi politici sotto il controlo dello Stato spesso presentano il passato comunista sovietico come un periodo di stabilità economica, benessere sociale e di forza militare. Non a caso, la reazione del Cremlino al disegno di legge sulla “decomunistizzazione” in Ucraina è stato molto critica.

Sergei Lavrov, Ministro russo per gli Affari Esteri, ha detto che la legge avrebbe un effetto fortemente negativo sui negoziati di pace in tutta l'Ucraina orientale e ha suggerito che un ulteriore “glorificazione del nazismo e la non celebrazione dei veri eroi della Grande Guerra Patriottica” ha rischiato di rovinare i trattati di pace di Minsk.

Lavrov si riferiva probabilmente a quella parte della proposta di legge che prevede “un riconoscimento pubblico” per tutti quelli che hanno combattuto per l'indipendenza ucraina nel XX secolo, che dovrebbe includere i veterani dell'OUN – Organizzazione dei nazionalisti ucraini [it] e l'UPA – l‘esercito insurrezionale ucraino [it]. Questi erano gli eserciti partigiani che, in tempi diversi, hanno combattuto sia i nazisti che lo sfruttamento sovietico. Il merito di veterani di guerra viene esteso dalla proposta di legge anche a tutti coloro che hanno combattuto le forze naziste durante la seconda guerra mondiale, il che significa che i membri del vecchio esercito dei partigiani ucraini saranno onorati adesso a fianco dei veterani dell'esercito sovietico.

Non ci è voluto molto per i leader filo-russi, della parte orientale separatista controllata dell'Ucraina, ad esprimere la loro critica alla nuova proposta di legge. Alexander Zakharchenko, il capo della non riconosciuta Repubblica Popolare di Donetsk, ha definito la proposta di legge per la “decomunistizzazione” una farsa che potrebbe innescare un “processo irreversibile e portare al collasso totale del paese.”

Il passo in avanti
Uno degli emendamenti alla proposta di legge per la “decomunistizzazione” intende rinominare la Grande Guerra Patriottica (come veniva chiamata nel periodo sovietico e post-sovietico degli ultimi 70 anni) in seconda guerra mondiale (comunemente nota in Occidente come WWII) . Dato che l'Ucraina cerca di risollevarsi come Stato sovrano da un punto di vista storico, la nuova proposta di legge è un ulteriore passo da parte del governo ucraino post-Maidan per prendere le distanze dal retaggio sovietico che, credono, inibisca il futuro europeo del paese.

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