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Il Bahrein è preparato a un attacco dell'ISIS?

Il cartello di un dimostrante:

Il cartello di un dimostrante: “Amo il Bahrein”, durante una manifestazione del 2013. Foto di Moh'd Saeed. Copyright: Demotix

A seguito degli attentati dell'ISIS contro gli sciiti dell’Arabia Saudita [en, come i link successivi, eccetto ove diversamente segnalato] e del Kuwait, che hanno causato decine di morti e centinaia di feriti, non sorprende che il Bahrein sia sul radar del gruppo terroristico. Sui social media sono state fatte circolare voci secondo cui le moschee del Bahrein potrebbero essere il prossimo bersaglio dell'ISIS.

L'ISIS ha rivendicato due attacchi alle moschee sciite nell'Arabia Saudita orientale il mese scorso, e l’ultimo attacco alla moschea Imam Sadiq, la più grande di Kuwait City, venerdì.

Waddah Alazdi, membro dell'ISIS, pubblica su Twitter una minaccia diretta, affermando che il Bahrein deve tenersi pronto per un attacco venerdì prossimo:

Se Dio lo vorrà, venerdì prossimo (riferendosi a un attacco terroristico) accadrà in Bahrein. Pare sia un bella combinazione.

Toby Matthiesen, ricercatore all'Università di Cambridge e autore di Sectarian Gulf, ha espresso la sua preoccupazione:

Temo che l'attentato in Kuwait significhi che l'ISIS voglia colpire tutti gli sciiti della Penisola Arabica. Bahrein, Dubai, Oman saranno i prossimi?

In un post diffuso su Facebook e Twitter da Muharraq News, Turki Al-Binali, leader dell'ISIS nel paese, la cui cittadinanza è stata una delle 72 recentemente revocate dal governo locale, ha annunciato che il prossimo attentato avrà luogo in Bahrein, venerdì 3 luglio 2015:

Urgente: Turki Mubarak Al-Binali annuncia che l'operazione successiva all'attentato alla moschea in Kuwait avrà luogo in Bahrein venerdì 3 luglio 2015

Non è chiaro se l'annuncio sia ufficiale, ma è stato pubblicato anche su un sito di notizie arabo [ar].

Non è la prima minaccia a vuoto che l'ISIS rivolge al Bahrein, motivo per il quale alcuni restano scettici. Ciò non significa che il governo non debba prendere tutte le misure necessarie per assicurare la protezione di moschee e persone da qualsiasi potenziale attacco.

Il 22 maggio un terrorista ha ucciso 23 persone e ne ha ferite altre 102 facendosi esplodere nella Moschea Imam Ali a Qatif, nella provincia orientale dell'Arabia Saudita. Il venerdì successivo, il 31 maggio, tre persone sono rimaste uccise in un attentato suicida, rivendicato dalla cella saudita dell'ISIS, Walayat Najd, e una decina sono rimaste ferite quando un attentatore si è fatto esplodere all'esterno di una moschea sciita nei dintorni di Dammam.

Infine, a novembre dell'anno scorso, otto persone sono state assassinate ad Al Ahsa, sempre nella provincia orientale, in seguito all'attacco di un uomo armato al centro comunitario, durante lo svolgimento di una cerimonia religiosa.

Molti pensano che, se le autorità avessero adottato le misure necessarie, i due attentati suicidi alle moschee sciite in Arabia Saudita successivi all'attacco di Al Ahsa e l'attentato in Kuwait si sarebbero potuti evitare.

Dal punto di vista politico, il Bahrein è il bersaglio perfetto per un attentato terroristico. La regione è già divisa dalle tensioni settarie, a seguito della rivolta del 2011, in cui la popolazione richiedeva maggiori riforme politiche. Il governo declassò il conflitto come un tentativo della popolazione sciita di appropriarsi del potere della classe dirigente sunnita, una versione spesso riportata dai media internazionali. Il Bahrein differisce anche dall'Arabia Saudita e dal Kuwait, poiché nella piccola isola del Golfo gli sciiti sono molto vicini a costituire la maggioranza e sono un bersaglio più facile. Da quando le proteste hanno avuto inizio, quattro anni fa, il governo deve giornalmente fare i conti con i manifestanti sciiti.

Tuttavia, è innanzitutto responsabilità del governo, e poi del popolo, provvedere alla sicurezza di tutti i cittadini indistintamente, non basandosi sulla fazione d'appartenenza o sugli ideali politici. Non garantire la sicurezza di tutti i cittadini del Bahrein è di per sé un atteggiamento settario.

La domanda è: in che modo un paese come il Bahrein, dove i comportamenti settari sono così diffusi, può combattere una battaglia ancora più grande contro l'ISIS? Come si può pensare che il popolo stia unito, quando i media statali alimentano le tensioni e l'odio tra gruppi? È giusto condannare l'estremismo irrazionale dell'ISIS nel momento in cui le figure religiose, gli organi di stampa e le leggi del Bahrein si comportano allo stesso modo?

Il giornalista Khalil Bohazza ha avviato un dialogo sulla questione con il Ministro degli Esteri Khalid Alkhalifa:

Quale messaggio viene inviato all'ISIS quando la santità di una fazione viene violata dalle istituzioni statali, se non che sia lecito attaccare tale fazione?

Khalil, fratello mio, mi conosci molto bene: ti aspettavi che non avrei condannato il terrorismo dell'ISIS? Sono stati arrestati, interrogati e la loro cittadinanza è stata revocata.

Bohazza approfondisce la questione delle pratiche settarie che rendono il Bahrein un facile bersaglio per gli attentati terroristici:

Quando le persone di un certo gruppo vengono maledette sui canali televisivi nazionali e i giornali statali vengono usati per insultare la loro fazione, ciò equivale a un'approvazione da parte dello Stato agli attacchi dell'ISIS o di altri contro di loro.

Mansour Aljamri, Direttore del quotidiano arabo Al-Wasat, rimarca la posizione di Bohazza in un altro tweet:

Il terrorismo verrà sconfitto quando verranno spenti i microfoni dell'odio. I terroristi che hanno fatto esplodere la moschea Al-Sadiq in Kuwait traggono la loro forza dalla fatwa [che identifica gli sciiti come infedeli] e dall'incitamento pubblico.

Combattere il settarismo in Bahrein dovrebbe essere la norma, non un orientamento condiscendente. In un paese dove gli attivisti per i diritti umani e i giornalisti sono arrestati per avere criticato il governo o “avere insultato le istituzioni pubbliche”, non è più pericoloso che personaggi in vista invochino azioni violente contro altri gruppi locali? Perché i faziosi non vengono puniti per continuare ad affossare sempre di più il paese?

Lo scrittore e poeta Ali Al Saeed condivide le preoccupazioni mie e di molti altri, e richiede provvedimenti:

È ora che il Bahrein combatta apertamente l'estremismo/terrorismo. I portatori di odio vanno fermati e condannati.

Rimane, però, dubbioso:

Ma il governo gira gli occhi quando si tratta di determinate fazioni/persone, permettendo al settarismo di covare e crescere.

Il Ministro degli Interni sembra avermi letto nel pensiero e ha twittato due secondi fa:

Direttore Generale dell'Anticorruzione e Sicurezza elettronica: procedimenti legali contro chiunque abusi dei social media per fomentare la sedizione settaria.

Il pubblico può segnalare casi di abuso dei social media chiamando il 992

È lecito essere scettici sulla serietà di provvedimenti simili e chiedersi se coloro che verranno accusati d'usare i social media per accrescere il problema del settarismo in Bahrein saranno puniti allo stesso modo o sulla base del loro gruppo d'appartenenza.

L'attivista per i diritti umani Said Yousif fa parte degli scettici:

Qual è il valore dell'affermazione del governo circa la lotta al terrorismo se il regime stampa, a sue spese, libri blasfemi che con i loro discorsi creano nuovi adepti ISIS?

Il tweet è la foto della copertina di un libro intitolato “La Luce della Sunna e l'Oscurità dell'Eresia” ed è sponsorizzato dal Comando Generale della Difesa del Bahrein. Nel Bahrein nessuno è stato ancora punito per avere accusato i fedeli sciiti di eresia e per averli chiamati “Rawafedh”, un termine dispregiativo usato per descrivere gli sciiti nei media statali e nelle moschee.

Ho provato a cercare una dichiarazione delle autorità del Bahrein in cui venga annunciato che prenderanno provvedimenti di sicurezza a seguito delle minacce, ma non ne ho trovata nessuna. Questa è l'occasione perfetta perché il governo dimostri di preoccuparsi per tutti i cittadini del Bahrein e che la sicurezza non conta solo quando riguarda la repressione dei manifestanti nelle strade.

Al Saeed si chiede ancora se il governo stia facendo nulla per prevenire possibili attentati:

Cosa farà il mio governo per assicurarsi che le moschee sciite siano protette ora che l'ISIS ha annunciato il prossimo attentato in Bahrein?

Se l'ISIS è il nemico di tutti i musulmani, i cittadini del Bahrein dovrebbero unirsi e muoversi per fronteggiare questo nemico comune. Visto che il bersaglio sono le moschee sciite, perché non possiamo aprire le moschee sunnite a tutti e pregare insieme? Il Ministro degli Esteri ha avuto la stessa idea:

Il fatto che esistano una moschea per i sunniti e una moschea per gli sciiti è un errore storico. La moschea è una ed è per tutti i musulmani, le differenze sono state politicizzate.

Bohazza mostra le cose per come sono veramente:

Non possiamo combattere l'estremismo con gli slogan, piuttosto con la costituzione di stati basati sul diritto e sulla piena cittadinanza

Il governo del Bahrein conosce la frattura settaria, giacché ha contribuito a rafforzarla. Perché non può esserci una legge che unisca le moschee e cacci via gli estremisti?

Ho ricevuto questa foto da un profilo Instagram privato, dopo che è stata diffusa sui social media::

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Si tratta di una citazione del Bahrain News: è difficile che l'ISIS compia un attentato terroristico in Bahrein. Il post afferma che sono stati installati dei posti di blocco in tutto il paese e celle di controllo armate sono state collocate intorno a tutte le moschee per monitorare la situazione. Bahrain News, inoltre, annuncia che una cella terroristica associata all'ISIS è stata arrestata alla dogana e che, dopo l'interrogatorio, non era chiaro se si stessero preparando a valutare quali luoghi colpire. Ciò conferma che, dopo il Kuwait, il Bahrein sarà il prossimo obiettivo sulla lista dell'ISIS.

Sebbene la responsabilità della tutela dei cittadini sia interamente del governo, anche le comunità più piccole devono mostrarsi unite e solidali prendendo proprie misure di sicurezza e controllando moschee e visitatori. Su scala più vasta, è loro dovere smettere di impiegare messaggi settari e di incitare l'odio tra fazioni solo perché seguono ideali politici differenti.

L'ISIS non è l'Iran, non è l'Arabia Saudita, non è una nazione. Le nostre scelte politiche non devono essere il fattore discriminante sulla base del quale giudicare se alcune persone meritino di essere uccise dall'ISIS oppure no.

Il Kuwait ha mostrato una solidarietà incredibile tra sunniti e sciiti dopo l'esplosione. I cittadini del Kuwait di entrambi i gruppi hanno pregato fianco a fianco e pianto la morte dei loro compagni.

L'attore comico saudita Fahad Albutairi ha twittato questo video:

Dopo l'attacco terroristico in Kuwait, sunniti e sciiti si ritrovano uniti nella moschea Imam al-Sadiq, dove è avvenuto il crimine.

Il Bahrein rimarrà unito dinnanzi a una reale minaccia terroristica estera? O ci macchieremo di una palese ipocrisia condannando la violenza che avviene altrove, ma giustificandola all'interno dei nostri confini?

Non sappiamo se l'annuncio di Al-Binali sia una minaccia fasulla, ma se non lo fosse? Il Bahrein è pronto?

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