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La Corte Suprema messicana ufficialmente a favore dei matrimoni gay

Dodicesima Marcia dell'rgoglio, della Dignità e della Diversità Sessuale in Messico. Foto tratta dall'account Flickr di Jesus M. Hernandez.

Dodicesima Marcia dell'Orgoglio, della Dignità e della Diversità Sessuale in Messico. Foto tratta dall'account Flickr di Jesus M. Hernandez.

La battaglia legale per l'uguaglianza e il diritto delle coppie omosessuali a non essere discriminate è una sfida in tutto il mondo, e il Messico non fa eccezione. Di recente, tuttavia, si sono fatti dei passi avanti grazie a due risoluzioni della Corte Suprema di Giustizia della Nazione [es, come tutti i link seguenti, salvo diversa indicazione] (SCJN), il tribunale di massimo grado del paese.

Nel primo caso, la Prima Camera della Corte Suprema era stata chiamata a verificare la legalità di un ordinamento locale [en] (dello stato occidentale di Colima [it]), il quale stabiliva la restrizione del matrimonio unicamente a un uomo e una donna, pur prevedendo una condizione speciale, denominata “legame coniugale”, celebrata tra due persone dello stesso sesso. Nella sua risoluzione, la Prima Camera ha dato ragione al richiedente, stabilendo che un istituto equiparato al matrimonio come il “legame coniugale” lede il diritto alla non discriminazione:

La Primera Sala revocó la sentencia recurrida y amparó al quejoso al determinar que el régimen separado al matrimonio que establece el citado artículo constitucional y el 145 del Código Civil referido bajo el rubro de enlace conyugal, efectivamente vulnera el derecho a la igualdad y no discriminación del quejoso, lo que significa que no sólo son inconstitucionales esas disposiciones, sino también todas las porciones normativas de los artículos en los que se hace referencia a esta institución.

En este sentido, la Primera Sala reafirmó que no existe ninguna justificación racional para negar el acceso al matrimonio a las parejas homosexuales, aun cuando existiera un régimen jurídico diferenciado al cual pudieran optar dichas parejas en lugar de casarse, incluso si la figura en cuestión tuviera los mismos derechos que el matrimonio, pues se les reconocería un conjunto incompleto de derechos siguiendo su orientación sexual.

La Prima Camera ha revocato la sentenza impugnata e ha sostenuto le ragioni del ricorrente, determinando che il regime separato dal matrimonio, stabilito nel menzionato articolo costituzionale e nell'articolo 145 del Codice Civile come legame coniugale, di fatto viola il diritto all'uguaglianza e alla non discriminazione del ricorrente. Pertanto, non solo tali disposizioni sono incostituzionali, ma lo sono anche tutte le sezioni normative degli articoli in cui si fa riferimento alla suddetta istituzione.

In tal senso, la Prima Camera ha riaffermato che non esiste alcuna giustificazione razionale perché il matrimonio venga negato alle coppie omosessuali, neppure nel caso in cui esista un regime guridico differenziato al quale tali coppie possano ricorrere in luogo del matrimonio, anche se l'istituto in questione comporti gli stessi diritti del matrimonio, in quanto verrebbero loro riconosciuti solo una parte di diritti sulla base del loro orientamento sessuale.

Questa risoluzione, riferita all'insieme di leggi locali di Colima, ha fatto sì che i media tradizionali abbiano affermato il consolidamento della posizione della Corte Suprema in favore dei matrimoni gay.

Nel secondo caso, la posizione della Corte ha interessato l'intero paese, ed è stata pubblicata ufficialmente il 19 giugno 2015. La reiterazione della tesi ha determinato un criterio o precedente da osservare obbligatoriamente, con il quale è stato stabilito che le coppie omosessuali si trovano nella stessa posizione di quelle eterosessuali. Questo precedente include una dichiarazione importante sulle motivazioni per cui le coppie omosessuali in passato non sono state tutelate:

La razón por la cual las parejas del mismo sexo no han gozado de la misma protección que las parejas heterosexuales no es por descuido del órgano legislativo, sino por el legado de severos prejuicios que han existido tradicionalmente en su contra y por la discriminación histórica.

Il motivo per il quale le coppie dello stesso sesso non hanno goduto della stessa protezione di quelle eterosessuali non è la disattenzione dell'organo legislativo, bensì il retaggio di severi pregiudizi tradizionalmente contrari ad esse e la discriminazione storica.

Conclude:

La exclusión de las parejas del mismo sexo de la institución matrimonial perpetúa la noción de que las parejas del mismo sexo son menos merecedoras de reconocimiento que las heterosexuales, ofendiendo con ello su dignidad como personas y su integridad.

L'esclusione delle coppie dello stesso sesso dall'istituzione matrimoniale perpetua la nozione secondo cui le coppie omosessuali non meriterebbero lo stesso riconoscimento delle eterosessuali, offendendo in questo modo la loro dignità e la loro integrità.

Il precedente in questione stabilisce definitivamente che per la corte non esiste una ragione costituzionale per non riconoscere il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Va notato che questo non implica che le leggi locali e federali siano state automaticamente riformate. In un sistema di divisione dei poteri come quello cui aspira il Messico, tale compito spetta al Potere Legislativo.

A tal proposito, un membro dell'autorità legislativa locale è diventato noto recentemente per avere pronunciato dichiarazioni di cattivo gusto e per di più contrarie alla posizione adottata dalla Corte Suprema:

Ana María Jiménez Ortiz, diputada local del PAN en Puebla, declaró la semana pasada durante un foro realizado en esa entidad que “sólo debe considerarse como matrimonio aquellas relaciones en las que los integrantes sostienen relaciones sexuales mirándose a la cara”.

Precisamente, según la legisladora, esto “no ocurre entre las parejas homosexuales”, quienes tienen relaciones sexuales con la luz apagada; también quienes se vendan los ojos incurren en esta falta, remató. Dijo que se basaba en el método científico para afirmar esto.

Ana María Jiménez Ortiz, deputata locale del PAN in Puebla, la scorsa settimana ha dichiarato in un dibattito che “il matrimonio riguarda solo le relazioni i cui membri abbiano rapporti sessuali guardandosi in faccia”.

In particolare, secondo lei, questo “non avviene nelle coppie omosessuali” che hanno rapporti sessuali con le luci spente; anche quelli che si bendano cadono nella stessa colpa, ha concluso. Ha dichiarato che le sue affermazioni si basano su dati scientifici.

La deputata in questione appartiene al Partito d'Azione Nazionale [it] (di stampo conservatore), che nelle recenti elezioni federali si è riaffermato come seconda forza politica nazionale. Le dichiarazioni di Jiménez Ortiz sono registrate in questo video di YouTube.

Su Twitter, Adriano Numa ha commentato così le parole della deputata:

Ana María Jiménez Ortíz Deputata del PAN: la stupidità oscurantista in azione…

Da parte sua, l'utente E Páramo ha commentato in questo modo la questione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso:

Se non siete d'accordo che due persone dello stesso sesso si sposino, non sposatene una.

In conclusione a quanto detto, si può dedurre che l'uguaglianza e il diritto alla non discriminazione hanno vinto importanti battaglie in Messico, ma continuano il loro lungo cammino giuridico e sociale sulla strada per la giustizia.

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