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La marcia per il clima di Roma ispirata dalla recente enciclica di Papa Francesco

Multi-faith encyclical celebration march, Rome June 2015. Photo credit: Hoda Baraka/350.org

Marcia multi-religiosa celebrativa per l'enciclica, Roma, giugno 2015. Foto: Hoda Baraka/350.org

Questo articolo è basato su un pezzo [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] scritto da Hoda Baraka per 350.org, un'organizzazione che promuove il movimento di sensibilizzazione al cambiamento climatico, ed è ripubblicato su Global Voices in seguito ad un accordo per la condivisione dei contenuti. 350.org è stato uno degli organizzatori della marcia.

Fedeli, gruppi della società civile e comunità colpite dal cambiamento climatico hanno sfilato domenica 28 giugno nelle strade di Roma per esprimere la loro gratitudine a Papa Francesco, dopo la pubblicazione dell'enciclica sull'ambiente, “Laudato Si’” [it], e per esigere azioni più coraggiose sul clima da parte dei leader mondiali.

Photo credit: Hoda Baraka/350.org

Foto: Hoda Baraka/350.org

Con lo slogan “Una Terra, Una Famiglia Umana,” [en – ita] la marcia ha unito cattolici e altri cristiani, fedeli di fedi non cristiane, ambientalisti e persone di buona volontà. La marcia si è conclusa a Piazza San Pietro, in tempo per il settimanale Angelus del Papa.

Quando il Papa è a Roma, l'Angelus viene tenuto di domenica. A mezzogiorno, si affaccia dalla finestra del suo appartamento facendo un breve discorso seguito dalla preghiera dell'Angelus, che termina con la Benedizione Apostolica.

La marcia celebrativa è stata animata da una banda musicale, un coro per il clima e delle colorate opere d'arte, offerte da artisti italiani e di altri paesi, i cui lavori hanno ricoperto un ruolo importante nella People's Climate March di New York dello scorso settembre. Tra le opere, una rappresentazione alta 75 metri di una foglia verde con versi delle sacre scritture, a proposito della cura di Dio per la creazione e per i poveri.

Gli organizzatori della marcia includono: 350.org, FOCSIV, che riunisce più di 60 gruppi italiani cattolici per lo sviluppo e la giustizia sociale, e OurVoices, la campagna internazionale multi-religiosa guidata da GreenFaith e dalla Conservative Foundation.

Al fine di rappresentare le comunità in prima linea e trasmettere un messaggio di giustizia climatica, si sono uniti alla marcia Arianne e George di Pacific Climate Warriors insieme a Padre Warren e Padre Jovino, preti filippini impegnati nella campagna climatica.

Voices from the Global South relaying the urgent need for climate justice. Photo credit: Hoda Baraka/350.org

Rappresentati di Global South, a favore di una azione urgente per la giustizia climatica. Foto: Hoda Baraka/350.org

Ecco le parole di Arianne: “In questo momento critico della lotta contro la crisi climatica, siamo molto grati al Papa per aver pubblicato questa enciclica, un mezzo per risvegliare il mondo e capire come il cambiamento climatico colpisca i popoli ovunque. Il nocciolo della questione è che tutta l'umanità deve rimanere unita per affrontare la crisi del nostro tempo. Il cambiamento climatico è un problema chiunque abbia una coscienza morale”.

Pope Francis asked to make divestment part of his moral argument in the urgency to address climate change. Photo credit: Hoda Baraka/350.org

Richieste a Papa Francesco per rendere il disinvestimento parte della sua tesi sul cambiamento climatico. Foto: Hoda Baraka/350.org

Tra i messagi recapitati al Papa durante la marcia, una richiesta di rendere il disinvestimento dai combustili fossili parte del suo messaggio, per rispondere alla necessità immediata di far fronte alla crisi climatica.

“La campagna di disinvestimento dai combustibili fossili si basa sulle stesse premesse morali contenute nell'enciclica di Papa Francesco”, afferma Padre Edwin Gariguez, secretario esecutivo della Caritas filippina. “La campagna vuole sottolineare l'immoralità dell'investire nella fonte dell'ingustizia climatica che stiamo vivendo ora. Perciò, speriamo che partendo da questo potente messaggio, Papa Francesco possa rendere il disinvestimento dai combustibili fossili parte della sua tesi a favore di una urgente azione sul clima”.

March enters St. Peter’s Square in time for the Pope’s weekly Angelus. Photo credit: Hoda Baraka/350.org

La marcia entra in Piazza San Pietro in tempo per l'Angelus del Papa.  Foto: Hoda Baraka/350.org

Una petizione per spingere Papa Francesco a tagliare gli investimenti del Vaticano in combustibili fossili [it] ha già raccolto migliaia di firme. Negli scorsi mesi, decine di istituzioni religiose hanno smesso di investire in compagnie di carbone, petrolio e gas o hanno promosso una tale azione, tra cui il ConsiglioEcumenico delle Chiese [it], che rappresenta mezzo miliardo di cristiani in 150 paesi.

A maggio 2015, la Chiesa di Inghilterra ha annunciato la vendita di carbone per caldaie e sabbie bituminose per 12 milioni di sterline e questa settimana, la Lutheran World Federation (LWF) ha dichiarato che escluderà dai suoi investimenti le compagnie di combustibili fossili, facendo appello alle sue chiese e ai 72 milioni di membri di fare lo stesso.

In totale, più di 220 istituzioni si sono impegnate a disinvestire dai combustibili fossili, e le istituzioni religiose rappresentano la fetta più grande.

Mentre i leader mondiali si preparano ad incontrarsi a Parigi quest'anno per i negoziati ONU sul clima, il crescente movimento per il disinvestimento continuerà ad alimentare la rivoluzione economica ed etica necessaria per impedire un cambiamento climatico catastrofico e le sempre maggiori disuguaglianze, uno dei messaggi chiave dell'enciclica di Papa Francesco.

Solo un cambiamento radicale che liberi l'umanità dalla morsa della dipendenza da combustibili fossibili potrà permettere di affrontare seriamente la crisi climatica. L'enciclica rafforza il “movimento tettonico”” in corso: semplicemente, non possiamo continuare a considerare la Terra come un oggetto da sfruttare.

Photo credit: Hoda Baraka/350.org

Foto: Hoda Baraka/350.org

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